Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    Nos Alpes
    • FAI UN DONO
    • PARTNERS
    • ABBONATI
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    • Fai un dono
    • Aderire
    • Economia e politica
      • Trasporti
      • Economia
      • Politica
    • Cultura e patrimonio
    • Ambiente e territorio
    • Turismo e sport
    • Territori
      • Alpi del nord e Rodano
      • Alpi del sud e Provenza
      • Valle d’Aosta
      • Piemonte
      • Liguria
      • Corsica e Sardegna
      • Svizzera romanda e Ticino
    • Rubriche
      • Nos Alpes alla scoperta…
      • Nos Alpes, Nos Livres
      • Nos Alpes Cuisine
      • I PODCAST di Nos Alpes
      • Luciano Caveri PODCAST
      • I VIDEO di Nos Alpes
      • Racconti
      • Contributi e idee
    • IT
      • FR
    • Log In
    Nos Alpes
    Home » Articoli » Alla scoperta di… Piazza Carignano a Torino
    Piemonte

    Alla scoperta di… Piazza Carignano a Torino

    Enrico MartialEnrico Martial3 Agosto 2024
    Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
    Monumento a Gioberti in piazza Carignano (CC BY SA wiki)
    Monumento a Gioberti in piazza Carignano (CC BY SA wiki)

    Piazza Carignano a Torino è un vero salotto, e tutti i visitatori, per turismo o anche solo per lavoro, ci passato. Se piazza Castello è ampia e imponente, con il castello, Palazzo Madama, i portici, Piazza Carignano è più raccolta.

    Descrive anche la geografia del potere di allora: a Palazzo reale e a piazza Castello si trova il re, a palazzo Carignano la famiglia cadetta dei Carignano. Tuttavia, nel 1831, dopo la morte di Carlo Felice, senza eredi maschi, la famiglia Carignano Savoia diventa la casa reale.

    Intorno a questo doppio luogo centrale di Torino con le due piazze, si trovano i palazzi nobiliari. Si va palazzo Lascaris (ce ne è anche uno a Nizza) ora sede dell’assemblea della Regione Piemonte, a Palazzo della Cisterna, ora sede della Città metropolitana di Torino e che in passato ospitò anche gli ambasciatori nella delicata fase del Risorgimento. Poco più lontano si trova il palazzo della famiglia Cavour, e molti altri.

    Il salotto urbano è dominato dal palazzo Carignano, con la sua imponente facciata di mattoni a vista.  Costruito a fine ‘600, vide nascere Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II di Savoia (bisogna guardare in alto, e se ne ritrova il nome), fu sede del parlamento subalpino (con Nizza e Savoia) fino al 1860 e nel suo cortile, dell’aula del parlamento dell’Italia unificata dopo il 1860 (senza Nizza e Savoia).

    Piazza Carigano A Torino (cc By 2 0 Alessio Maffeis)

    Il monumento a Gioberti

    Il monumento a Vincenzo Gioberti si trova in mezzo a piazza Carignano. E’ una semplice statua, ma ricca di simboli, e aiuta a capire qualcosa del Regno di Sardegna e dell’Italia.

    Intellettuale cattolico, dopo vicende che lo condussero a Parigi e Bruxelles come esiliato dal regno di Sardegna – dov’era diventato dal 1826 fino al 1833 persino cappellano di corte, si trovò a essere di grande notorietà all’epoca dell’unificazione nazionale, il Risorgimento.

    Nel suo libro del 1843, Il primato morale e civile degli Italiani proponeva sia una visione riformista, moderata, fondata sui valori cristiani – come elemento condiviso in tutta la popolazione –  sia “federazione” italiana degli Stati della penisola sotto la presidenza del Papa.

    Monumento A Gioberti Cc By Sa Wiki

    Fu un’idea di grande successo intorno al 1848, quando Pio IX concesse una costituzione il 14 marzo. Fu travolta dagli eventi successivi: la fuga del Papa, la Repubblica Romana, la repressione che seguì in tutta la penisola. Gioberti fu deputato, presidente del parlamento subalpino (composto da savoiardi, liguri, piemontesi, valdostani, nizzardi ecc.) e anche primo ministro per qualche mese, tra dicembre 1848 e febbraio 1949. Fu poi in missione diplomatica Parigi negli anni successivi, quindi allontanato da Torino, per morire nella capitale francese nel 1852.

