La Luna in verticale, a fianco, appoggiata, intorno alle cime della Valle d’Aosta, alcune note, dalla Grivola all’Emilius, altre meno note: Enzo Massa Micon l’ha colta con attenzione e incanto in una ventina di straordinarie fotografie che sono esposte in un’esposizione ad Aosta, con il titolo di «La Leunna», la luna in patois.
Per i valdostani, e per chi ama la montagna e la sente sua, è proprio da vedere, le sensazioni sono forti e avvolgenti.
Inaugurata venerdì 23 ottobre all’Hôtel des États di Aosta, è curata da Daria Jorioz, ed è aperta fino al 14 marzo 2027.
Da uno scatto alla Grivola, una ricerca di due anni
Massa Micon si è messo a fotografare la luna dopo uno scatto che ha fatto il giro del mondo, la Luna sopra la Grivola, ripresa da Saint-Pierre, pubblicata nel gennaio 2024 sul sito della NASA Astronomy Picture of the Day.

Era una composizione sulla simmetria fra il satellite e la montagna, con le luci e le rugosità delle due superfici. Terra e cielo che vengono avvicinate nello scatto in un bianco e nero verticale e geometrico, tutt’altro che astratto e anzi molto umano.
Da lì, Massa Micon è partito con un teleobiettivo e si è messo a scattare. Lo ha fatto quasi a livello delle vette, oppure appena sotto ma sempre in quota, di mattino presto, alla sera, nelle stagioni di mezzo e nel clima più vario.
Così, l’effetto porta all’arte, suscita in ognuno, a seconda della sua sensibilità, effetti e impressioni variabili. Alcune foto sono cupe e vagamente minacciose, altre luminose in un blu spaesante. Altre sono in contrasto tra un nerissimo della montagna notturna il cui profilo finisce per ritagliare la grande luna illuminata dal riflesso del sole sulla terra. Ne viene fuori un elmo, o un osso, o un monile.

Ci vuol però conoscenza del cielo
Poi c’è anche la tecnica: dice Massa Micon che non ha usato il cavalletto, ma i dettagli ci sono tutti, crateri, mari e montagne. C’è il teleobiettivo, il calcolo delle luci, delle posizioni, l’attesa per scattare, le prove, qualche occasione di scatto rubato, o colto nel momento.
Alle spalle ci sono anche le competenze dell’Osservatorio astronomico della Valle d’Aosta, che ha aiutato Massa Micon a capire movimenti, luoghi e tempi. Nell’esposizione come nel catalogo stampato dalla tipografia Duc, ogni fotografia è accompagnata, oltre al solito nella didascalia, da un’immagine con il percorso della luna rispetto alla cima, e con i relativi dati tecnici.
Nel catalogo appunto si trova anche un testo che lo spiega, di Andrea Bernagozzi, fisico, ricercatore e divulgatore dell’Osservatorio a Saint-Barthélemy.

L’allegria all’inaugurazione della mostra
Due parole vanno anche dette sulla presentazione della mostra, che è stata davvero allegra a calorosa. Per Daria Jorioz, che ha diretto per anni l’ufficio mostre della Regione, è l’ultima esposizione prima del congedo per la pensione, e le sue parole sono state divertenti, profonde, e non di commiato, malgrado le apparenze, ma di persona in una comunità.
Enzo Massa Micon ha detto del perché e percome si è arrivati a quelle fotografie con approfondimenti, battute, un po’ di autoironia, e affetto per le persone presenti. In un clima così l’assessore Erik Lavevaz (che è un fisico di formazione) ha portato uno sguardo interessante sul lavoro di squadra della Regione e sul modo culturale di vedere il patrimonio naturale della Valle d’Aosta. Andrea Bernagozzi ha spiegato con passione e chiarezza il ruolo importante della luna non solo sul piano fisico e tecnico, ma sul nostro sviluppo e sin da tempi più antichi di quelli antichi, unendo scienza e umanesimo.
Enzo Massa Micon
Enzo Massa Micon è nato nel 1970, ha iniziato a fotografare nel 1982 come molti per divertimento e passione, e poi si è ritrovato le fotografie (oltre a quella rilanciata dalla Nasa) pubblicate da La Repubblica, La Stampa, Airone e Meridiani Montagne, o appese al Palazzo delle Nazioni Unite a New York. Il vantaggio del rapporto con la natura gli viene dall’essere stato per anni guardiaparco del Parco nazionale del Gran Paradiso, e quindi spesso con lo zaino a camminare in alta quota, in mezzo a quei paesaggi che si fatica a raccontare.
È facile avvicinarlo, è coinvolto ogni tanto in corsi e workshop di fotografia sul campo. Provateli, è una persona seria, con un buon senso della realtà e della semplicità, e ha sempre un bel sorriso, a volte leggermente velato come quello della luna, dai pensieri delle cose da fare.
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