Ci sono state grandi e partecipate manifestazioni in Francia sabato 17 ottobre 2026, anche a Chambéry, Annecy, Grenoble e Nizza. Ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, con incendi e saccheggi. I numeri sono in generale elevati, Le Monde indica tra 550 mila e 800 mila persone a manifestare nell’insieme del Paese.
Cortei e blocchi stradali si sono svolti anche ad Albertville, Thonon-les-Bains, Gap e Briançon, nella giornata di protesta contro il carovita e per maggiori risorse all’istruzione. In generale, si nota un riemergere di rabbie che si sono viste all’epoca dei gilet jaunes, e un ritorno delle critiche al governo, su base popolare ma anche di aree politiche che vi partecipano, soprattutto di LFI.
Inoltre, sulla scia sulla proteste degli studenti dei licei (che sono in vacanza da questo stesso sabato per due settimane nella pausa d’autunno), si assiste a un ritorno dei vecchi meccanismi, con raggruppamenti nelle rotonde stradali, blocchi sulle strade e cortei in centro delle città.
Anche a Torino e Milano ci sono state manifestazioni pacifiche ma con confronti e diretti di alcuni gruppi con le forze dell’ordine, cassonetti incendiati e alcuni danni. Ci sono state scene a Torino con genitori e insegnanti a frapporsi tra la polizia e i manifestanti, per evitare una carica.
Chambéry, Albertville e Aix-les-Bains Sud
A Chambéry, la manifestazione è stata partecipata, ma i primi scontri sono cominciati già intorno a mezzogiorno nel settore del Faubourg Reclus. Nel pomeriggio sono proseguiti i lanci di proiettili e artifici pirotecnici contro le forze dell’ordine, che hanno impiegato lacrimogeni e granate di dispersione. Sono state saccheggiate le Galeries Lafayette e la Fnac, danneggiate diverse vetrine e fermate degli autobus.
Le Dauphiné Libéré ha riferito di cinque poliziotti feriti e di un manifestante ferito alla caviglia da una granata di dispersione. La VRU, voie rapide urbaine, che collega nellonel sistema urbano le autostrade A43 e A41, è stata occupata e bloccata nei due sensi. Intorno alle 19 la la VRU veniva stata riaperta, ma c’erano ancora circa 300 persone davanti al liceo Vaugelas.
Ad Albertville, circa 300 manifestanti hanno occupato il rondò del Champ-de-Mars e successivamente la RN90 nei due sensi, lasciandola intorno alle 16, senza incidenti.
Una ventina di persone si è radunata al casello di Aix Sud, a Drumettaz: è proprio il modus operandi dell’epoca dei gilets jaunes.
Annecy e Thonon-les-Bains
Ad Annecy, davanti alla prefettura, che ha contato 4000 partecipanti, la polizia ha respinto parte dei manifestanti con lacrimogeni. Gli scontri si sono spostati in rue Louis-Revon, con lanci di artifici pirotecnici e nuovi interventi della polizia. Sono stati appiccati incendi nel quartiere delle Teppes e bruciati cassonetti davanti al tribunale. In serata le forze dell’ordine hanno ripreso il controllo del piazzale, e i pompieri sono quindi intervenuti.
A Thonon-les-Bains, i partecipanti erano 300 secondo la prefettura. Il corteo ha attraversato il centro e raggiunto la sottoprefettura, e poi si sono spostati al rondò di place des Arts, per rallentare il traffico.
Grenoble, blocchi al mattino e scontri nel centro
A Grenoble, le prime tensioni hanno interessato il ponte di Catane e l’A480, con blocchi rimossi dopo l’arrivo delle forze dell’ordine verso le 10.
Sono seguiti danneggiamenti a un supermercato di avenue Albert-Ier-de-Belgique e scontri intorno al parco Paul-Mistral, con lanci di fuochi d’artificio e impiego di lacrimogeni. Gli incidenti hanno poi interessato il centro e la zona di place Victor-Hugo, mentre migliaia di persone cercavano di raggiungere il punto di partenza del corteo.
Diversi negozi sono stati saccheggiati, con veicoli e cassonetti incendiati. Sono state distrutte anche pensiline degli autobus e telecamere di videosorveglianza. Nell’aggiornamento delle ore 19, Le Dauphiné Libéré segnalava scontri ancora in corso.
Nizza, negozi danneggiati e appello alla dispersione
A Nizza, il corteo è partito da place Masséna e ha percorso avenue Jean-Médecin verso la stazione: Cannes Radio riferiva di oltre 3.500 presenti, dove alcuni gruppi si sono staccati per le azioni di danneggiamento.
Nel negozio JD Sports di avenue Jean-Médecin sono stati segnalati furti e danni. In place du Général-de-Gaulle sono stati rotti i vetri di un veicolo della polizia municipale. Il prefetto ha chiesto ai manifestanti di separarsi dai gruppi responsabili delle violenze e di disperdersi.
