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    Home » Articoli » Gran traffico e problemi al traforo del Fréjus per la chiusura del Bianco
    Alpi del nord e Rodano

    Gran traffico e problemi al traforo del Fréjus per la chiusura del Bianco

    Enrico MartialEnrico Martial15 Novembre 2024
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    Traforo del Fréjus, il 5 dicembre 2023 - Enrico Martial / Nos Alpes
    Traforo del Fréjus, il 5 dicembre 2023 - Enrico Martial / Nos Alpes
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    La chiusura del Traforo del Monte Bianco, dal 2 settembre al 16 dicembre 2024 per lavori di manutenzione, ha comportato un considerevole aumento del traffico al traforo del Fréjus.

    Sul versante italiano la situazione – con frequenti rallentamenti e code – è stata ulteriormente complicata da due incidenti ed è oggetto di dibattito e critiche da parte dei rappresentanti di comuni e collettività locali.

    Sul versante francese vi sono rallentamenti e code segnalate dalla società francese concessionaria, con alcune misure per rendere più fluido il traffico.

    Nel suo insieme, la situazione di questi mesi ha comportato varie difficoltà, ma non ha presentato momenti critici decisivi e durevoli, anche se la fragilità delle connessioni italo-francesi rimane evidente.

    La dimensione dell’aumento di traffico al traforo del Fréjus

    Secondo Alain Chabert, direttore generale della società concessionaria francese, la SFTRF, l’aumento di traffico medio giornaliero al traforo del Fréjus è di 1700 TIR e 1200 autovetture.



    La situazione non è soltanto determinata dalla chiusura del traforo del Monte Bianco, ma anche dall’interruzione della linea ferroviaria storica del Fréjus per la frana del 27 agosto 2023 a Saint-André in Maurienne, che funzionava anche da autostrada ferroviaria per il trasporto merci. La sua riapertura dovrebbe avvenire entro fine marzo 2025, ma allora il traforo del Monte Bianco sarà riaperto.

    Pur in assenza di un riepilogo dei flussi transfrontalieri tra Italia e Francia, aumenta anche il traffico sulla costa italo-francese. L’asse patisce però di rallentamenti sull’autostrada per lavori sul versante italiano e di una infrastruttura ferroviaria vetusta.

    L’effetto finale dell’insieme di chiusure e impedimenti alla mobilità tra Italia e Francia è il freno agli scambi di merci e una limitazione alla circolazione delle persone.

    Sul versante italiano

    Due incidenti recenti causati da mezzi pesanti hanno interrotto per alcune ore la circolazione sull’autostrada A32 Torino-Bardonecchia verso il traforo del Fréjus.

    Nel tardo pomeriggio del 26 ottobre, un TIR si è ribaltato nella galleria Giaglione, tra Oulx e Susa, vicino al cantiere di Chiomonte. La circolazione verso Torino è stata interrotta e nella notte trasferita sulla strada statale.

    Il 4 novembre un TIR si è incendiato all’interno della galleria Cels, la più lunga dell’autostrada Torino-Bardonecchia, nel comune di Exilles, in direzione Francia.  Il traffico è rimasto bloccato e la riapertura è avvenuta e rimarrà per un po’ di tempo su una sola canna per i due sensi di marcia. Quando vi è incendio in galleria, infatti, i lavori di ripristino sono complessi e lunghi, come è ben stato mostrato dal caso del Monte Bianco.

    I presidenti delle Unioni dei Comuni dell’Alta Valle di Susa, Mauro Carena e della Bassa Valle di Susa Pacifico Banchieri hanno protestato per le condizioni di sicurezza e per il traffico eccessivo. La Stampa ha anche ricostruito i meccanismi che generano le lunghe code che si formano da Susa a Oulx verso la Francia, le soste di numerosi Tir all’autoporto di Susa come misura per evitare incolonnamenti successivi, il sovraccarico della strada statale tra Oulx e Bardonecchia dove si cerca un percorso alternativo.

    La circolazione è complicata sulla stessa autostrada Torino-Bardonecchia sia per il doppio senso di marcia nella restante galleria di Cels, e dai restringimenti a San Didero e a Savoulx, non lontano dal traforo.

    Sul versante francese

    Le code sul versante francese sono ricorrenti, anche se non permanenti. Noi stessi le abbiamo constatate il 25 ottobre, e poi li abbiamo notati – di durata di un’ora o un’ora e mezzo – anche in alcuni giorni successivi sul portale della società SFTRF. In altri casi, per esempio il 15 novembre, il traffico è invece risultato fluido.

    La società concessionaria francese SFTRF ha lanciato una campagna di informazione, anche ricordando che il traffico è minore alla sera e nella notte, ha diffuso il video che riportiamo, ha assunto personale a titolo temporaneo per migliorare i passaggi ai caselli, rafforzato la gestione dei centri di controllo, adattato gli orari dei lavori di manutenzione per ridurre l’impatto sulla circolazione.

    Comunque, il traffico sarà completamente interrotto per quattro ore da sabato sera 23 novembre alle ore 22 fino a domenica 24 novembre, nella notte, cioè alle ore 2.

    È una chiusura breve, ma simbolica. In quell’orario, i due trafori stradali del Fréjus e del Monte Bianco saranno entrambi e simultaneamente non transitabili.

    LEGGI ANCHE:

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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