Dal 7 marzo al 1° giugno 2026, il Musée Hébert di La Tronche (vicino a Grenoble) ospita la mostra fotografica “Gabrielle Hébert. Amour fou à la Villa Médicis“, organizzata in collaborazione con il Musée d’Orsay. Dopo la presentazione a Parigi, la mostra sarà esposta all’Académie de France di Roma – Villa Medici nell’autunno del 2026.
Una fotografa rimasta a lungo nell’ombra
Nata Gabriele von Uckermann a Dresda nel 1853, nel 1880 Gabrielle Hébert sposò il pittore Ernest Hébert, allora direttore dell’Académie de France a Roma e di quasi quarant’anni più anziano. Pittrice dilettante di formazione, iniziò a fotografare nel 1888, durante la seconda direzione del marito a Villa Medici, dopo aver preso alcune lezioni da un fotografo professionista a Roma.
Allestì una camera oscura con un abitante della Villa e iniziò una notevole produzione fotografica: oltre 3.500 stampe in tutto, meticolosamente registrate nei suoi diari. Le sue opere, conservate al Musée Hébert di La Tronche e al Musée d’Orsay, sono rimaste a lungo poco conosciute prima di essere riscoperte con il restauro del museo all’inizio degli anni 2000.
Cronista fotografica di Villa Medici
In un’epoca in cui la pratica della fotografia era essenzialmente maschile e riservata agli ambienti artistici o all’erotismo, Gabrielle Hébert prese in mano la macchina fotografica per documentare la vita quotidiana dell’istituzione con una singolare libertà di sguardo.
Fotografò il palazzo e i suoi giardini, gli artisti al lavoro nei loro studi, le modelle, i visitatori di passaggio – tra cui la principessa Matilde e l’ambasciatore Auguste Gérard – ma anche gli animali, la campagna romana e le stagioni. Le sue immagini sono state la prima documentazione fotografica degli interni di Villa Medici, rendendola la prima cronista per immagini dell’istituzione.
Il marito Ernest Hébert è onnipresente nel suo lavoro: lo fotografa mentre dipinge, nel suo studio, in posa con le sue modelle, nell’intimità della vita quotidiana. Questo sguardo ostinato su un uomo che ammirava ha ribaltato gli stereotipi di genere dell’epoca, quando di solito era la donna a essere oggetto dello sguardo maschile.
Una visione pionieristica
La dimensione pionieristica del suo lavoro va ben oltre Villa Medici. In un’epoca in cui la riproduzione di corpi femminili nudi era riservata all’uso erotico o ai circoli artistici maschili, Gabrielle Hébert realizzò nudi femminili che si distaccavano da queste categorie: donne fotografate da una donna, in un approccio personale e artistico che ribaltava i codici di genere. Questo lavoro, senza precedenti per l’epoca, è oggi considerato un’innovazione nella storia della fotografia.
Durante i suoi viaggi con il marito in Italia e in Spagna, sviluppò anche un occhio da fotoreporter ante litteram: mercati rurali, contadini nella campagna italiana, folle urbane a Madrid, bambini a Toledo, zingari a Granada. Nel 1898, durante un tour di un mese e mezzo in Spagna e nei Paesi Baschi, scattò 279 fotografie, dimostrando un occhio decisamente moderno, ispirato dalla nascita del cinema. La sua padronanza tecnica – angoli di ripresa, gestione della luce, fotografia in movimento dai treni – andava ben oltre ciò che ci si sarebbe attesi da una fotografa “dilettante”.
Tutte le fotografie di Gabrielle Hébert
La mostra copre l’intera carriera fotografica di Gabrielle Hébert, dalle prime fotografie del 1888 alle ultime del 1908. La mostra riunisce stampe originali di 9 x 12 cm, album fotografici realizzati dalla stessa fotografa, i suoi diari, le scatole di lastre di vetro e le macchine fotografiche da lei utilizzate, nonché ingrandimenti realizzati da negativi mai stampati. Dipinti e disegni di Ernest Hébert, oltre a oggetti personali della coppia, completano la mostra.
La mostra è accompagnata da un programma di visite guidate, laboratori e spettacoli per il pubblico. Il Musée Hébert, situato in chemin Hébert a La Tronche, è aperto dal mercoledì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00.
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