Gap, Briançon, Digne e Sisteron, ma senza scontri
A Gap, il corteo ha riunito 800 persone secondo la polizia e 1.000 secondo i sindacati. Hanno attraversato il centro e raggiunto la zona di Tokoro, mentre davanti al liceo Dominique-Villars sono stati incendiati pallet e un carrello della spesa, con un effetto reale ma limitato. Con l’intervento dei pompieri e la situazione si è rapidamente calmata.
A Briançon, tra 150 e 200 persone si sono ritrovate al rondò di Chamandrin, sulla RN94. Il rallentamento della circolazione è poi diventato un blocco, con la polizia che ha deviato i veicoli sulla route des Espagnols, attraverso Villard-Saint-Pancrace. La manifestazione è rimasta comunque pacifica.
Nelle Alpes-de-Haute-Provence, c’è stata una manifestazione con circa 200 persone a Digne-les-Bains, fra studenti e rappresentanti di CGT, Solidaires e Confédération paysanne. A Sisteron, una cinquantina di partecipanti si è riunita davanti al municipio, prima di raggiungere il mercato. Anche in questi due casi le manifestazioni si sono svolte in modo pacifico.
Per tornare a nord, nell’Ain, circa 200 liceali, gilets jaunes, sindacalisti e cittadini hanno attraversato il centro di Bourg-en-Bresse. Anche qui non ci sono stati scontri.
Lione, incendiato l’ufficio del turismo in place Bellecour, e a Marsiglia ingresso nel municipio
Le immagini dell’incendio dell’ufficio del turismo di Lione in place Bellecour sono state riprese da tutta la stampa europea e mondiale. La prefettura ha contato circa 20.000 manifestanti intorno alle ore 16, ma le prime tensioni con alcuni gruppi sono cominciate al mattino vicino alla prefettura e nel settore Saxe-Gambetta.
Nel pomeriggio, appunto in place Bellecour, l’ufficio del turismo è stato saccheggiato e incendiato e i gruppi presenti hanno ostacolato l’arrivo dei pompieri. Ci sono stati lanci di fuochi d’artificio contro la polizia, che ha impiegato lacrimogeni e un idrante. Gli incidenti si sono sviluppati nella Presqu’île: secondo Lyon Capitale, una trentina di negozi è stata saccheggiata o danneggiata fra rue Victor-Hugo, Bellecour, place des Jacobins e i lungofiume del Rodano.
A Marsiglia, gli incidenti sono cominciati già al mattino sulla Canebière e intorno al Vieux-Port, prima della manifestazione prevista alle 14. Cassonetti incendiati, vetrine infrante e negozi saccheggiati, fra cui una rivendita di telefonia SFR.
La polizia ha risposto ai lanci di proiettili e artifici pirotecnici con lacrimogeni, sono intervenuti anche mezzi blindati della gendarmeria. C’è stata molta sensazione per il fatto che il municipio è stato brevemente invaso e danneggiato.
Manifestazioni anche a Torino, Milano, Roma
A Torino, centinaia di persone si sono radunate in piazza Castello contro il carovita – ma il tono è di una generale rabbia, in una città abituata a occasionali tensioni di piazza.
Un corteo dai toni inizialmente pacifici si è tenuto nella centrale via Roma, ma il clima si è presto deteriorato. Si è assistito a scene di genitori e insegnanti che si sono posti in fila a protezione degli studenti e dei manifestanti, per evitare una carica della polizia. Poi, alla stazione di Porta Nuova, un gruppo di giovani incappucciati ha danneggiato la libreria Feltrinelli e lanciato bottiglie e altri oggetti contro la polizia, che ha risposto con lacrimogeni.
A Milano, circa 5.000 persone hanno partecipato alla manifestazione di «Italia in piazza», il cui corteo è stato sciolto dalla polizia in piazza Cordusio. Le tensioni sono proseguite in pieno centro, nella Galleria Vittorio Emanuele II e in piazza Duomo, con lanci di transenne, sassi e bombe carta contro le forze dell’ordine e danneggiamenti a mezzi dei carabinieri. Anche qui le immagini degli scontri hanno fatto il giro delle agenzie di stampa europee. La piazza è stato poi sgomberata e si segnalano due poliziotti feriti e decine di persone fermate.
L’organizzazione di Italia in piazza aveva annunciato mobilitazioni in tredici città, ma molte si sono svolte senza incidenti, per esempio a Genova e Firenze, con pochi partecipanti, circa 200 per ognuna. A Bologna c’è stato qualche scontro con la polizia mentre a Roma gli organizzatori hanno indicato una manifestazione con 100 mila partecipanti. Maurizio Landini, leader sindacale di sinistra, ha qui annunciato uno sciopero generale per il 20 novembre.








