Dal 2026 entrano in vigore le nuove regole sulle navi da crociera lungo la costa delle Alpi marittime, da Mentone a Cannes, passando per Nizza e Villefranche-sur-Mer. Il decreto interprefettizio firmato a dicembre 2025 aggiorna la geografia del turismo marittimo sulla Costa Azzurra, mentre le autorità locali cercano un equilibrio tra impatto ambientale, pressione urbana e interessi economici.
Le nuove limitazioni puntano a ridurre il numero di passeggeri e di scali giornalieri, con un tetto medio annuo di 2.000 passeggeri sbarcati al giorno per ogni porto e un massimo giornaliero, in caso eccezionale, di 3.000.
Le navi con più di 1.300 passeggeri possono effettuare solo uno scalo al giorno per area di ancoraggio. Nei mesi di alta stagione, luglio e agosto, ogni porto potrà accogliere un massimo di quindici scali mensili di grandi navi.
Sono numeri importanti ma, per intanto, è stato definito un perimetro e un metodo.
Un nuovo quadro normativo dopo anni di discussioni e proposte
La regolamentazione adottata nel dicembre 2025 è il risultato di un processo di confronto tra le autorità dipartimentali, i sindaci delle città costiere e gli operatori. Negli anni precedenti, città come Nizza e Cannes avevano già introdotto misure restrittive, in parte poi sospese per limiti di competenza.
A Nizza, il sindaco Christian Estrosi aveva annunciato già nel gennaio 2025 il divieto di approdo per le grandi navi da crociera, motivandolo con studi che attribuivano alle navi un impatto ambientale triplo rispetto agli aerei in termini di emissioni di CO₂ per passeggero.
Estrosi aveva anche proposto di dirottare le grandi navi verso i porti industriali di Marsiglia e Genova, ed era intervenuto per impedire, non senza qualche dibattito politico, la sosta delle grandi navi nella rada di Villefranche-sur-Mer.
Nizza e Cannes in prima linea
Una decisione del 9 luglio che introduceva limitazioni era stata sospesa pochi giorni dopo dal prefetto. Prevedeva il divieto di ancoraggio, imbarco e sbarco per le navi con più di 450 passeggeri nel porto di Nizza e con più di 2500 passeggeri nel porto di Villefranche-Santé. Il 3 luglio 2025, il sindaco Estrosi aveva anche tentato di consegnare una lettera al comandante di una grande nave con oltre 3000 passeggeri che si era ancorata nella rada di Villefranche, malgrado un ulteriore divieto di ingresso nella baia già introdotto in precedenza.
A Cannes, il sindaco David Lisnard (che è anche presidente dell’associazione dei sindaci francesi) prevedeva dal 2026 la riduzione del 50 per cento degli scali di navi con oltre 3.000 passeggeri, e un limite massimo giornaliero di 6.000 crocieristi.
Le nuove regole di livello statale, adottate dalla prefettura a dicembre 2025 rendono l’azione amministrativa comune a tutto il Dipartimento e riportano un po’ di quiete nel dibattito, che resta però aperto. Integrano anche i limiti di competenza dei singoli Comuni, che non possono regolare direttamente le attività marittime oltre i 300 metri dalla costa.
Sostenibilità, priorità e incentivi
Il decreto riconosce priorità di scalo alle compagnie che aderiscono alla Carta per una crociera sostenibile nel Mediterraneo, un protocollo volontario sviluppato a livello di ministero francese del Mare e della pesca. Il documento promuove l’uso di carburanti a basso contenuto di zolfo, la riduzione delle emissioni in porto, la gestione responsabile dei rifiuti e l’adozione di sistemi di mobilità sostenibile per i passeggeri a terra.
A Cannes, dal 2019 la municipalità applica già una carta ambientale con soglie di inquinanti, ed entro il 2027 è prevista una seconda zona di ormeggio con migliori condizioni ambientali, a sud dell’isola Sainte-Marguerite, per ridurre l’impatto sugli ecosistemi marini.
A Nizza, anche al di là delle grandi navi da crociera, è in corso l’elettrificazione delle banchine del porto, che dovrebbe completarsi entro la fine del 2026, con l’obiettivo di tagliare del 95 per cento le emissioni delle navi attraccate.
Il piano d’azione per il turismo
A gennaio 2026, la Côte d’Azur France Tourisme / French Riviera Tourism Agency ha presentato un piano d’azione per il turismo, che include il nuovo assetto delle crociere come parte di una strategia più ampia di diversificazione dell’offerta turistica. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da segmenti ad alta concentrazione, come le grandi navi da crociera, e sviluppare forme di turismo più distribuite nel tempo e nello spazio.
Il piano prevede la promozione del turismo culturale, naturalistico e sportivo nelle aree interne delle Alpi Marittime, l’incentivazione dei soggiorni fuori stagione e il sostegno a operatori che adottano standard ambientali elevati. In questo contesto, la regolazione delle crociere non è un’azione isolata ma parte di un modello economico alternativo, basato su un turismo meno impattante, più sostenibile e orientato alla qualità.
Le reazioni e le verifiche nella stagione estiva
Le compagnie crocieristiche, rappresentate dalla Cruise Lines International Association (CLIA), hanno ovviamente accolto con scarso entusiasmo la nuova disciplina, e hanno sottolineato che le rotte crocieristiche vengono pianificate con anni di anticipo. Da parte dei comuni, vi è stata una sorta di presa d’atto della decisione statale e prefettizia, che risolve comunque diverse questioni aperte, anche politiche, sul piano territoriale.
La stagione primaverile ed estiva del 2026 sarà la prima prova della nuova politica. I porti della Costa Azzurra, che nel 2024 avevano accolto oltre 460.000 crocieristi solo a Cannes, dovranno adattarsi nella gestione dei flussi. Allo stesso tempo, le città costiere potranno valutare se le misure adottate riusciranno a contenere gli effetti dell’overtourism e migliorare la vivibilità urbana e costiera.
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