Il traforo del Monte Bianco adotterà ancora la chiusura al traffico per quindici settimane nell’autunno 2027 e nell’autunno 2028, per i lavori di risanamento della volta.
La nuova direttrice generale di ATMB (autoroute et tunnel du Mont-Blanc), Gisèle Rossat-Mignod lo ha confermato, come spiega il Dauphiné Libéré di oggi, 16 ottobre. Non ci sono ancora le date, ma saranno da inizio settembre (subito dopo l’UTMB, l’ultra-trail del Monte Bianco) a qualche giorno prima di Natale, secondo il modello delle chiusure del 2024 e del 2025.
L’annuncio arriva dopo che si è registrato un significativo silenzio, dopo il dibattito sulla chiusura completa per tre anni e mezzo, o in autunno per decenni, considerati le lunghezze risanate nei primi due anni. Il dilemma è veramente difficile, per le ricadute sugli altri trafori e collegamenti italo-francesi.
Alle ipotesi di chiusura si aggiunge la richiesta del governo italiano di ragionare su una seconda canna, come avvenuto al traforo del Fréjus, che l’ha aperta il 29 luglio 2025. Uno studio su tutti i collegamenti italo-francesi è corso: il vertice italo-francese di Antibes del 25 giugno 2026 lo ha confermato, ma non se è più sentito parlare.
Nell’insieme, l’annuncio di due prossime chiusure autunnali indica che i governi, e non solo le concessionarie, si prendono due anni per decidere il da farsi.
Il 2026 rimane l’anno in cui non c’è chiusura autunnale, ed effettivamente il tunnel ha consentito una normale relazione tra i territori di frontiera, oltre che dell’asse di collegamento stradale.
Chi è la nuova direttrice di ATMB e chi guida il GEIE
La conferma delle prossime chiusure arriva dalla concessionaria francese ATMB, e non dal GEIE che riunisce le due concessionarie.
La nuova direttrice Gisèle Rossat-Mignod guida ATMB dal 1° settembre 2026, dopo l’uscita di Erwan Le Bris alla fine del 2025 e la fase di transizione affidata a Philippe Deloire.
Originaria dell’Alta Savoia, proviene dalla Banque des Territoires (che è una sezione della Caisse des dépot et consignations, simile alla Cassa depositi e prestiti italiana), di cui dirigeva la rete dal 2018.
In precedenza aveva ricoperto incarichi prefettizi e anche di dirigente nel gruppo Aéroports de Paris. È presidente in carica del consiglio di amministrazione della Compagnie des Alpes, la società che gestisce numerose stazioni di sci.
La nomina di Rossat-Mignod è anche coerente con il passaggio di proprietà di ATMB: il 12 maggio, il governo francese aveva annunciato la cessione della concessionaria alla Caisse des Dépôts (da cui appunto proviene Rossat-Mignod) del proprio 67,30% della società, che rimane quindi sotto controllo pubblico.

È cambiata anche la direzione del GEIE, il raggruppamento italo-francese che gestisce il traforo.
Riccardo Rigacci, in carica dall’aprile 2020, si era dimesso a luglio, pochi giorni prima della sentenza sul crollo del ponte Morandi, in cui è stato condannato in primo grado insieme ad altri imputati. Alla guida del GEIE è subentrato, come direttore gerente, Cédric Petitcolin, già capo progetto tecnico e informatico, con un incarico annunciato come ad interim dal 13 luglio 2026.
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