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    Home » Articoli » Elezioni comunali 2026 in Francia, diversi cambiamenti in corso / In aggiornamento
    Politica

    Elezioni comunali 2026 in Francia, diversi cambiamenti in corso / In aggiornamento

    Redazione / RédactionRedazione / Rédaction15 Marzo 2026
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    MUNICIPALES 2026 Elezioni comunali 2026 in Francia
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    Qualche informazione sulle elezioni comunali in Francia per il territorio delle Nostre Alpi.


    IN SINTESI

    Molti sindaci uscenti sono stati rieletti già al primo turno. È il caso, tra gli altri, di Renaud Beretti ad Aix-les-Bains, Philippe Rollet a Saint-Jean-de-Maurienne, Jean-Marc Peillex a Saint-Gervais, Serge Revial a Tignes mentre in alcuni centri minori le elezioni si sono chiuse anche con un sola lista, a Servoz o a Sainte-Foy-Tarentaise.

    Nei centri maggiori emergono alcuni segnali di cambiamento politico. A Grenoble e Lione l’attesa forte perdita di consensi per ecologisti e sinistra sembra per ora contenuta: a Grenoble la candidata dell’unione della sinistra Laurence Ruffin tiene testa al ritorno di Alain Carignon, mentre a Lione il sindaco ecologista Grégory Doucet resiste all’imprenditore Jean-Michel Aulas. In altre città il quadro è più sfumato ma indica un indebolimento relativo della sinistra o delle maggioranze uscenti. Ad Annecy e Chambéry gli equilibri restano incerti e si andrà al secondo turno.

    Più a sud, invece, il quadro si sposta verso l’estrema destra: a Nizza Éric Ciotti è avanti sul sindaco uscente Christian Estrosi, e a Menton la candidata del Rassemblement national Alexandra Masson guida il primo turno, anche se il suo risultato non è fortissimo.

    In diversi comuni, come a Briançon e Albertville, vi sono tentativi di cambiamento dall’interno: alcuni vicesindaci si sono candidati contro i loro sindaci, al momento senza successo, anche se si va al secondo turno. A Bonneville, dove il presidente del dipartimento della Haute Savoie ed ex sindaco Martial Saddier tentava di riprendere la guida della città, ha vinto il sindaco uscente, Stéphane Valli, con un notevole e chiaro 65,86%.

    In varie località alpine, infine, si registrano anche cambi di guida, come a Megève, Montgenèvre, Modane o Val d’Isère, dove nuovi sindaci sono stati eletti già al primo turno.

    lunedi 16 marzo, ore 7:45

    Mègève e Montgenèvre, vittorie al primo turno e nuovi sindaci

    A Megève, Jean-Noël Picot passa al primo turno con il 55,86% e mentre Jean-Claude Ours si ferma al 44,14%. La sindaca uscente Catherine Jullien-Brèches non si era ricandidata e aveva attraversato in quest’ultimo mandato diverse tensioni, in particolare con il sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex e sulla ripartizione della gestione degli spazi turistici e degli impianti di risalita. Catherine Jullien-Brèches resterà consigliere del Dipartimento della Haute-Savoie fino al 2028.

    Anche a Montgenèvre l’elezione si chiude al primo turno: Muriel Jourdain ottiene il 52,38% con 9 seggi, mentre Roger Rouaud (presidente della società degli impianti di risalita) è al 47,62 % con 2 seggi. È un cambiamento: la stazione ha un’aria bella e vivace, ma la campagna elettorale si è giocata invece su preoccupazioni di declino e sulla sfida per le Olimpiadi del 2030. Il sindaco uscente, Guy Hermitte, in carica dal 2001, non si era ripresentato.

    lunedi 16 marzo, ore 7.15

    Aix-les-Bains, Beretti distanzia la ministra Ferrari, Roulet riconfermato facilmente a Saint-Jean-de-Maurienne, a Modane, Raffin sconfitto

    Ad Aix-les-Bains il sindaco uscente Renaud Beretti (Les Républicains) è stato rieletto al primo turno con il 56,75 %, distanziando nettamente Marina Ferrari (MoDem), attuale ministra e in passato sua vicesindaca (delal serie dei vicesindaci in competizione), che si ferma al 20,75 %. Anche nel 2020, la sfida si era risolta con risultati analoghi.

    A Saint-Jean-de-Maurienne il sindaco uscente Philippe Rollet (Saint-Jean-de-Maurienne réunis pour l’avenir) è stato rieletto al primo turno con il 59,15% e 1.619 voti, mentre il Rassemblement national, con Dauchy, è al 40,85% con 6 seggi.

    Da segnalare certamente la sconfitta di Jean-Claude Raffin a Modane; ha ottenuto il 39,78 % contro Humberto Fernandez, eletto al primo turno con il 60,22 %. Raffin è un personaggio conosciuto della cooperazione frontaliera, ed era in carica a Modane dal 2008. Fernandez era il suo assessore ai trasporti e alla salute.

