Il Vallese ha ricevuto il 23 settembre l’autorizzazione federale per l’abbattimento dell’intero branco di lupi dell’Augstbord, nell’area a sud di Raron, nell’Alto Vallese: Il cantone ha adottato la decisione conseguente il 24 settembre 2026, che resterà valida fino al 31 gennaio 2027.
L’Augstbord è una zona di media e di alta montagna, tra l’inizio della valle di Zermatt, circa a Kalpetrand e Emdt, e il villaggio di Gruben nella breve valle a ovest, con un colle dallo stesso nome che arriva quasi a 3000 metri.
La misura fa parte di una richiesta più ampia presentata dal Vallese il 28 agosto, per eliminarne tre, sugli undici branchi censiti. Oltre a quello dell’Augstbord, ci sono infatti quelli di Nanz e di Réchy-Anniviers, per i quali la risposta della Confederazione è ancora attesa. È invece già autorizzato l’abbattimento di due terzi dei giovani nati quest’anno nei branchi di Nendaz-Isérables e di Les Toules.
Peril cantone, l’obiettivo è di ridurre le predazioni sugli animali da allevamento, nelle aree in cui il fenomeno si ripete. Nel territorio di Schattenberge-Augstbord, il monitoraggio cantonale all’8 settembre registrava 16 attacchi e 31 animali uccisi, di cui 15 classificati come protetti e 16 non protetti. Nello stesso periodo, il bilancio dell’intero Vallese era di 230 animali uccisi in 91 attacchi. Sono conteggi per area geografica, che da soli non attribuiscono ogni episodio a uno specifico branco.
Come funziona il processo di autorizzazione e qual’è la situazione in Svizzera
La decisione rientra nella campagna svizzera di regolazione preventiva, che resta aperta dal 1° settembre al 31 gennaio. Dopo l’accordo dell’Ufficio federale dell’ambiente, i Cantoni organizzano gli interventi. In Vallese, i cacciatori che ricevono una formazione specifica, un’autorizzazione e dei limiti di intervento possono partecipare agli abbattimenti.
In una precedente campagna, finita a gennaio 2026, nell’insieme della Svizzera erano stati abbattuti 77 lupi. Al termine del periodo su tutto il territorio si contavano 40 branchi (di cui appunto 11 in Vallese), dieci dei quali transfrontalieri, ed erano 36 l’anno prima. Secondo una nota dell’Ufficio federale dell’ambiente, e malgrado l’aumento del numero di branchi, la crescita è complessivamente rallentata come individui e le perdite negli allevamenti sono diminuite sia con regolazione sia con le misure di protezione.
Tra le associazioni di difesa degli animali, Wild beim Wild – che ha sede in Ticino, nella zona delle Tre Valle – ha chiesto dati più chiari sugli attacchi in Vallese, una dettagliata descrizione della situazione delle protezioni negli alpeggi e le prove che collegano le predazioni ai branchi interessati dalle misure.
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