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    Home » Articoli » Il nuovo futuro della Cavallerizza reale di Torino tra arte e alberghi
    Patrimonio

    Il nuovo futuro della Cavallerizza reale di Torino tra arte e alberghi

    Stella OlivettiStella Olivetti31 Dicembre 2024
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    Cavallerizza reale Torino, Palais de chasse royal de Turin (c) CC BY-SA 4.0, Mastrocom, Wikimedia Commons
    Cavallerizza reale Torino, Palais de chasse royal de Turin (c) CC BY-SA 4.0, Mastrocom, Wikimedia Commons
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    La Cavallerizza Reale di Torino, edificio storico e patrimonio mondiale UNESCO dal 1997, inizia la sua trasformazione in polo culturale multifunzionale. Nel suo futuro vi sono spazi di proprietà di enti pubblici e privati: la Cavallerizza ospiterà la sede della fondazione Compagnia di San Paolo, il Polo internazionale delle Arti, spazi ricreativi e culturali, aule universitarie e anche un albergo.

    La Cavallerizza: da edificio storico a simbolo di degrado

    La Cavallerizza Reale, come suggerito dal suo nome, nacque per essere il teatro delle esercitazioni equestri degli allievi dell’Accademia Reale e degli spettacoli della corte. Fu ideata nel XVII secolo da Amedeo di Castellamonte e venne successivamente ampliata da celebri architetti quali Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri. 

    Durante il secondo conflitto mondiale un bombardamento ne provocò gravi danni, ma, nonostante ciò, nel 1997 divenne patrimonio UNESCO in quanto parte del circuito delle residenze sabaude in Piemonte.

    In anni più recenti, la Cavallerizza fece notizia in più occasioni. Nel 2014, alcuni collettivi lo occuparono per protestare contro la sua vendita dopo l’iniziale messa all’asta. Inoltre, nello stesso anno un primo di tre incendi di origine dolosa anticipò i successivi del 2016 e al 2019. 

    Oggi le sorti della Cavallerizza vanno verso un nuovo processo di rigenerazione che dovrebbe concludersi nel 2026.

    Il progetto di riqualificazione e l’apertura del cantiere

    Il progetto di riqualificazione degli ambienti, ambizioso e discusso, si sta concretizzando con l’apertura del cantiere e l’avvio dei lavori. L’approvazione della variante (rispetto a quanto inizialmente stabilito nel 2021) da parte della Giunta comunale del capoluogo piemontese risale alla prima metà dello scorso novembre e ha l’obiettivo di riqualificare completamente lo storico complesso UNESCO. 

    Il prospetto prevede una rigenerazione dei 40 mila metri quadrati della Cavallerizza che, anche in seguito alle ultime varianti, dovrebbe aggirarsi intorno a una spesa che supera i 200 milioni di euro e che promette nuove destinazioni di utilizzo per il suo edificio.

    Un polo delle Arti

    In particolare, buona parte della Cavallerizza sarà destinata a divenire il nuovo Polo delle Arti torinese, un hub di alta formazione in cui saranno coinvolti l’Accademia Albertina di Belle Arti, il Conservatorio “Giuseppe Verdi” e la Fondazione Collegio Universitario Einaudi. Questo progetto di promozione culturale si dovrebbe realizzare grazie ad appositi spazi pensati per stimolare e arricchire la ricerca e le innovazioni in campo artistico come aule studio, aule di composizione, laboratori didattici, una sala teatrale … 

    L’edificio, in disuso da anni, si offre di divenire un punto di riferimento e di riqualificazione non solo per le attività artistiche ma anche per quelle accademiche in senso più ampio destinando alcuni spazi all’Ateneo dell’Università di Torino che è uno dei principali enti promotori del progetto con la Fondazione Compagnia di San Paolo.

    Quest’ultima avrà nella Manica del Mosca e nel Pagliere la sua nuova sede a seguito di un cospicuo investimento per la ristrutturazione che supererà gli 80 milioni di euro. 

    È previsto, inoltre, un nuovo hotel con circa 130 stanze a ulteriori spazi, come sale meeting, che mira a diventare uno dei punti dellusso torinese data la location suggestiva a due passi dai Giardini Reali e dalla Mole Antonelliana.

    LEGGI ANCHE: Nel 2025 Torino ospiterà il Comitato internazionale dei musei

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    Stella olivetti
    Stella Olivetti

    Dopo un percorso di studi nell'ambito delle lingue e delle letterature straniere, concretizzatosi con una laurea triennale in giapponese, una magistrale con lode in francese e un master in inglese, sono diventata professoressa nella scuola secondaria. Sono appassionata di letteratura, di arte a di tutto ciò che riguarda la cultura di Francia e Giappone. Dedico il mio tempo libero ai viaggi, alla lettura e ora anche alla scrittura.

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