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    Home » Articoli » Allerta tsunami e maremoto, a Nizza (ma non in Liguria) i cartelli indicano le vie di fuga
    Ambiente e territorio

    Allerta tsunami e maremoto, a Nizza (ma non in Liguria) i cartelli indicano le vie di fuga

    Enrico MartialEnrico Martial11 Giugno 2026
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    Panneaux tsumani selon le modèle adopté en France selon le standard ISO 7010
    Panneaux tsumani selon le modèle adopté en France selon le standard ISO 7010

    Nella segnaletica urbana di Nizza entra l’allerta “tsunami” (maremoto in italiano e raz-de-marée in francese). In questi mesi, in diverse località della Costa Azzurra sono stati installati cartelli per indicare le zone da evacuare e i siti rifugio.

    La misura riguarda le strade più vicine al mare e si inserisce in una più strategia di prevenzione del rischio tsunami nel Mediterraneo. Anche in Liguria si sono viste attività di formazione e informazione su un fenomeno raro, ma documentato.

    La nuova segnaletica sulla Costa Azzurra

    A Nizza, i cartelli presentano indicazioni come “zone à évacuer tsunami” e “site refuge tsunami”. La città ha pubblicato anche notizie dedicate ai piani di evacuazione e alla ricerca dei siti rifugio, confermando che la prevenzione non riguarda sia l’allarme, sia la capacità di orientarsi rapidamente. I cartelli sono posizionati in diverse località della costa azzurra. Per esempio a Antibes Juan-les-Pins i cartelli sono 32 in totale.

    Nel Mediterraneo gli tsunami sono meno frequenti e in genere meno distruttivi di quelli osservati nel Pacifico o nell’oceano Indiano, ma non sono assenti. L’Unesco ha ricordato che la probabilità di un’onda di tsunami superiore a un metro nel Mediterraneo nei prossimi decenni è considerata molto alta, un dato che ha spinto diverse città costiere a rafforzare piani di evacuazione, esercitazioni e informazione pubblica.

    Gli tsunami, o maremoti, possono essere generati da terremoti, frane sottomarine o eruzioni vulcaniche. Nel mar Ligure e lungo la Costa Azzurra il tempo di arrivo di un’onda può essere molto breve se la sorgente è vicina alla costa. Per questo le autorità insistono su comportamenti semplici: allontanarsi dal mare, seguire i percorsi indicati e raggiungere rapidamente aree sopraelevate o siti rifugio.

    Cagnes sur Mer plans assembles index
    Piano di Cagnes-sur-Mer
    Planches spéciales portrait Aéroport+de+Nice Côte+d Azur imagerie
    Piano dell’aeroporto di Nizza

    La memoria del 1887 tra Liguria e Francia

    Il precedente storico più vicino per Liguria e Costa Azzurra è il terremoto del 23 febbraio 1887, noto anche come terremoto di Diano Marina. Fu uno degli eventi sismici più gravi della storia ligure e provocò danni estesi tra il Ponente, la Francia sudorientale e altre aree dell’Italia settentrionale. Il sisma causò più di 650 vittime e fu accompagnato da un maremoto.

    Le ricostruzioni storiche indicano un ritiro del mare in diversi punti della Riviera ligure e un run-up, cioè la massima quota raggiunta dall’acqua sulla costa, di circa due metri sulle coste francesi e di circa un metro a Genova. L’INGV, l’Istituto nazionale italiano di geologia e vulcanologia, ricorda anche il ritiro delle acque fino a dieci metri nel porto di Genova e gli effetti osservati nell’Imperiese.

    Il maremoto più noto nella storia italiana resta quello seguito al terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908, che colpì lo Stretto e aggravò una delle più gravi catastrofi naturali del Novecento europeo. Ma anche altri episodi, più ridotti, mostrano che il fenomeno non appartiene solo alla memoria del Sud Italia.

    Sulla Costa Azzurra, il 16 ottobre 1979, una frana sottomarina collegata ai lavori per il nuovo porto commerciale di Nizza provocò uno tsunami locale con undici vittime e danni tra Nizza, Antibes e Cannes. L’onda impiegò 10 minuti ad arrivare a riva.

    Nel 2003, il terremoto di Boumerdès, in Algeria, produsse variazioni del livello del mare, correnti forti e danni nei porti della costa mediterranea francese circa un’ora e un quarto dopo la scossa.

    Anche la Liguria fa formazione, ma sull’argomento ognuno per sé

    Dal 6 all’8 giugno 2026, a Genova, la Giornata mondiale degli oceani ha ospitato anche il “Tsunami HUB” del Centro allerta tsunami dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), con attività rivolte al pubblico per spiegare come nascono gli tsunami e quali comportamenti adottare.

    L’obiettivo non è creare allarme, ma diffondere una cultura della preparazione. In aree densamente urbanizzate, turistiche e costiere come Nizza, Cannes, Imperia, Sanremo, Savona e Genova, la vulnerabilità non dipende solo dalla probabilità dell’evento, ma anche dalla rapidità con cui cittadini e visitatori riconoscono il rischio e sanno dove andare.

    Va infine preso nota che i procedimenti di informazione e allerta riguardo al rischio maremoti tra Liguria e Costa Azzurra procedono separatamente: i cartelli di allerta tsunami vengono collocati solo sul versante francese, e le carte di pianificazione del rischio maremoto sono state rese pubbliche in modo diffuso su un solo lato della frontiera.

    D’altra parte, il tema non è emerso pubblicamente né al Comitato di cooperazione frontaliera di Bard del 4 giugno 2026 né nell’ambito delle varie cooperazioni in corso, come i simposi tra i sindaci della Riviera italo-francese, di cui l’ultimo si è tenuto il 26 novembre 2025, né nei temi dei GECT in preparazione né in alcuni progetti Interreg pur dedicati almeno in parte alla protezione civile.

    LEGGI ANCHE: Ventimiglia, terzo simposio dei comuni transfrontalieri della riviera italo-francese

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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