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    Home » Articoli » Freddo invernale e gelo nelle Alpi tra Italia, Francia e Svizzera
    Ambiente e territorio

    Freddo invernale e gelo nelle Alpi tra Italia, Francia e Svizzera

    Redazione / RédactionRedazione / Rédaction7 Gennaio 2026
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    Le froid en hiver (c) CC0 Public Domain Pxhere
    Le froid en hiver (c) CC0 Public Domain Pxhere

    Il freddo invernale e condizioni meteorologiche di gelo dominano l’inizio di gennaio nelle Alpi italo-franco-svizzere, con valori ben al di sotto delle medie stagionali e picchi fino a -20 gradi in quota e in zone esposte.

    Il fenomeno, causato da un afflusso di aria polare dal nord Europa, ha un suo apice tra il 6 e il 7 gennaio, prima di un parziale miglioramento previsto da giovedì.

    L’ondata di freddo in corso è tra le più intense degli ultimi inverni, paragonabile a quella del gennaio-febbraio 2021 o a quella del febbraio 2018, ma si tratta di fenomeni che diventano più rari negli ultimi anni. Il freddo, nei fondovalle, è stato più intenso sul versante francese, come per esempio a Grenoble o a Embrun.

    Un’ondata artica in Piemonte

    Dopo un mese eccezionalmente mite, soprattutto a Torino, dove si è registrato il dicembre più caldo da quasi tre secoli, l’inizio del 2026 è segnato da un cambio netto di scenario.

    Già a fine anno masse d’aria fredda da est hanno interessato il Piemonte, seguite da una più intensa irruzione artica da nord. Tra il 6 e il 7 gennaio le temperature notturne nelle pianure piemontesi sono scese tra i -5 °C e i -10 °C, con valori intorno a -3 °C anche in città. Nei fondovalle alpini, tra i 1.000 e i 1.500 metri, vi sono minimi di -15 °C, mentre in quota il termometro potrà toccare i -20 °C.

    A contribuire all’intensità del gelo è la stabilità atmosferica, con cieli sereni e venti deboli che favoriscono il raffreddamento notturno.

    Nella provincia di Cuneo l’ondata di freddo ha valori tipici dell’inverno. Le minime nelle aree rurali e di bassa quota oscillano tra i -8 °C e i -6 °C, mentre nelle valli alpine si registrano punte più basse.

    Nel pomeriggio del 5 gennaio, ad esempio, la stazione di Acceglio Collet segnava -11,4 °C, mentre al Colle dell’Agnello il termometro era fermo a -9,4 °C. Anche in bassa montagna le temperature restano sottozero: -4,5 °C a Paesana, -3,3 °C a San Damiano Macra.

    Solo la pianura offre un clima meno rigido, con valori intorno ai +3 °C, dunque positivi, come ad Alba. Secondo le previsioni, il freddo proseguirà almeno fino a mercoledì, con un ulteriore calo termico previsto proprio per quel giorno. Un lento rialzo è atteso da giovedì, ma senza un cambiamento immediato delle condizioni.

    Nell’entroterra ligure così come in alcune zone delle Alpi marittime, vi sono state temperature inferiori allo zero nelle ore notturne e nel primo mattino.

    Piuttosto freddo in Valle d’Aosta

    In Valle d’Aosta, nelle giornate del 6 e 7 gennaio si registrano condizioni particolarmente rigide in alta quota, con -20 °C a 3.000 metri e raffiche di vento fino a 60 km/h. La temperatura percepita può scendere sotto i -40 °C.

    Nella conca di Aosta si attendono minime notturne e di primo mattino tra -10 °C e -13 °C. Il picco di freddo è stato nella notte del 6 e la mattina del 7 gennaio.

    Nei giorni successivi è atteso un lieve aumento termico accompagnato, tuttavia, da estese gelate notturne. Giovedì 8 e venerdì 9 gennaio una nuova perturbazione porterà probabilmente neve sul settore nord-occidentale della regione.

    In Svizzera, freddo invernale

    La notte tra il 5 e il 6 gennaio è stata la più fredda dell’inverno in Svizzera, in particolare sull’altopiano occidentale, dove la media si è attestata attorno a -10 °C. A La Brévine, nel canton Neuchâtel, si sono raggiunti i -28 °C.

    Secondo MétéoSuisse, le condizioni atmosferiche — venti deboli, cielo sereno e suolo innevato — hanno favorito un forte raffreddamento per irraggiamento.

    La coltre di ghiaccio su laghi e stagni ha permesso attività come il pattinaggio sul lago di Champex e sul Lac Noir, anche se il gelo non è ancora sufficiente per ghiacciare completamente le superfici più estese, come il Lago di Joux.

    Allerta freddo in Francia: temperature basse anche in città, e neve attesa nelle Alpi del sud e nei Pays de Savoie

    Nella regione Auvergne-Rhône-Alpes, in Francia, le temperature del 6 gennaio sono risultate nettamente inferiori alle medie stagionali, con massime difficilmente superano lo zero nella maggior parte dei dipartimenti alpini.

    A Grenoble, per esempio, il termometro è oscillato tra -8 °C e +4 °C, quindi sopra lo zero durante il giorno. Le prefetture hanno attivato il piano “grand froid” per fronteggiare l’emergenza abitativa delle persone senza dimora. Météo-France prevede nevicate sparse tra l’8 e il 9 gennaio, con accumuli importanti attesi in Alta Savoia (fino a 30 cm nel massiccio del Monte Bianco), in Tarentaise e Maurienne.

    Il freddo ha raggiunto una certa intensità anche nelle Alpi meridionali francesi, in particolare nel dipartimento delle Hautes-Alpes e nella zona di Embrun, dove si registrano minime prossime ai -10 °C e massime diurne intorno ai +2 / +3 °C, quindi positive. La temperatura percepita può scendere fino a -15 °C durante le minime per effetto del vento da nord. Va notato comunque che di giorno le temperature diventano positive in fondovalle.

    Anche Nizza si teme il freddo, ma soprattutto si ricorda la grande e mitica nevicata del 1956, come racconta Nice-Matin.

    Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio sono stati rilevati -20,4 °C a Ristolas, a soli due gradi dal record mensile del gennaio 2010. Le autorità francesi hanno emesso un’allerta gialla per “grand froid” anche nelle Bouches-du-Rhône e nel Vaucluse.

    Un leggero rialzo termico è previsto tra giovedì e sabato, accompagnato da nevicate nelle zone alpine (e nelle stazioni invernali nelle Alpi del sud ce ne è bisogno) e da piogge nei fondovalle.

    LEGGI ANCHE: Sulle Alpi persi 170 chilometri quadrati di ghiacciai in 60 anni

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