    La statua collocata nella piazza nel 1859 è un omaggio al grande e pur breve successo della sua idea di federazione, e anche il simbolo di un’opposizione rispetto a quello che poi accadde. Ora è rivolta e guarda a palazzo Carignano, che fu fonte del più netto centralismo nella costruzione dell’Italia dopo il 1861.

    Gli indiani d’America in piazza Carignano

    Tra le molte cose da vedere nella piazza ve ne è una che non si nota a prima vista. Già al primo piano di palazzo Carignano sopra le finestre si può notare un fregio, che richiama il copricapo degli indiani d’America. Si tratta di un ricordo che Guarino Guarini, l’architetto, nel 1679 appose in onore dal reggimento dei “Carignano-Salières”, che combatté a fianco della corona francese contro gli irochesi della tribù Mohawk pochi anni prima, nel 1666.

    L’appoggio della casa Savoia e del ramo cadetto dei Carignano alla Francia era da capire nello spirito dell’epoca, in contrapposizione al mondo anglosassone ma anche per mantenere una collaborazione con il regno di Francia e contenere le sue mire di espansione sui ducati alpini.

    La vicenda del reggimento fu impegnativa e drammatica. Era composto da 1200 soldati savoiardi, piemontesi liguri, nizzardi, a cui si aggiunsero poi 200 mercenari “alemanni”, cioè svizzeri, svevi, renani e irlandesi. Alla prima battaglia, per equipaggiamento e modo di combattimento, subì una dura sconfitta, con 400 morti sui 500 della spedizione. Le cose poi migliorarono e alla fine, nel Québec, il reggimento è diventato leggendario.

    Il lago Brandis – 400 chilometri da Monréal, verso nord –  ha preso il nome dal porta-insegne Giovanni Nicolis di Brandizzo.  A una mezz’ora e meno di 40 chilometri da Monréal si trova la cittadina di Carignan. Il fregio sulla facciata del palazzo è un po’ diverso dal copricapo irochese, che era di una, o due o tre penne lunghe. Quello rappresentato viene probabilmente dai racconti e dall’immaginario dell’epoca.

    8b5fe03c A230 452d A38d 5253a15653fc

    Alla fine delle ostilità circa 400 soldati sabaudi (quindi savoiardi, piemontesi, liguri, ecc. e chissà se c’erano dei valdostani) restarono unendosi alle ragazze francesi che furono inviate per popolare la colonia. Nella fase fondativa del Québec francofono si trova dunque una presenza dei ducati di Savoia.

    Il Parlamento subalpino e il Museo del risorgimento

    Il museo dei Risorgimento, inteso a raccontare la storia dell’unità d’Italia e del Risorgimento, dedica un’ampia parte al parlamento subalpino, cioè all’assemblea del Regno di Sardegna preunitaria, prima della cessione di Nizza e Savoia alla Francia.

    L’emiciclo è lì, intatto, vi sono le immagini dei savoiardi e dei nizzardi, dei piemontesi e dei liguri, i discorsi di Cavour anche sul traforo del Fréjus. Il museo merita davvero la visita. In modo simmetrico, il Musée savoisien di Chambéry presenta sale con lo stesso spirito di restituzione storica del contesto di allora.

    Camera Dei Deputati 1848 Public Domani

    Il primo parlamento dell’Italia unita

    Dopo i travagli che vanno dagli accordi di Plombières del 1858 alla spedizione di Garibaldi nel sud Italia e all’unificazione del 1860, fu necessario costruire un parlamento. L’aula di quello subalpino era troppo piccola, e in poco tempo fu allestita nel cortile di palazzo Carignano una struttura provvisoria.

    L’aula della Camera dei deputati a Torino nel cortile di palazzo Carignano, che si può attraversare e consente di arrivare a piazza Carlo Alberto, rimase in funzione dal 18 febbraio 1861 fino al 1865, quando la capitale fu trasferita a Firenze. Si sarebbe spostata a Roma dopo la presa della città, nel 1870.

    Torino non fu contenta di perdere il suo ruolo di capitale: nella vicina piazza San Carlo si trova una lapide che ricorda l’uccisione da parte della polizia di 55 dimostranti durante una manifestazione di protesta tra il 20 e il 22 settembre 1864.

