Con l’avvento di ottobre e l’autunno oramai inoltrato, il Lago dell’Orceyrette, nel Massiccio del Queyras a pochi chilometri da Briançon e non lontano dal confine con il Piemonte, si tinge dei colori caldi e spettacolari della stagione. Le sue acque smeraldo gli devono il soprannome di “piccolo Canada” delle Hautes-Alpes, mentre i suoi larici dalle foglie dorate e i suoi antichi pini cembri dalle tinte verde scuro disegnano attorno a esso un paesaggio unico e peculiare.

Un poco di storia tra curiosità e particolarità
Nonostante l’aspetto di bacino alpino e la sua origine interamente glaciale, il Lago dell’Orceyrette è stato progressivamente cancellato dall’accumulo dei sedimenti trasportati dai torrenti che scendono dai pianori circostanti. La costruzione di una piccola diga nella seconda metà del Novecento ha consentito allo specchio di riformarsi quale risultato dell’incontro tra la conformazione naturale della valle e l’intervento umano.
Sito a a 1.927 metri di altitudine, il lago ospita una biodiversità considerevole in un contesto ecologico fragile, nella quale si inserisce anche la civetta, il più piccolo gufo di Europa dalle dimensioni del palmo di una mano. Tale specie dalla presenza rara nell’arco delle Alpi è particolarmente concentrata nel Bois des Ayes, appena sopra il villaggio di Villard-Saint-Pancrace, a sua volta classificato come Zona di protezione speciale per gli uccelli.

Il Lago dell’Orceyrette lungo le stagioni
Durante la primavera e l’estate il verde della vegetazione accompagna quello del Lago dell’Orceyrette, mentre durante l’inverno il manto bianco e candido della neve rende la sua cornice quasi marmorea nella sua simbolica perfezione. Ma è con l’arrivo dell’autunno che il paesaggio raggiunge il suo massimo splendore e dimostra di meritare l’appellativo di “piccolo Canada di Europa” per la somiglianza con gli ambienti nordamericani quando il bosco si riflette sulla superficie dell’acqua.
È proprio il contrasto tra il giallo dei larici, il verde dei pini cembri e le tonalità smeraldine dello specchio di acqua che contribuisce a creare una tavolozza di colori particolarmente riconoscibile. La minore affluenza rispetto ai mesi estivi lo rende una meta perfetta per coloro che desiderano trascorrere qualche ora all’aperto, concedersi un picnic o dedicarsi alla pesca nel rispetto delle regole locali.

A piedi tra il lago e il Bois des Ayes
Vistare il Lago dell’Orceyrette può peraltro essere l’occasione per esplorare il vicino Bois des Ayes, area forestale protetta di grande interesse naturalistico inserita nella rete europea Natura 2000.
Alle quote più basse si ritrovano estesi boschi di pino cembro, una conifera tipica dell’ambiente alpino che, in condizioni favorevoli, può raggiungere diversi secoli di età, con esemplari che possono superare i 600 anni. Salendo di altitudine i larici si fanno sempre più radi e tale albero prende il sopravvento, talvolta visitato dalla nocciolaia, uccello che ne raccoglie i pinoli per nasconderli nel terreno, dimenticandoli e dando così vita a nuovi esemplari.
Per conoscere meglio tale ricco patrimonio floristico e faunistico è sufficiente percorrere il Sentiero didattico della Taure, con accesso nella zona di Plan Peyron nonché pannelli e installazioni dedicati all’ambiente. Un ulteriore itinerario ad anello collega il percorso al lago e consente di rientrare al punto di partenza costeggiando lo specchio di acqua, con lunghezza di circa 8,5 chilometri e dislivello positivo di 380 circa metri.

Un paesaggio canadese in Francia e a pochi passi dall’Italia
Il Lago dell’Orceyrette si trova nel territorio di Villar-Saint-Pancrace, sopra Briançon, ed è raggiungibile dal Piemonte attraverso il Colle del Monginevro, che collega la zona di Cesana Torinese alle Hautes-Alpes. Una altra variante ugualmente percorribile consiste nel passare da Bardonecchia e dal Colle della Scala, verificando però preventivamente che il valico sia a tutti gli effetti aperto e transitabile.
Da Briançon si prosegue verso la frazione di Les Ayes, dalla quale a sua volta si raggiunge Plan Peyron, punto di partenza di diversi itinerari a piedi, che in inverno possono essere fruiti racchette da neve o sci previa verifica della loro praticabilità. Nei mesi di maggiore affluenza possono essere previste restrizioni al traffico automobilistico nella zona, con la necessità di lasciare il veicolo più a valle e continuare a piedi o in bicicletta.
Non è comunque obbligatorio affrontare una escursione impegnativa per apprezzare il panorama, poiché appena approdati sulle rive si può passeggiare lungo il sentiero che lo aggira e fermarsi nei punti da cui si osserva il paesaggio. I pontili presenti sul bacino offrono prospettive interessanti per fotografare l’acqua e la vegetazione, soprattutto nelle giornate calme, quando la superficie del lago restituisce una immagine quasi speculare dei dintorni.
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