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    Home » Articoli » Italia e Francia ad Antibes su industria, difesa e spazio: un riepilogo delle conclusioni
    Economia e politica

    Italia e Francia ad Antibes su industria, difesa e spazio: un riepilogo delle conclusioni

    Enrico MartialEnrico Martial26 Giugno 2026
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    La cérémonie de signature des accords à Antibes le 25 juin 2026, ici sur le thème des transports, avec Edoardo Rixi et Philippe Tabarot (c) Élysée
    La cérémonie de signature des accords à Antibes le 25 juin 2026, ici sur le thème des transports, avec Edoardo Rixi et Philippe Tabarot (c) Élysée
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    Italia e Francia hanno chiuso il vertice di Antibes del 25 giugno 2026 con una Dichiarazione congiunta, con un parte sulla politica estera, e una molto ampia su industria, difesa europea, spazio, energia, migrazioni e trasporti. Il vertice ha consentito di firmare sette accordi.

    Il summit di Antibes era atteso anche come occasione di miglioramento delle relazioni, al di là delle persone, proprio sui “fondamentali” tra Italia e Francia.

    Poi, Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron si vedono di continuo, tra riunioni europee, di G7 e prossimamente della Nato. Così hanno entrambi hanno respinto l’idea di relazioni “glaciali”, e rivendicato un “approccio comune” su Ucraina, Libano, Stretto di Hormuz e bilancio europeo.

    Per Meloni – che attraversa un periodo di difficoltà con il presidente Trump – la casa europea si conferma un punto di riferimento saldo, e così anche la relazione con i singoli Paesi e con la Francia. Il tono è pragmatico: trovare convergenze (di interessi nazionali) e far confluire le azioni comuni verso Bruxelles, in linea con l’impostazione “europea” del Trattato del Quirinale del 2021.

    Sul piano internazionale, la dichiarazione conferma il sostegno all’Ucraina e la pressione sulla Russia attraverso sanzioni e contrasto alla “flotta ombra”.

    E’ una posizione comune che ha anche riflessi sui due piani interni, per confermare una linea. Poi c’è il sostegno Patto per il Mediterraneo e a una cooperazione più stretta con i paesi della sponda sud. Sul Libano vi è il sostegno alla missione ONU Unifil, e uno scenario più europeo per i prossimi mesi, con la politica estera e di difesa comune europea da mettere in esercizio già in autunno.

    Industria e competitività: il terreno comune

    Un parte importante del documento è sui temi economici e di produzione, sulla competitività e sull’autonomia europea. Ci sono richiami ai rapporti Letta e Draghi e la necessità di proteggere asset critici, imprese e infrastrutture e dei settori strategici.

    Il testo sostiene anche una semplificazione del quadro europeo sugli aiuti di Stato (e ci sarà del lavoro tecnico da fare) per agevolare investimenti senza compromettere la parità di condizioni di mercato. Poi i due Paesi hanno un forte interscambio, molte imprese che interagiscono, settori comuni di attività nell’industria, nell’aerospazio, nella finanza, nella produzione di beni, dall’agroalimentare al lusso. La dichiarazione cita anche il programma congiunto tra Bpifrance e Invitalia e il memorandum d’intesa tra Bpifrance e Cassa depositi e prestiti, come supporto allo sviluppo.

    Auto, moda e lusso

    L’automotive è uno dei dossier più sensibili. Roma e Parigi chiedono che le regole europee consentano al settore di diventare leader nella mobilità decarbonizzata, salvaguardando i posti di lavoro e tenendo conto sia della neutralità tecnologica sia del contenuto europeo. È una formula che lega transizione climatica, industria e occupazione, ma anche protezione del mercato europeo (manifattura, occupazione) per esempio dalla Cina. Su questo vi è forte sensibilità italiana insieme alla Germania, due Paesi di produzione.

    Moda e lusso sono considerate risorse strategiche per l’identità culturale, l’eccellenza industriale e la proiezione globale. Vi è volontà di contrasto contro piccoli pacchi e l’ultra fast fashion, per leale concorrenza e per la sostenibilità ambientale, visto che sono enormi quantità di beni che si gettano dopo un uso breve.

    Energia, nucleare civile, industria della difesa

    Sull’energia, Italia e Francia collocano il termine decarbonizzazione, includendo sia il nucleare sia le rinnovabili, in linea con un dibattito europeo in corso da anni. La dichiarazione cita l’Alleanza nucleare europea, gli Ipcei (grossi progetti comuni tra diversi Stati membri) sulle tecnologie nucleari innovative e la cooperazione industriale sugli Smr, Small Modular Reactors, piccoli reattori modulari. Per l’Italia vi è un percorso – iniziato e ancora da percorrere – per il ritorno al nucleare civile: anche questa è una delle tappe.