    La finestra di Cavour e il suo ristorante

    Su piazza Carignano si affacciava una finestra dello studio di Camillo Benso conte di Cavour. Il ristorante accanto, il Cambio, era frequentato da molta parte della vita politica dell’Ottocento, e dallo stesso Cavour. Quando prese poi le funzioni di primo ministro, si spostò in piazza Castello, in una stanza che è ancora visitabile e si trova attualmente all’interno degli uffici di prefettura, collegata con Palazzo reale.

    I caffè di Torino e i ristoranti, durante il Risorgimento, mettevano a disposizioni dei clienti i giornali, secondo un modello diffuso in Inghilterra, in un clima di libertà, di dibattito e di vivacità politica.

    Piazza Carignano (cc By 2 0 Jorge Franganillo)

    Teatro Carignano

    Il ristorante Il Cambio è un simbolo della vita cittadina, a cui i torinesi sono affezionati, come il Teatro Carignano, o Teatro dei Principi di Carignano. Era il luogo delle commedie, mentre l’opera si ascoltava al Teatro reale. Vi passarono alcuni dei grandi dell’epoca, vi suonò anche il genovese Niccolò Paganini. Nel 1818, proprio qui disse a Carlo Felice, che diventerà re nel 1821, “Paganini non ripete”. La frase è entrata nel lessico degli italiani.

    Ora è una sede autorevole di rappresentazioni teatrali e di incontri pubblici. All’epoca del Whatever it takes in difesa dell’euro, ha anche ospitato l’allora presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.

    Il teatro fu costruito su una struttura che ospitava gli spettacoli a favore dell’aristocrazia cittadina sin dal ‘600. I lavori iniziarono nel 1703, la ristrutturazione e ampliamento seguirono nel 1716 e gli spettacoli pubblici iniziarono dal 1719. Durante il Risorgimento fu un luogo di grande mondanità, con rappresentazioni teatrali vissute in modo partecipato nell’intenso clima politico del momento.

    La gelateria Pepino

    Ancora volgendo lo sguardo a sinistra, si trova la gelateria Pepino, che fa anch’essa parte delle vicende dell’unità italiana. Si tratta di gelatai napoletani che si trasferirono a Torino a Italia unificata, nel 1883, impiantando in pieno centro della città la loro Vera Gelateria Artigiana, che ebbe subito un grande successo.

    Fu la prima di Torino e tra le prime del nord Italia. Negli anni Trenta, la ditta Pepino inventò anche “il pinguino”, un gelato con lo stecco di legno e ricoperto di cioccolato, che prima non s’era visto. Negli anni Venti, negli Stati Uniti, ne erano intanto già stati brevettati altri due assai simili.

    LEGGI ANCHE: Perché bisogna visitare il Musée Savoisien di Chambéry

    MOBILE 300x250px Jeux
    Featured
    Enrico martial
    Enrico Martial
    • Website
    • Facebook
    • X (Twitter)
    • Instagram
    • LinkedIn

    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

    LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

    Paolo Angelini au colloque d’Introd (c) BIM Vallée d’Aoste / Paolo Rey
    Ambiente e territorio

    Dal ghiacciaio al rubinetto, l’acqua nelle Alpi : parla Paolo Angelini

    24 Settembre 2026
    Il 2026 come l’estate più calda nell’Europa occidentale, 2026 comme l’été la plus chaude en Europe occidentale (c) European Union, Copernicus Climate Change Service Data
    Ambiente e territorio

    L’estate del 2026 è la più calda mai registrata nell’Europa occidentale

    24 Settembre 2026
    Extrait de l'affiche de la consultation SNCF pour la ligne des Alpes
    Trasporti

    Ligne des Alpes, 100 milioni per la ferrovia tra Grenoble e Veynes (fino a Briançon e Marsiglia)

    24 Settembre 2026
    Expansion du lit du Gyr
    Trasporti

    Tra frane, maggiori costi e clima, ecco i cantieri d’autunno nelle strade alpine francesi

    23 Settembre 2026
    I prezzi di benzina e diesel nelle Nostre Alpi, Les prix de l’essence e du gazole dans Nos Alpes (c) CC BY-SA 2.0 fr, Rama, Wikimedia Commons
    Economia

    Un pieno di benzina e diesel costa sempre di più nelle Nostre Alpi

    23 Settembre 2026
    Un elicottero AH Tigre francese ad un esercitazione in Afghanistan nel 2011 / Un hélicoptère AH Tigre français déployé pour un exercice en Afghanistan en 2011 (c) DVIDSHUB, CC-BY-SA 2.0
    Alpi del sud e Provenza

