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Home » Articoli » Sigarette più care in Italia: meno acquisti anche tra i fumatori francesi?
Economia

Sigarette più care in Italia: meno acquisti anche tra i fumatori francesi?

Giorgia GambinoGiorgia Gambino30 Gennaio 2026
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I rincari sulle sigarette in Italia e le conseguenze sul mercato dei francesi, Les augmentations de prix des cigarettes en Italie et les conséquences sur le marché des français (c) Public domain, Paolo Neo, Wikimedia Commons
I rincari sulle sigarette in Italia e le conseguenze sul mercato dei francesi, Les augmentations de prix des cigarettes en Italie et les conséquences sur le marché des français (c) Public domain, Paolo Neo, Wikimedia Commons

Il 2026 si apre con un ulteriore aumento del prezzo delle sigarette in Italia, un rincaro medio pari a 30 centesimi a pacchetto per diversi marchi che potrebbe scoraggiare anche gli acquirenti francesi. Questi, difatti, da anni si riforniscono nei tabaccai italiani, soprattutto nelle aree di frontiera come Aosta e Ventimiglia, per fare fronte a prezzi resi dal Governo volutamente elevati al fine di raggiungere una società senza fumo entro il 2032.

Il prezzo delle sigarette aumenta in Italia

I rincari sul prezzo delle sigarette in Italia non sono episodici bensì rientrano nel meccanismo di adeguamento delle accise previsto dalla Legge di Bilancio 2026, che stabilisce un incremento progressivo della fiscalità sui tabacchi sino al 2028. L’obiettivo dichiarato è di rafforzare il gettito senza ricorrere a nuove imposte dirette, facendo leva su un comparto che garantisce allo Stato entrate annue comprese tra i 15 miliardi di euro e i 16 miliardi di euro.

Secondo le stime ufficiali, soltanto per il 2026 il maggiore incasso dovrebbe aggirarsi attorno ai 900 milioni di euro, una dinamica che rende il fumo una delle voci più stabili del bilancio pubblico. Le previsioni contenute nella manovra indicano ulteriori aumenti nei prossimi anni, con incrementi medi stimati in 25 centesimi nel 2027 e sino a 40 centesimi a partire dal 2028.

Quali sigarette costano di più?

L’aggiornamento dei listini, che coinvolge anche il marchio Camel spingendone il prezzo medio a 6,30 euro, fa seguito a un primo intervento che aveva interessato soprattutto le sigarette del gruppo Philip Morris (tra 5,60 euro e 6,80 euro). Esso va peraltro a consolidare una tendenza già evidente in passato, ovverosia lo spostamento della fascia medio-alta del mercato italiano verso l’alto.

Le Marlboro restano tra le più costose (6,80 euro), mentre nella sezione premium spicca Dunhill International (7,00 euro a pacchetto) a toccare un livello ormai vicino a quello di alcuni mercati del Nord Europa. Il risultato è un prezzo delle sigarette in cui la soglia dei 6,00 euro non rappresenta più una eccezione bensì una nuova normalità con effetti diretti anche per i consumatori francesi.

In Francia prezzi record e pressione fiscale elevata

Dal 1° gennaio 2026 anche la Francia ha applicato un nuovo adeguamento dei prezzi delle sigarette, con aumenti compresi in media tra i 10 centesimi e i 50 centesimi a pacchetto. Il rincaro si inserisce nella strategia di lungo periodo delle autorità francesi contro il tabagismo, che ha portato il prezzo medio a circa 13,00 euro, contro i circa 3,00 euro di inizio Anni Duemila.

Oggi i marchi più diffusi come Lucky Strike, Winfield o Rothmans si collocano stabilmente sopra i 12,50 euro, mentre le referenze premium come Dunhill, Vogue e Marlboro raggiungono e in alcune casistiche superano i 13,50 euro. La componente fiscale incide per circa l’80% sul prezzo finale, lasciando ai produttori margini limitati di manovra commerciale, un livello tariffario che continua a rendere i mercati confinanti più competitivi agli occhi dei fumatori.

Ai francesi conviene ancora comperare le sigarette in Italia?

Per anni il differenziale di prezzo tra Francia e Italia ha alimentato un flusso costante di acquisti poiché per i francesi acquistare sigarette in Italia implicava un risparmio significativo a fronte di prezzi medi che nel 2025 hanno superato i 13,00 euro. I nuovi rincari italiani, però, stanno progressivamente riducendo tale vantaggio, con molti marchi ormai stabilmente sopra i 6,00 euro e le fasce premium che sfiorano o superano i 6,80 euro.

Certo, la distanza rispetto ai prezzi francesi resta ampia ma sempre meno marcata rispetto al passato, con un risparmio che rimane ma si assottiglia, soprattutto se si considerano costi di spostamento e limiti quantitativi all’importazione personale. Per i fumatori francesi, dunque, l’Italia resta per una alternativa più economica rispetto al mercato nazionale, ma l’evoluzione dei prezzi suggerisce che il margine di convenienza è destinato a ridursi.

LEGGI ANCHE: In Vallese stop alle sigarette elettroniche usa e getta

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Giorgia gambino
Giorgia Gambino
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Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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