    Domenica 15 marzo, ore 23.55

    Menton, Masson e RN sono avanti, ma non troppo

    A Menton Alexandra Masson è in testa al primo turno delle elezioni comunali con il 35,19% ma non stravince, malgrado il disastro che è derivato dall’eredità politica della lunga stagione del sindaco Jean-Claude Guibal.

    Ci sono consensi in tre liste di destra tradizionale, una nuova di Louis Sarkozy, figlio dell’ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, con il 20,50%, una di Sandra Paire al 18,84% e una di Florent Champion al 14,17%. Questi ultimi sono due figli di quell’eredità, per quanto in superamento. I tre insieme fanno sulla carta il 53-54% circa, ma hanno bisticciato molto nelle ultime settimane. Un accordo sembra difficile, ma tutto è possibile. La lista di sinistra guidata da Laurent Lanquar-Castiel è al 9,27%.

    Domenica 15 marzo, ore 23.30

    Vicesindaci contro i loro sindaci a Briançon e ad Albertville

    A Briançon, il vicesindaco Richard Nussbaum aveva deciso di candidarsi contro il sindaco uscente Arnaud Murgia. Questi è in testa con il 43,12% mentre Nussbaum è molto indietro, al 22,06%. Davanti a lui c’è anche Luc Marchello con il 34,82%. Salvo accordi, andranno tutti al ballottaggio.

    Ad Albertville, il sindaco uscente Frédéric Burnier Framboret è in testa con il 38,25%. Anche qui la vicesindaca Karine Martinato ha scelto di candidarsi contro il sindaco, e ottiene il 28,72%, risultato relativamente modesto, e vicino a quello di Julien Yoccoz, con il 27,78%. Esman Ergül è al 5,25 per cento. Salvo accordi, anche qui si va a ballottaggio a tre.

    Domenica 15 marzo, ore 23.10

    Alcuni Comuni nella Valle di Chamonix

    Nella logica delle rielezioni va citati Jean-Marc Peillex a Saint-Gervais, con il suo elevato 73,43%. A les Houches, Stéphane Lagarde viene eletto con il 60,22% in sostituzione della sindaca uscente Ghislaine Bossoney, che non si è ripresentata e contro cui si era battuto nel 2020.

    A Passy (dove si tiene il Salon international du livre de montagne) il sindaco uscente, Raphaël Castéra, a sinistra, è stato rieletto con il 50,86%, e con lui Delphine Chatrian, che era stata adjointe à la culture. Nella piccola Servoz Nicolas Evrard è stato rieletto con la sua unica lista, mentre, sempre con una sola lista, a Vallorcine è stata eletta Fanny Devillaz.

    A Chamonix, il deputato Xavier Roseren è arrivato terzo con il 19,41%, mentre il primo è François-Xavier Laffin che ottiene il 41,40 per cento. Si trova davanti a Jonas Devouassoux (28,3%), e Sophie Persyn (Projet citoyen, a sinistra, con il 10,87%).

    Si profilano accordi oppure una quadrangolare, tra relazioni e temi tutti locali, ma con un risvolto transfrontaliero. Forse si manterrà la stessa posizione di ostilità sul traforo del Monte Bianco, sostenuta per decenni dal gruppo guidato dal sindaco uscente Éric Fournier.

    Domenica 15 marzo, ore 22.35

    Anche a Grenoble, sospiro di sollievo tra sinistra e ecologisti, si vedrà al secondo turno

    Parliamo di Grenoble, anche solo con il 12 per cento delle sezioni scrutinate, perché il quadro sembra analogo a quello di Lione. Secondo i sondaggi e le attese, si andava a una riduzione del ruolo degli ecologisti e della sinistra che invece sembrano tenere le posizioni. Le prime stime mostrano una situazione relativamente equilibrata: Laurence Ruffin, candidata dell’unione della sinistra, è intorno al 27 per cento, mentre Alain Carignon (Les Républicains e altri), è accreditato intorno al 25%.

    Alain Carignon è una figura importante, ma è una specie di ritorno, come sindaco di Grenoble tra il 1983 e il 1995, tra i risultati reali e riconosciuti della sua guida della città e i problemi giudiziari di fine anni Novanta. Era però il secolo scorso. Ha parlato di sicurezza (e Grenoble ha problemi versi in diversi quartieri) e di rilancio, ma la partita resta ancora da giocare.

    Al secondo turno bisognerà vedere cosa faranno gli altri candidati, e se ci saranno accordi. Sono tutti a sinistra, e questo conta anche per Carignon, che non ha la stessa base di sostegno. Allan Brunon (La France insoumise) è intorno al 14%, Romain Gentil, è intorno al 10% per cento nelle prime proiezioni parziali.

