Il Refuge solidaire di Briançon, punto di accoglienza per i migranti alla frontiera italo-francese, ha riaperto il 5 agosto dopo una sospensione di alcuni giorni, introducendo per la maggior parte degli ospiti una permanenza limitata a una notte.
Il Refuge solidaire aveva interrotto l’accoglienza il 1º agosto. Secondo Refuges solidaires, la decisione, concordata con Toutes et Tous Migrants e Médecins du Monde, era stata presa dopo alcune difficoltà nella gestione di persone vulnerabili per le quali mancavano sul territorio forme di accompagnamento adeguate. Al momento della chiusura nella struttura si trovavano una trentina di persone.
L’attività è ripresa il 5 agosto in modo progressivo. L’associazione ha spiegato che la sospensione non derivava da tensioni interne, ma dalla necessità di riorganizzare il lavoro di volontari e dipendenti dopo un periodo particolarmente impegnativo. Durante la chiusura sono proseguite le attività di assistenza in città.
Un luogo di passaggio nato nel 2017
Il Refuge solidaire non è stato concepito come una struttura di insediamento stabile, ma come riparo temporaneo alle persone che, dopo aver attraversato i valichi alpini tra Italia e Francia, arrivano a Briançon prima di proseguire verso altre destinazioni.
L’associazione Refuges solidaires si costituì nell’estate del 2017, dopo che già nell’inverno precedente alcuni abitanti del Briançonnais avevano cominciato a ospitare nelle proprie case persone migranti. L’aumento dei passaggi attraverso le Hautes-Alpes era legato anche allo spostamento verso nord delle rotte utilizzate per entrare in Francia dall’Italia, in un contesto di controlli più intensi lungo la frontiera delle Alpi marittime.
Briançon divenne così una tappa di una rotta interna all’Europa. Nel 2020 Le Monde riferiva che più di diecimila persone erano già passate dal Refuge nei primi tre anni di attività, generalmente per pochi giorni, prima di raggiungere altre città francesi o continuare il viaggio.
Il conflitto con il sindaco Arnaud Murgia
Il contesto e i flussi sono cambiati, ma il Refuge continua a svolgere la sua funzione di origine, ma con alcune difficoltà.
Nel 2020, dopo l’elezione a sindaco di Briançon, Arnaud Murgia, dei Républicains, decise di non rinnovare la convenzione che consentiva all’associazione di usare un edificio della Communautés des Communes vicino alla stazione ferroviaria. Chiese a Refuges solidaires di lasciare l’immobile entro il 28 ottobre, ma non ci fu chiusura definitiva. Una società di diritto privato formata da numerose persone e sostenuta da fondazioni e associazioni acquistò un altro edificio e, nella primavera del 2021, il Refuge si trasferì alle Terrasses solidaires.
Nell’estate del 2023 il sovraffollamento portò a una sospensione dell’accoglienza. Il 28 agosto la struttura ospitava 315 persone con l’autorizzazione per 81 presenze e organizzata per 65 posti letto: riaprì il 9 novembre.
Ci sono poi occasioni di sovraffollamento per le condizioni meteo. Ancora il 25 marzo 2026, dopo una tempesta di neve e temperature in quota molto al di sotto dello zero, il Refuge aveva finito per accogliere 171 persone che avevano attraversato la frontiera a piedi. Le capacità della struttura erano superate, e si chiedeva quindi aiuto alla Prefettura.
La sospensione dell’agosto 2026 ha avuto invece caratteristiche diverse: al momento della chiusura erano presenti circa trenta persone e l’associazione ha sottolineato la difficoltà di seguire in sicurezza alcuni ospiti vulnerabili, con bisogni che richiedevano servizi e competenze non disponibili nella struttura.
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