In salita al Monte Bianco, 32 alpinisti che avevano trascorso la notte tra l’11 e il 12 agosto 2026 al rifugio del Goûter hanno chiesto di essere riportati a valle, ma il PGHM non ha ritenuto che ci fossero le condizioni per un intervento di soccorso.
Una compagnia privata ha effettuato trasferimento con il costo a carico degli alpinisti, mentre alcuni hanno scelto di scendere a piedi.
Le condizioni sulla via normale
Nei giorni scorsi le condizioni sulla via normale francese del Monte Bianco erano peggiorate per le frequenti cadute di pietre, in particolare nel couloir du Goûter, uno dei passaggi più delicati dell’itinerario.
Le compagnie delle guide di Saint-Gervais, Chamonix e Courmayeur e l’Office de haute montagne avevano raccomandato di rinviare le ascensioni e di tenere conto dell’aumento del rischio. Al rifugio del Goûter, a 3.835 metri, nella notte tra martedì e mercoledì erano comunque rimaste 32 persone.
Nessuna emergenza per il PGHM
Mercoledì mattina 12 agosto gli alpinisti hanno chiesto di poter essere riportati a valle in elicottero. Dopo una valutazione, il Peloton de gendarmerie de haute montagne (PGHM), però, ha considerato la situazione tale da non richiedere l’impiego dei mezzi pubblici di soccorso. Le condizioni del couloir erano nel frattempo tornate relativamente più calme e la discesa risultava possibile.
È stato quindi autorizzato l’intervento della compagnia privata CMBH, Chamonix Mont-Blanc Hélicoptères. Il trasporto ha avuto luogo a spese degli alpinisti. Alcuni hanno invece deciso di scendere a piedi senza conseguenze.
Il richiamo del sindaco di Saint-Gervais
A rendere nota la vicenda è stato nel pomeriggio del 12 agosto il sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex, che in un comunicato ha sottolineato la scelta di chi aveva proseguito l’ascensione nonostante le raccomandazioni dei giorni precedenti. Peillex ha sostenuto che il caso debba segnare una distinzione più netta tra un vero intervento di soccorso, che resta compito dei servizi pubblici, e una richiesta di trasporto in assenza di un pericolo immediato.
Una distinzione simile esiste anche in altre zone delle Alpi. In Valle d’Aosta una chiamata immotivata può comportare l’addebito del costo dell’elisoccorso, mentre in Svizzera le spese di salvataggio e trasporto possono essere poste, in tutto o in parte, a carico della persona soccorsa o della sua assicurazione.
In Francia, al momento, non esiste una norma generale che preveda il pagamento del soccorso in montagna. Nel febbraio 2026 la Cour des comptes ha però rimesso in discussione il principio della gratuità, raccomandando di avviare una riforma che consenta entro il 2028 la fatturazione totale o parziale di alcuni interventi.
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