Il 15 ottobre ad Aosta si è tenuto un incontro tra il Governo regionale valdostano, con il suo presidente Renzo Testolin, l’ambasciatore svizzero in Italia Roberto Balzaretti e il presidente del Governo vallesano Christophe Darbellay.
Il tema principale ha riguardato il completamento del procedimento italiano di ratifica sul cabotaggio degli autobus tra Italia e Svizzera, che riguarda per quest’area in particolare la linea Aosta-Martigny. Si è anche parlato di concessioni per il traforo del Gran San Bernardo, del collegamento delle Cime Bianche e di Zermatt, del lupo e di formazione.
Balzaretti, accompagnato dal console generale a Milano Stefano Lazzarotto, è stato ricevuto dal presidente Renzo Testolin e dal governo valdostano nell’ambito dell’iniziativa «In Cammino con la Svizzera», dedicata alle venti regioni italiane. In questi viaggi, l’ambasciatore si muove con mezzi pubblici e a piedi, con un messaggio sui modi di vita e per l’ambiente.
Con il presidente Testolin c’erano gli assessori Luigi Bertschy (trasporti), Leonardo Lotto (Europa e digitale), Speranza Girod (agricoltura) Mauro Baccega (finanze), Erik Lavevaz (scuola e cultura) e Carlo Marzi (sanità).

Il bus Aosta-Martigny e il cabotaggio tra Italia e Svizzera
L’accordo sul cabotaggio – che riguarda l’insieme della frontiera italo-svizzera – è stato firmato il 17 ottobre 2024 dal consigliere federale svizzero (ministro) Albert Rösti, responsabile del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, e dal viceministro italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi.
Per la Martigny–Aosta, come per le linee tra Ticino e Lombardia, consentirebbe di utilizzare il collegamento anche per gli spostamenti locali. Oggi, i passeggeri possono solo salire (e non scendere) alle fermate in Vallese e possono scendere (e non salire) in quelle valdostane, e viceversa al ritorno.
Non è dunque permesso utilizzare la linea per un tragitto tra due fermate entrambe in Italia o entrambe in Svizzera, con un effetto sulla sostenibilità economica del servizio. L’entrata in vigore dell’accordo permetterebbe anche questi viaggi, alle condizioni previste per i servizi regolari transfrontalieri.

Le ratifiche dell’accordo
La Svizzera ha ratificato l’accordo meno di un mese dopo la firma, il 7 novembre 2024. In Italia il Governo ha approvato il disegno di legge di ratifica il 28 ottobre 2025, quindi velocemente, e lo ha presentato alla Camera il 21 novembre.
Qui i tempi si sono dilatati, e l’esame in commissione si è concluso il 1° aprile 2026. Si tratta di mesi in cui le relazioni tra i due Paesi sono state difficili, riguardo alla gestione successiva alla strage di Crans Montana, ma è vero che per le ratifiche parlamentari in Italia (come in altri Paesi europei) i tempi sono comunque lunghi.
Resta dunque necessario il voto dell’Aula della Camera e il successivo passaggio al Senato, per la seconda lettura. Il calendario dei lavori della Camera – che può portare la ratifica al voto – è deciso dalla Conferenza dei capigruppo, con la partecipazione del Governo, che può sollecitarne l’inserimento tra le priorità.
Il sollecito alla ratifica anche dalla Lombardia e dal Ticino
Il sollecito arriva non soltanto dalla Valle d’Aosta. Il 24 settembre 2026, all’assemblea della Regio Insubrica a Domodossola – quindi in una istanza comune – anche la Lombardia (presente l’assessore della Regione Massimo Sertori) ha richiesto una rapida ratifica, per migliorare le linee di autobus con il Ticino e alleggerire il traffico. Nell’occasione, Matteo Muschietti, per il Comune ticinese di Coldrerio, ha chiesto ai parlamentari lombardi e piemontesi di attivarsi per arrivare all’approvazione entro la fine del 2026. Il deputato valdostano Franco Manes aveva già chiesto di accelerare l’iter nel febbraio 2026.
La linea tra Aosta e Martigny è attualmente assicurata dalla società vallesana TMR – Transports de Martigny et Régions, con due coppie di corse dal venerdì al martedì (non il mercoledì e il giovedì) in parte utilizzate dai lavoratori transfrontalieri e in parte da un traffico turistico, in particolare nel weekend.
In passato la gestione era condivisa con Arriva Italia, e – da fonti vallesane – si sa che è in discussione un funzionamento del collegamento con due linee, una valdostana e una vallesana.

Traforo del Gran San Bernardo, Cime Bianche e Zermatt, lupo
Per il traforo del Gran San Bernardo, l’incontro ha richiamato la necessità di prorogare la convenzione italo-svizzera. Il dossier riguarda le concessioni, che scadono nel 2034, e i tempi e programma di investimento sull’ammodernamento dell’infrastruttura. Secondo la ricostruzione pubblicata da Tvsvizzera nel maggio scorso, il Vallese aveva già deciso un prolungamento della concessione fino al 2070, mentre da parte italiana il dossier rimaneva aperto. Quindi, anche in questo caso, la Regione Valle d’Aosta parlava all’ambasciatore svizzero per sollecitare dei dossier italiani.
È stato anche evocato il progetto di collegamento Ayas–Valtournenche attraverso le Cime Bianche che unirebbe Monterosa Ski al comprensorio Cervino–Zermatt. L’ipotesi del 2025 prevedeva circa 9,35 chilometri, tre tronchi e sedici piloni, per un costo allora in 114,4 milioni di euro. Il progetto è contestato dalle associazioni che richiamano la tutela del vallone e i vincoli Natura 2000, mentre la Regione ne sottolinea l’interesse internazionale.
Sul lupo è stata evocata una collaborazione tecnica, giuridica e politica, senza però dettagli o misure comuni, in un contesto recente di autorizzazioni vallesane alla soppressione di branchi ad Augstbord e Nanz, entrate in vigore il 24 e il 30 settembre, e di cui abbiamo dato notizia su Nos Alpes.
Formazione, Interreg, l’abitudine delle relazioni, dai frontalieri alla TV
Si è detto anche di rafforzare formazione, stage e scambi di studenti e professionisti – è una delle competenze del presidente del Governo vallesano Christophe Darbellay – oltre alla collaborazione nella strategia alpina EUSALP.
Il presidente Testolin – anche per sottolineare la continuità dei legami – ha ricordato la nuova Capanna Carrel, inaugurata quella mattina e il cui progetto era iniziato nell’Interreg Italia–Svizzera 2014–2020, una recente esercitazione di protezione civile e la partecipazione vallesana alle Batailles de reines.
I legami tra Valle d’Aosta e Vallese passano d’altra parte anche attraverso vari progetti di cooperazione Interreg, come IN3ViE sul turismo accessibile oppure CIME che riunisce strutture sanitarie, soccorritori e istituti dei due versanti. Ci sono poi lavoratori frontalieri (anche se con viaggi settimanali e non quotidiani), e in Valle d’Aosta si vede RTS 1 (ma non RTS 2), mentre ci si prepara ad accogliere la ritrasmissione, prima di Natale, di altre reti francofone, cioè di France 2, France 3 Alpes e France 5.
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