Il Piemonte si trova in questi giorni a fare i conti con una nuova fase della gestione dei numerosi incendi che da settimane stanno interessando tutto il territorio e in modo particolare la zona sud-orientale. Dopo settimane di apertura e riaccensione di diversi fronti, la Regione ha difatti deciso di estendere lo stato di emergenza per i roghi boschivi, dichiarato lo scorso lunedì 3 agosto per le sole province di Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.
La decisione arriva mentre sono ancora numerosi i focolai che richiedono l’intervento di Vigili del Fuoco, volontari antincendio boschivo, Protezione civile e mezzi aerei come elicotteri e Canadair. La situazione più delicata resta quella tra il Verbano-Cusio-Ossola e le aree comprese tra Biella e Vercelli, ma anche nell’Alessandrino restano attive e vigili le operazioni di controllo.
Una estate di incendi in Piemonte
La sequenza di incendi è iniziata in Piemonte già nel mese di giugno, quando diversi roghi avevano interessato le aree montane, per poi intensificarsi ulteriormente nel corso del mese di luglio. A contribuirvi sono state sicuramente le condizioni climatiche calde di questi mesi, con totale assenza di precipitazioni se non brevi temporali insufficienti ad arginare la siccità del terreno.
Tra le zone coinvolte figurano Valsesia, Val Vigezzo, Val Grande e Torinese, mentre a metà di luglio un fronte impegnativo hanno interessato Premosello e Chiovenda oltre che la Val Grande costringendo 135 persone a evacuare dalla frazione di Colloro. Altri incendi hanno riguardato il territorio tra Bardonecchia e Oulx e nuovamente la Valsesia, dove vento e temperature elevate hanno contribuito a rendere più difficile il controllo dei fronti e, in alcuni casi, hanno favorito la riaccensione di focolai.
La risposta di Vigili del Fuoco e Protezione civile
Lo stato di emergenza incendi promulgato in Piemonte costituisce il presupposto per l’adozione di ordinanze regionali, l’attivazione delle procedure straordinarie di Protezione civile e l’utilizzo delle risorse destinate al sostegno dei territori interessati.
Sul campo prosegue intanto il lavoro congiunto di Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Attività Antincendio Boschivo, con centinaia di operatori impegnati in spegnimento, controllo dei fronti già contenuti e protezione di abitazioni e infrastrutture esposte. A seconda delle caratteristiche sono impiegati mezzi terrestri e una flotta aerea di Canadair ed elicotteri: nei territori più impervi si predilige l’intervento dal cielo, mentre nei centri abitati la priorità è impedire che le fiamme raggiungano le case.
A decorrere dalla scorso venerdì 10 luglio, poi, il dispositivo di intervento per il contrasto ai roghi boschivi è stato rafforzato grazie all’aggiunta di un elicottero Erickson a supporto delle operazioni. Posizionato nella base di Cameri (Novara) e destinato alle aree più complesse, esso possiede importanti capacità di carico (circa 10.030 litri di acqua) e di sollevamento (più di 4 mila chilogrammi e sino a 3 mila metri di quota).
I focolai sotto controllo
Tra i fronti principali segnalati dai Vigili del Fuoco figura quello di Cravagliana, in provincia di Vercelli, scoppiato all’incirca un mese fa e successivamente riattivatosi a più riprese sino lo scorso lunedì 3 agosto. Poco lontano, sull’Alpe Cevia di Valbella, il fumo rende complesso dedurre l’evoluzione delle fiamme, che comunque paiono stabili e distanti dai centri abitati.
Particolarmente esteso è poi il rogo sul Monte Barone, tra le province di Biella e Vercelli, che su più fronti e nell’arco di dieci giorni ha già bruciato 9 mila ettari di terreno. Sul versante vercellese le fiamme si stanno spostando verso altre vallate, con focolai vicini ad alcune abitazioni a loro volta presidiate dalle squadre di terra; sul versante biellese è stata invece interessata una pineta.
Nell’Alessandrino, a Mornese, il quadro appare invece in miglioramento rispetto ai giorni precedenti, ma le squadre di terra continuano a presidiare la zona per evitare eventuali riprese dell’incendio. Il rogo, il cui fumo ha raggiunto ha aveva richiesto un consistente dispiegamento di uomini e mezzi anche per mettere al sicuro l’acquedotto locale e di conseguenza l’approvvigionamento idrico.
Brucia anche il Verbano-Cusio-Ossola
Nel Verbano-Cusio-Ossola l’attenzione è concentrata soprattutto sulle zone di Calasca e Castiglione, nei pressi del Parco naturale della Valle Antrona, dove persistono due fronti che hanno già percorso oltre 100 ettari di vegetazione. Data la zona particolarmente impervia, le operazioni richiedono l’impiego di squadre a terra e di un Canadair oltre che, per raggiungere le aree più difficili, di un elicottero della Guardia di Finanza per il trasporto degli operatori.
La situazione resta ugualmente delicata a Piedimulera, dove l’incendio si è avvicinato alle aree abitate, costringendo a richiedere rinforzi dalla Lombardia e dai comandi dei Vigili del Fuoco di Alessandria, Cuneo, Torino e Novara. Si tratta di un fronte di interfaccia, ovverosia dove la vegetazione interessata dalle fiamme si trova a ridosso di abitazioni e insediamenti, che le squadre sono impegnate a proteggere mentre dall’alto operano un elicottero S-64 e un Canadair.
Rischio moderato per i prossimi giorni
Dal Bollettino incendi boschivi dell’agenzia per la protezione ambientale ARPA Piemonte emesso mercoledì 12 agosto scorso e valido sino a venerdì 14 agosto, emerge un quadro di rischio incendi ancora significativo in diverse aree.
Per il nord della regione – che comprende Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli – il livello di pericolo è indicato come medio almeno sino a venerdì, con una tendenza pressoché standard anche nei giorni seguenti. Lo stesso riguarda la zona nord di Torino e la zona sud-ovest del Cuneese, mentre la zona ovest di Torino e il resto della provincia di Cuneo passano al livello medio con eguale tendenza a venire.
La situazione più critica interessa invece l’area sud-orientale del Piemonte, comprendente Asti e Alessandria, dove il pericolo è classificato elevato per tutti e tre i giorni considerati e i successivi. Secondo la legenda del documento, in presenza di un innesco un rogo classificato come tale può propagarsi molto rapidamente e risultare poi difficile da estinguere.
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