    Poi vi è l’industria della difesa, che significa anche autonomia europea e degli Stati membri negli armamenti. Un’Europa più forte dentro una Nato più forte – la frase che fa da cornice – richiama il Fondo europeo per la difesa, l’Edip, programma europeo per l’industria della difesa.

    Tra i progetti citati c’è il SAMP/T NG, sistema franco-italiano di difesa aerea di nuova generazione, insieme al futuro intercettore contro missili ipersonici (si sono visti all’opera quelli russi), e vi è una tabella di marcia per la difesa 2026-2031 con un comitato industriale bilaterale.

    Spazio: Bromo per i satelliti, Ariane 6, Vega C e IRIS²

    Lo spazio è presentato come un settore di sovranità, innovazione e competitività. I due Paesi ci lavorano, a Torino vi è un distretto in sviluppo, Thales Alenia Space è presente nei due Paesi, e i ministri hanno visitato il sito di Cannes. Il documento cita il progetto Bromo, per costruire un campione europeo dei satelliti, con Airbus, Thales Alenia e Leonardo.

    Vi è sostegno ad Ariane 6 e Vega C, programmi per l’accesso europeo allo spazio, e a Space Situation Awareness, con capacità di monitorare attività e rischi nello spazio. Il documento richiama inoltre IRIS², infrastruttura europea per la connettività via satellite in orbita bassa, che diverse aree regionali e Paesi stanno costruendo come proprie, rispetto a quella di Elon Musk.

    Bilancio europeo, agricoltura e coesione

    Per il Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, la dichiarazione afferma che Italia e Francia sostengono la politica di coesione classica, ma che propongono investire in innovazione, sovranità industriale e tecnologica: in sottofondo vi è una ricerca di più ricorse. Inoltre, confermano una posizione comune a favore della centralizzazione nazionale dei programmi europei, rispetto alle esperienze di gestione regionale. Lo scrivono con leggerezza: i due dibattiti interni sono praticamente inesistenti. Sulla politica agricola comune e sulla politica comune della pesca, sempre in una impostazione di politiche di coesione, il documento parla di risorse sufficienti per tutelare redditi, sicurezza alimentare e ricambio generazionale.

    Migrazioni e sicurezza interna

    Sulle migrazioni, dove la presidenza Meloni è riuscita a spostare nel tempo le posizioni comuni europee, Italia e Francia confermano l’impegno ad applicare il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e il nuovo regolamento sui rimpatri.

    Si vuole anche un rafforzamento ulteriore della cooperazione bilaterale contro la migrazione irregolare e le reti di traffico di migranti, in particolare lungo la rotta del Mediterraneo centrale e quella della Manica, dunque le aree sensibili dei due Paesi. Si parla anche di scambio di informazioni, coordinamento e partenariati con Paesi di origine e transito, soprattutto in Nord Africa e Sahel.

    Trasporti e collegamenti trasfrontalieri

    Sulle infrastrutture transfrontaliere, Nos Alpes vi ha già riferito del richiamo ai principali dossier, su cui non vi è nulla di nuovo, se non una lettura positiva dei progressi, per l’alta velocità Lione-Torino, per un ragionamento su Marsiglia-Nizza-Genova ferroviaria, per il collegamento al tunnel di Tenda stradale e ferroviario Cuneo-Breil-Ventimiglia.

    Si è aggiunto, ma non è stato citato in conferenza stampa, anche uno studio congiunto sulla resilienza e la decarbonizzazione delle infrastrutture transfrontaliere, tenendo conto dei territori e degli eletti locali, oltre che delle necessità di mobilità sostenibile.

    Lo studio comprende quindi anche il traforo del Monte Bianco, che rischia di star chiuso d’autunno per vari decenni. È un tema irrisolto su cui si ritorna periodicamente, in ultimo al Comitato di cooperazione frontaliera di Bard del 4 giugno scorso.

    Digitale, ricerca e giovani

    Nel digitale, Italia e Francia sostengono un’agenda europea condivisa su intelligenza artificiale, calcolo ad alte prestazioni, telecomunicazioni, tecnologie quantistiche, cloud e protezione dei dati sensibili.

    Il testo prevede un dialogo bilaterale sui temi digitali e cibernetici e richiama la tutela dei minori online, anche attraverso il Digital Services Act.

    La parte finale riguarda ricerca, istruzione, mobilità accademica, formazione professionale, lingue e cultura: sono coinvolte finalmente le persone. Sono citati doppi titoli, le Alleanze universitarie europee, tecnologie quantistiche, progetto EGO-VIRGO, Einstein Telescope, ricerca polare, programma Young Leaders e la cooperazione audiovisiva.

    LEGGI ANCHE: Traforo Monte Bianco, silenzio con la stampa al vertice Italia-Francia di Antibes, ma qualcosa si muove

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    Enrico martial
    Enrico Martial
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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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