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    Home » Articoli » Perché l’Osservatorio di ecologia alpina di Chamonix è importante
    Ambiente e territorio

    Perché l’Osservatorio di ecologia alpina di Chamonix è importante

    Enrico MartialEnrico Martial29 Settembre 2024
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    Un moment de travail à l'Observatoire du CREA Mont-Blanc à Chamonix (c) CREA Mont-Blanc
    Un moment de travail à l'Observatoire du CREA Mont-Blanc à Chamonix (c) CREA Mont-Blanc

    Mercoledì 18 settembre, un evento pubblico ha dato visibilità al progetto di recupero e potenziamento dell’Osservatorio di Ecologia Alpina Joseph Vallot di Chamonix come centro scientifico e didattico.

    Lanciato dal CREA Mont-Blanc, Centro di ricerca di ecologia alpina, l’Osservatorio sarà un luogo di studio e formazione aperto alla comunità scientifica, alle università e al pubblico in generale.

    La prima pietra, ma i lavori sono già in corso

    Il progetto è considerato importante e, per dimostrarlo, il 18 settembre il CREA Mont-Blanc ha scelto di dare un buona visibilità ai lavori di ristrutturazione. È stata organizzata una cerimonia di posa della “prima pietra” con il sindaco di Chamonix-Mont-Blanc, Éric Fournier, e il presidente del Consiglio dipartimentale dell’Alta Savoia, Martial Saddier.

    La cerimonia di apertura del cantiere si è svolta in un contesto di lavori già in corso, iniziati lo scorso marzo. L’équipe del CREA Mont-Blanc si è temporaneamente trasferita a Les Houches, vicino a Chamonix.

    I due politici hanno sottolineato il ruolo territoriale del progetto, che rafforza la dimensione scientifica e di ricerca sul campo. Si tratta una attività di studio in contesti turistici, con fasi evolutive dell’economia e del paesaggio.

    In sostanza, si tratta di rafforzare la conoscenza e il saper fare in relazione ai grandi cambiamenti in atto in montagna. In particolare per quanto riguarda il clima, la biodiversità e la montagna stessa, che è “abitata” da una flora e una fauna alpine particolari.

    Il futuro Osservatorio CREA Mont-Blanc a Chamonix (c) CREA Mont-Blanc
    Il futuro Osservatorio CREA Mont-Blanc a Chamonix (c) CREA Mont-Blanc

    Un finanziamento condiviso

    Il progetto è accompagnato da un notevole sforzo per trovare le risorse necessarie. Poiché il CREA Mont-Blanc è un’associazione di diritto privato, anche se con un’evidente missione pubblica, anche la pianificazione finanziaria è degna di nota.

    Al progetto contribuiscono diversi soggetti, tra cui il Comune di Chamonix, il Dipartimento dell’Alta Savoia, il Ministero francese della Cultura e un progetto Interreg ALCOTRA Francia-Italia. Ci sono anche un buon numero di fondazioni, come la Fondation du Patrimoine mission Stéphane Bern, o la Fondation Le Marchand o la Fondation de France.

    Tuttavia, il CREA Mont-blanc è riuscito a coinvolgere anche altre entità, fornitori di beni e attività come sponsor (Saint-Gobain, Cluster Eco-bâtiments e altri) ma anche privati, attraverso il crowdfunding e le donazioni individuali. Il CREA ha quindi optato per un approccio di finanziamento condiviso (dove si può contribuire), proprio come avviene in Svizzera.

    Il nuovo Osservatorio Joseph Vallot: un centro per la ricerca e la formazione

    Il progetto dell’Osservatorio comprende tre aree di lavoro. Lo Chalet Joseph Vallot, ristrutturato rispetto alla struttura precedente, sarà dedicato ai soggiorni scientifici e alla formazione, per ricercatori, decisori pubblici e privati e studenti.

    Un Laboratorio, una nuova struttura costruita secondo criteri di ridotto impatto (energia, acqua, rifiuti), sarà il luogo dedicato alle ricerche condotte dal CREA Mont-Blanc, nel campo degli studi sul cambiamento climatico.

    Infine, un Giardino scientifico e didattico sarà dedicato alla sensibilizzazione del pubblico e dei professionisti della montagna. Ospiterà mostre e iniziative di scienza partecipativa.

    Il progetti del CREA Mont-Blanc e Joseph Vallot

    Da diversi anni il CREA Mont-Blanc sviluppa iniziative per spiegare sul campo gli effetti del cambiamento climatico. Ad esempio, su un sentiero a Chamonix è possibile osservare come gli alberi abbiano gradualmente cambiato il loro calendario di vita, passando dall’inverno all’autunno. Da 20 anni è impegnato nel progetto scientifico e di scienza partecipativa Phénoclim. Nato nel 2004 tra Andorra, Spagna e Italia, sarà presentato in un grande evento il 5 e 6 ottobre 2024 a Chamonix Mont-Blanc.

    L’Osservatorio nel suo complesso contribuirà a consolidare il lavoro di documentazione sulle trasformazioni dei paesaggi e degli ecosistemi alpini. Sarà un centro di formazione e anche un centro di turismo scientifico, dove ricercatori e visitatori potranno incontrarsi e scambiare conoscenze e metodi.

    L’osservatorio prende il nome da Joseph Vallot (1854-1925), il cui chalet originale a Chamonix è attualmente in fase di restauro. Era uno scienziato, esploratore e meteorologo francese con la passione per il Monte Bianco. Nel 1890 costruì anche un punto di osservazione a 4.350 metri per studiare i fenomeni meteorologici e glaciologici.

    L’apertura dell’Osservatorio è prevista per la primavera del 2025.

    LEGGI ANCHE: Il progetto “BeyondSnow” ,
    una mappa della vulnerabilità ai cambiamenti climatici nelle Alpi

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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