    Domenica 15 marzo, ore 22.10

    A Lione, malgrado i sondaggi, l’ecologista Grégory Doucet resiste, ma sarà da vedere al secondo turno

    Gli ecologisti avevano conquistato diverse città nelle precedenti elezioni comunali del 2020, ed era nell’aria un loro ridimensionamento politico. A Lione, Grégory Doucet era dato dai sondaggi 10 punti, in qualche caso anche 12 punti sotto il suo concorrente.

    Jean-Michel Aulas, noto per la guida dell’Olympique Lyon e impresario, era tra l’altro riuscito a mettere insieme la destra tradizionale e repubblicana e i partiti del centro.

    Invece, al primo turno i due arrivano pari, intorno al 36,8%. Il calo del candidato del centro e della destra tradizionale, Jean-Michel Aulas, è avvenuto proprio in campagna elettorale, tra età, approccio e critiche della società civile sui suoi annunci su opere edili, più che su altri temi.

    Doucet, che tra l’altro è proprio contrario alla Torino-Lione, ha tirato un respiro di sollievo, la sconfitta non è più scontata, anche se non si sa come finirà. Dipende dai voti della candidata di La France insoumise, Anaïs Belouassa-Cherifi, 31 anni.

    A Parigi, per esempio, in uno schema analogo, potrebbe esserci un’alleanza a sinistra, con il candidato sindaco socialista Emmanuel Grégoire che, contro Rachida Dati, dovrebbe chiamare la candidata LFI a sostegno, Sophia Chikirou, e dopo negoziato su programmi e ruoli.

    Domenica 15 marzo ore 21.10

    A Nizza, cambiamento in corso, a favore di Ciotti rispetto al sindaco uscente Estrosi

    Per quanto riguarda gli scontri, secondo stime Ipsos/BVA diffuse per France Télévisions, a Nizza Éric Ciotti (UDR alleato al Rassemblement di marine Le Pen) risulterebbe nettamente in testa al primo turno con il 41,9 per cento, mentre Christian Estrosi sarebbe al 31 per cento. La campagna elettorale è stata molto tesa, i due si detestano esplicitamente, ma il risultato mostra un progressivo ulteriore radicamento dell’estrema destra in particolare a sud.

    Il cambiamento sembra profilarsi, anche se c’è un secondo turno. A osservare le altre forze, ecco i numeri: Juliette Chesnel-Le Roux (sinistra) è stimata al 12,2 per cento, seguita da Mireille Damiano (La France insoumise) con il 9,8 per cento. Alleanze difficili.

    Domenica 15 marzo ore 20:40

    I Sindaci di piccoli comuni rieletti al primo turno, e sono molti

    Il tema principale delle comunali in Francia riguarda le rielezioni, come avevamo raccontato nella nostra analisi di qualche giorno fa. Per esempio, Xavier Beck, sindaco di Cap-d’Ail è stato rieletto, e per la sesta volta. Beck appartiene all’ala di Eric Ciotti, è nato nel 1983 ed è sindaco dal 1995. È primo vicepresidente del Consiglio dipartimentale delle Alpi marittime, dal 2017, il cui presidente è Charles Ange Ginésy.

    Prendiamo altri esempi, che a volte sono presenti in campagna elettorale soltanto con la loro lista, senza concorrenti. Yannick Amet, sindaco di Sainte-Foy-Tarentaise è stato rieletto senza liste di opposizione. Amet è anche presidente della Communauté des communes de Haute Tarentaise, e Sainte-Foy è da sempre in dialogo con Valgrisenche in Valle d’Aosta, con cui condivide il Col du Mont.

    Altri sindaci di piccoli (ma importanti) comuni sono stati rieletti al primo turno: Joël Grandcollot-Bened a Saint-Gingolph (sul lago Lemano in Alta Savoia, al confine con la Svizzera), Sébastien Olharan a Breil-sur-Roya, o Jérémy Tracq a Bessans, in Haute Maurienne, in Savoia.

    Domenica 15 marzo ore 18:10

    Affluenza comunque bassa

    Gran parte dei seggi per le elezioni comunali in Francia hanno chiuso alle 18, ma alcuni altri, nelle grandi città, chiudono più tardi, alle 19 in alcune città, come Lille, e alle 20 in quelle più grandi, come a Lione, Marsiglia e Parigi.

    Secondo le stime avrebbe votato tra il 56% e il 58,5% degli aventi diritto, ed è un calo di partecipazione. Il confronto si fa infatti con le comunali del 2014, quando aveva votato al primo turno il 63,55%. Nel 2020, nell’emergenza della pandemia, aveva votato il 42,30%.

    I primi risultati dovrebbero giungere verso le 20.

    LEGGI ANCHE: Tre punti sulle elezioni comunali 2026 in Francia

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