Cultura

Le opere del Museo dei Tessuti e delle Arti decorative di Lione in mostra a New York e Versailles

Il Museo dei Tessuti e delle Arti decorative di Lione, Le Musée des Tissus et des Arts décoratifs de Lyon (Wikimedia Commons)

Le realizzazioni di Sonia Delaunay e i reperti napoleonici del polo saranno esposti al Bard Graduate Center di New York e al Grand Trianon di Versailles.

Il Museo dei Tessuti e delle Arti decorative (Musée des Tissus et des Arts décoratifs) di Lione conferma la propria vocazione artistica ed espositiva internazionale e sbarca con le proprie opere a New York e a Versailles. A scapito della chiusura temporanea per ristrutturazione e nell’intenzione di festeggiare al meglio i suoi primi 160 anni di attività, il polo mira a far vivere e rivivere le proprie collezioni in giro per il mondo.

Anzitutto sarà quest’anno la collezione di carte a colori e campioni di seta stampata dell’artista Sonia Delaunay a poter essere ammirata dai visitatori del Bard Graduate Center di New York. Sino alla prossima domenica 7 luglio l’esposizione “Sonia Delaunay: Living Art” (“Sonia Delaunay: arte vivente”) esplorerà la carriera di una delle artiste francesi più innovative e influenti, eclettiche e produttive del XX secolo. La mostra si compone di quasi 200 oggetti provenienti da importanti istituzioni internazionali e segna peraltro il centenario della fondazione nel 1924 a Parigi dell’Atelier Simultané.

Restando entro i confini della Francia, per contro, sarà il Grand Trianon della Reggia di Versailles a ospitare temporaneamente alcune manifatture tessili di epoca provenienti dal Museo dei Tessuti e delle Arti decorative nell’ambito della mostra “Soieries impériales pour Versailles, collection du Mobilier national” (“Sete imperiali per Versailles, collezione del Mobiliere nazionale”). Questa si compone di una dozzina di sete ordinate da Napoleone alle manifatture seriche di Lione con lo scopo di rinnovare il Castello di Versailles; tra il 1811 e il 1813 le stesse furono consegnate alla Guardia imperiale ma la maggior parte non fu mai utilizzata per via della concomitante caduta dell’Impero. L’allestimento è suddiviso in due distinte sezioni, l’una che analizza il carattere storico ed economico della commissione e l’altra rivolta invece a sondare la natura delle opere realizzate; esso sarà presentato ufficialmente al pubblico il prossimo martedì 19 marzo per poi restare aperto sino alla successiva domenica 23 giugno.

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