    L’esercitazione militare Baccarat 2026 al via questo mercoledì nelle Alpi del Sud

    23 Settembre 2026
    MOBILE 300x250px Jeux
    GLI ULTIMI ARTICOLI
    Paolo Angelini au colloque d’Introd (c) BIM Vallée d’Aoste / Paolo Rey

    Dal ghiacciaio al rubinetto, l’acqua nelle Alpi : parla Paolo Angelini

    24 Settembre 2026
    Il 2026 come l’estate più calda nell’Europa occidentale, 2026 comme l’été la plus chaude en Europe occidentale (c) European Union, Copernicus Climate Change Service Data

    L’estate del 2026 è la più calda mai registrata nell’Europa occidentale

    24 Settembre 2026
    Extrait de l'affiche de la consultation SNCF pour la ligne des Alpes

    Ligne des Alpes, 100 milioni per la ferrovia tra Grenoble e Veynes (fino a Briançon e Marsiglia)

    24 Settembre 2026
    Expansion du lit du Gyr

    Tra frane, maggiori costi e clima, ecco i cantieri d’autunno nelle strade alpine francesi

    23 Settembre 2026
    DA NON PERDERE
    Colle della Maddelena - Col de l'Arche (c) Szeder László, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons Trasporti

    Colle della Maddalena, lavori e orari complicati, ma transito sostenibile

    By Redazione / Rédaction30 Luglio 2026

    Al Colle della Maddalena, il transito transfrontaliero subisce chiusure programmate sul versante francese. Lungo la RD 900, nel settore della Rochaille, automobilisti e autotrasportatori (esiste una intensa circolazione di mezzi pesanti nel commercio di acque minerali in bottiglia) devono fare i conti con attese e finestre di apertura limitate, ma senza una situazione di blocco continuo.

    TGV Inoui à Modane (CC BY SA 4.0 Wikicommons)

    Stop ai treni ad alta velocità Torino-Lione dal 12 settembre al 9 ottobre 2026

    17 Agosto 2026
    Premiers travaux d'enlèvement des embâcles dans le lit du Gyr (c) Sylvie Roman, Nos Alpes

    Il nuovo “Appel de Vallouise” come quello del 1977: un punto di svolta per la montagna?

    3 Settembre 2026
    Il Weisshorn che domina il villaggio di Randa / Le Weisshorn qui domine le village de Randa (c) Daniel R. @misterjackdaniel, Unsplash

    Il ghiacciaio del Weisshorn, sopra Randa (Vallese), rischia di crollare

    28 Agosto 2026
    Seguici su
    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • YouTube
    • LinkedIn

    Nos Alpes Le Nostre Alpi
    Giornale digitale quotidiano
    Editore: Agence de coopération et développement sas Sede legale e redazione : Via Sant'Anselmo 45 11100 Aosta AO (I) P.IVA IT01050350071
    Inizio pubblicazione: 22 novembre 2023

    ISSN 3103-8565
    Nos Alpes
    [sito web in aggiornamento continuo]

    Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

    Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

    Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

    Direttore responsabile: Enrico Martial

    Privacy policy

    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    I più letti
    Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

    Le date di apertura dei colli sulle Alpi

    9 Aprile 2025
    I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

    I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

    24 Febbraio 2024
    Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

    Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

    30 Agosto 2025
    Genova, vista del fronte del porto con la sopraelevata (c) CC BY SA 4_0 Elisabetta Castellano Wikimedia Commons

    Elezioni comunali a Genova 2025

    24 Maggio 2025
    Post popolari
    Nice Climat Summit

    Nizza ospita il primo “Nice climate summit” dedicato a clima e biodiversità

    24 Settembre 2023
    Cantone Giura, Canton Jura

    Fête du peuple: i giurassiani si preparano ai 50 anni del Cantone

    30 Settembre 2023
    L’Ospizio del Gran San Bernardo (Stan Shebs, CC BY-SA 3.0)

    A Massimo Farcoz e Luisa Rocchia il primo “Road to Gran San Bernardo”

    30 Settembre 2023
    Elicottero, elisoccorso, soccorso alpino, alpinisti

    Triangolare del soccorso alpino 2023: esperti valdostani, francesi e svizzeri a confronto

    30 Settembre 2023
    © 2026 Nos Alpes.
    • Chi siamo
    • Abbonati
    • Fai un dono
    • FR
    • Log In

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.