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Home » Articoli » Caterina di Challant, la storia /3
Racconti

Caterina di Challant, la storia /3

Jacques MartinetJacques Martinet15 Febbraio 2026
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Affresco ritraente Caterina di Challant nella cappella del Castello di Fénis (c) CC BY SA 4-0 Zairon Wikimedia Commons
Affresco ritraente Caterina di Challant nella cappella del Castello di Fénis (c) CC BY SA 4-0 Zairon Wikimedia Commons

A conclusione del racconto su Caterina di Challant, Jacques Martinet ne traccia il profilo e il contorno storico.


Catherine aveva all’incirca 30 anni quando suo padre, Francesco di Challant, morì. Non ci sono documenti che attestano la nascita della futura contessa. Il documento invece rifiutato dalla camera ducale è il testamento del conte di Challant, che al di là di ogni legge e tradizione lascia il feudo alle due figlie femmine, Catherine e Margherite.

Secondo la camera, in assenza di un erede maschio il feudo andava di diritto ai Savoia. Siamo nella prima metà del 1400, le donne erano escluse dalla linea ereditaria. Ma è un’epoca dove la tradizione viene messa in discussione, e a farlo è la Chiesa in persona. Due papi si sono contesi il diritto di rappresentare Gesù sulla terra a cavallo tra il XIV e il XV secolo, uno ad Avignone e uno a Roma. Le ferite dello scisma terminato nel 1417 sono ancora fresche.

E così anche Catherine di Challant decide di sfidare la tradizione e difendere la volontà del padre e i suoi titoli. Acquisisce la parte di eredità della sorella per 11.000 fiorini, ad eccezione del castello di Verrès, dove Margherita andrà a stabilirsi. Catherine invece combatte.

Già vedova di un marito morto prematuramente di malattia e con due figlie a cui badare, Luigia (Louise) e Giacometta (Jacquemine), Catherine trova l’amore in Pierre, andando ancora una volta contro corrente. Manifestavano la loro unione apertamente, nonostante non fossero sposati e non potessero farlo a causa di una loro lontana parentela.

Il duca, vista la loro disobbedienza, li condanna a pagare una sanzione, con l’obbligo di presentarsi nei palazzi ducali. L’ultima istanza è prevista il 30 maggio nel castello di Moncalieri. Qui Catherine sfida il cugino Giacomo e tutta casa Savoia decidendo non solo di non presentarsi, ma di accettare l’invito del Prevosto della collegiata di Saint-Gilles, per poi ballare con il popolo.

La gente non era però tutta dalla parte di Catherine, questo suo scontro con i Savoia avrebbe potuto portare a una guerra, molti avrebbero preferito che si fosse fatta da parte.

Tanti altri le erano fedeli, come i suoi uomini che le avevano giurato fedeltà in una cappella. Quel ballo scatenò una rissa che sfociò nell’accoltellamento di un uomo dei Savoia. La guerra era iniziata e oltre ad avere già dalla sua Amedeo VIII di Savoia, Giacomo potè sfruttare anche quest’episodio. A Pierre e Catherine vennero confiscati tutti i loro beni.

Tuttavia nel 1452 Amedeo VIII muore e Giacomo perde un importante alleato. Il duca Ludovico può finalmente disporre della libertà di condannare Giacomo per i suoi crimini e gli omicidi contro i cavalieri Ciprioti, protetti e favoriti della contessa Anna di Cipro, moglie dello stesso duca Ludovico. Giacomo è costretto a scappare in Francia, protetto dalla sua conoscenza con Luigi il delfino del Re.

Catherine finalmente viene nominata contessa e in quello stesso anno le verrà anche concesso di sposare il suo amato Pierre. Questa felicità dura poco. Nel 1455 il Duca si sottomette alla Francia di re Carlo VII. Il feudo di Challant torna in discussione e affidato questa volta a Giacomo, amico dei francesi. Catherine e Pierre rifiutano di lasciare i loro terreni. È ancora guerra. Pierre difende il castello di Verrès, Catherine con i suoi fedeli uomini il maniero di Challand-Saint-Victor. Lo scontro è brutale. Pierre e i suoi sono vicini alla resa e per questo decide di andare in aiuto della sua amata contessa. Nei sentieri fuori dal castello di Verrès si imbatte nelle truppe sabaude che lo feriscono a morte, catturano due dei suoi consiglieri per poi impiccarli davanti alle porte del castello di Châtillon.

Catherine riesce a scappare con le figlie e trova rifugio nel convento delle canonichesse di sant’Agostino. Nel 1457 viene anche accusata di stregoneria, per presunti sortilegi contro la vita del duca e della duchessa di Savoia ma giudicata innocente. Nel 1462 torna ad essere contessa ma dopo 4 anni delega in favore del genero Enrico di Chissé.

Della sua immagine resta solo un presunto affresco che la raffigura, nella cappella del castello di Fénis. Di sicuro a Verrès il suo ricordo è più vivo che mai.

Il carnevale rimette in scena per le strade e nelle sale del Castello la vita di Catherine, il suo amore con Pierre e parte di quel pezzo di storia dei Challant.

Ogni anno una donna, per qualche giorno, diventa contessa senza opposizioni. Ogni anno quel ballo si ripete. Sono giorni di festa, di tradizione di popolo.

È così che si è deciso di conservare questa storia.

(si ringrazia Ezia Bovo per le fonti storiche)

Aggiornamento 16/02/2026 ore 12:00

IL RACCONTO SU CATERINA DI CHALLANT, di Jacques Martinet

TUTTI I RACCONTI DI JACQUES MARTINET SU NOS ALPES

Caterina di Challant Featured top
Jacques martinet
Jacques Martinet

Ha studiato al Dams a Torino e poi all’Alma Mater a Bologna. Nel 2022 un tirocinio lo ha portato a Roma, a lavorare inizialmente nella produzione della serie Suburræterna e poi in altre produzioni cinematografiche. Appassionato di letteratura e sceneggiatura ha pubblicato il suo primo racconto sul sito Racconti nella rete dell'associazione LuccAutori.

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