Alpi del nord e Rodano

In Corsica e nelle Alpi, minori riduzioni fiscali per gli affitti brevi

Affitti brevi, Locations de courte durée

Grazie alla finanziaria 2024, esse saranno equiparate a quelle degli affitti stagionali o immobiliari e scenderanno così sino al 30%.

L’approvazione da parte dell’Assemblée nationale del disegno di legge finanziario 2024 rappresenta un primo passo per regolarizzare ed equalizzare le detrazioni fiscali di ogni tipologia di affitto, siano essi brevi, stagionali o immobiliari. Questo grazie a un emendamento appositamente studiato per minare la vantaggiosa nicchia economica che caratterizza le locazioni turistiche tipo Airbnb, un testo trasversale a più località accomunate da un incontrollato proliferare di proposte di soggiorno di corta durata.

L’emendamento

Grazie alla nuova misura le detrazioni fiscali relative agli affitti brevi in Corsica e nelle Alpi saranno ridimensionate dagli attuali 71% per locazioni ammobiliate classificate e 50% per locazioni ammobiliate non classificate al finale 30%. L’elenco delle zone favorite da questa riduzione, inquadrate nella legge Pinel, è stata aggiornata con un elenco di 209 comuni. Promosso e redatto da Max Brisson, senatore (Les Républicains) dei Pirenei Atlantici, il provvedimento porterà a un allineamento fiscale.

Le tempistiche per la sua adozione definitiva sono ancora lunghe: si tratterà difatti di attendere almeno fino alla fine di gennaio per l’esame conclusivo del disegno di legge.

Gli affitti brevi in Corsica e nelle Alpi

La questione degli affitti brevi era già stata al centro di diatribe e discussioni interne all’Assemblée nationale sin dalla primavera scorsa: all’epoca a portarla all’attenzione dei colleghi erano stati i deputati della quarta circoscrizione dei Pirenei Atlantici Iñaki Echaniz(Partit Socialiste) e Anaïg Le Meur (Renaissance).

All’interno del testo iniziale figuravano anche ulteriori obblighi per gli affittuari, tra cui il vincolo alla diagnosi di performance energetica degli immobili locati. Oltre all’abbassamento della permanenza massima degli ospiti da 120 giorni a 90 giorni, era previsto che il proprietario dichiarasse il proprio appartamento direttamente al Comune; quest’ultimo avrebbe poi avuto la possibilità di rifiutare e conseguentemente di limitare la crescita delle locazioni brevi sul proprio territorio.

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