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    Home » Articoli » Il castello del Duca di Lesdiguières, le guerre d’Italia e di religione
    Nos Alpes alla scoperta…

    Il castello del Duca di Lesdiguières, le guerre d’Italia e di religione

    Sylvie RomanSylvie Roman30 Agosto 2025
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    Au Château Lesdiguières, la Chapelle (c) CC BY SA 3_0 Fr Latreille Wikimedia Commons
    Au Château Lesdiguières, la Chapelle (c) CC BY SA 3_0 Fr Latreille Wikimedia Commons
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    Un progetto internazionale è in corso per il restauro del castello del Duca di Lesdiguières, già protagonista delle guerre d’Italia e delle guerre di Religione.

    Il punto di vista è essenziale in molti argomenti, e più di ogni altro in quello delle guerre. Infatti, il più delle volte vengono analizzate dal lato della frontiera in cui ci troviamo.

    E questo è certamente il caso degli antichi Escartons, che per secoli sono stati luoghi di passaggio, di lotte e di battaglie, per le parti francesi e per quelle savoiarde. Per la Francia, la permanenza oltre le Alpi dava accesso alle ricche pianure del Piemonte, al Ducato di Milano o di Novara, alle città di Alessandria e, a sud, al Porto di Genova… E cinquecento anni dopo, si ricorda ancora una delle sconfitte più cocenti, la cattura di Francesco I nel 1525 all’assedio di Pavia da parte delle truppe di Carlo V.

    Poco meno di un secolo dopo, le battaglie e le scaramucce ai confini non erano cessate, a causa delle varie alleanze e degli interessi di Principi, Duchi e altri… In Francia, alla fine del XVI secolo, infuriavano altre battaglie: le lotte all’ultimo sangue tra protestanti e cattolici.

    E il Delfinato era uno scenario sfortunato, fin nelle valli più remote, come Freyssinières, Queyras e Champsaur. Con capitani ed “eroi della fede” da entrambe le parti, che portarono desolazione, saccheggi ed esazioni.

    François de bonne de lesdiguières 1597
    François de Bonne de Lesdiguières 1597, al Museo Magnin di Digione (c) Pubblico dominio CC1 Wikimedia Commons

    Il duca di Lesdiguières, conestabile e uomo di guerra

    Così fu per un uomo di Champsaur, il duca di Lesdiguières, nominato Conestabile di Francia nel 1622 dal giovane re Luigi XIII. Il suo destino era straordinario, in tutti i sensi. Nato nel 1543 in una famiglia protestante di piccola nobiltà di una valle del Delfinato meridionale (oggi Hautes-Alpes), si unì alle truppe ugonotte, dunque protestanti, a soli 20 anni.

    Per quasi trent’anni, fece carriera come combattente protestante in tutto il Delfinato, salendo di grado e assumendo posizione di comando: capo degli ugonotti di Champsaur, poi dell’Haut-Dauphiné, poi della Provincia nel 1577.

    Quando, nel 1589, il leader del partito protestante francese, il re Enrico di Navarra, divenne re di Francia con il nome di Enrico IV (e abiurò la sua fede), Lesdigières rimase al suo servizio nel Delfinato, diventando governatore di Grenoble nel 1591.

    Tra il 1590 e il 1600, passò spesso da Briançon, dal passo del Monginevro o da quelli dell’alta valle della Susa, sopra Bardonecchia, per dare battaglia alle truppe del Duca di Savoia. È il caso della battaglia di Salbertrand del giugno 1593, e della riconquista del Forte di Exilles da parte delle truppe alleate.

    È quindi lecito chiedersi cosa significhi ancora oggi il nome Lesdiguières in Piemonte, e in particolare in Valle di Susa.

    Image
    Poster della mostra del 2017 sul principe Lesdiguières al Musée Dauphinois

    Il castello fortificato a Les Diguières

    Alla fine del XVI secolo, il principe Lesdiguières fece costruire una sorta di castello fortificato a Glaizil, nello Champsaur, in località Les Diguières, sopra il fiume Drac. In gran parte in rovina, rimangono alcune delle sue mura e dei suoi prospetti.

    Dal 2001, il castello, oggi di proprietà del Conseil départemental, è stato oggetto di campagne di restauro secondo le regole del mestiere (utilizzando materiali locali e calce), grazie soprattutto alle campagne degli ultimi 15 anni aperte ai volontari dell’associazione Villages des jeunes solidarités jeunesses PACA, con sede a Veynes nelle Hautes-Alpes.

    Sotto l’egida dell’architetto del patrimonio Sylvestre Garin, poiché il castello è classificato come monumento storico, e dei professionisti che supervisionano i lavori, tali campagne permettono di consolidare le pareti della scarpata o di innalzare le mura e liberare altre parti, come le ex scuderie… un progetto enorme e straordinario.

    Ruines du château de lesdiguières (c) cc 1 public domain andré alliot wikimedia commons
    Rovine del castello di Lesdiguières (c) CC 1_0 Pubblico dominio André ALLIOT Wikimedia Commons

    Un progetto internazionale

    Un’altra particolarità del progetto di restauro è la provenienza di giovani volontari: una ventina di ragazzi proviene da diversi Paesi europei, poiché il programma dell’associazione è sostenuto dall’Unione Europea, nell’ambito della cooperazione internazionale.

    I giovani sono alloggiati in tende e dispongono di alcuni servizi di accompagnamento e residenziali. Si tratta di un ottimo modo per trascorrere qualche settimana in Francia e per conoscerne la storia e la cultura.

    Dal 2020, fasi successive di restauro, affidate a professionisti specializzati, hanno ripristinato l’antica cappella e presto sarà installato un nuovo tetto.

    Un tempo ospitava la statua supina del Duca di Lesdiguières, che oggi si trova al Musée départemental des Hautes-Alpes di Gap. Nel 2026 ricorrerà il 400° anniversario della morte del connestabile, e forse sarà l’occasione per mettere in luce le sue varie azioni su entrambi i versanti delle Alpi.

    Château lesdiguières à le glaizil, en ruine (c) cc by sa 3 0 arnaud victor monteux wikimedia commons
    Castello di Lesdiguières a Le Glaizil, in rovina (c) CC BY SA 3_0 Arnaud-Victor Monteux Wikimedia Commons

    LEGGI ANCHE: I tre segreti del Fort d’Exilles, di Olivier Ciucci

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    Sylvie roman
    Sylvie Roman

      Nata a Nizza e residente a Briançon, giornalista e guida turistica. Ha collaborato con diverse riviste francesi specializzate in urbanistica, architettura e sport: Le Moniteur, Construction Moderne, Méditerranée Magazine, Témoignage Chrétien...

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