A decorrere da questa estate, le guide alpine di Zermatt e Breuil-Cervinia hanno deciso di sospendere le ascensioni di nuovi clienti lungo la via normale dell’Hörnli
e lungo la Cresta del Leone, su ambedue i versanti svizzero e italiano del Monte Cervino. Alla base della scelta vi sono le elevate temperature e il peggioramento delle condizioni della montagna innescato dal cambiamento climatico, che hanno aumentato il rischio di caduta di pietre e fango in alcuni dei tratti più delicati dell’itinerario.
Lo stop alle ascensioni guidate sul Monte Cervino
La notizia dello stop alle ascensioni guidate sul Monte Cervino non equivale a una chiusura della montagna, accessibile agli alpinisti esperti anche se fortemente sconsigliato, chiamati però a valutare con attenzione le condizioni ambientali e i rischi legati all’attuale fase climatica. A innescare tale decisione è stata la rapida fusione della neve, che ha lasciato scoperte porzioni di roccia particolarmente instabili, rendendo più elevato il pericolo per gli alpinisti.
Inoltre, ugualmente sul lato vallesano, la società Zermatt Bergbahnen che gestisce gli impianti di risalita ha sospeso lo sci estivo sul Ghiacciaio del Teodulo proprio per le medesime ragioni di sicurezza.
Due versanti, condizioni similari
La Società Guide del Cervino ha deciso di sospendere le ascensioni guidate in quota al Monte Cervino a seguito delle ripetute piogge torrenziali occorse lo scorso lunedì 3 agosto. Nel tardo pomeriggio, un forte temporale localizzato soprattutto nella zona delle Grand Murailles ha riversato intense cascate di acqua che, raggiunta la valle, hanno provocato colate di materiale detritico travolgendo un campo da golf alla base delle pareti di roccia.
Tali episodi hanno a loro volta provocato, nella mattinata dello scorso mercoledì 5 agosto, una frana di grandi dimensioni staccatasi da un conoide sito sulla parete sud a circa 3.900 metri di altitudine, generalmente poco frequentato dagli sportivi. Di qui dunque il passo indietro rispetto a qualche giorno fa, quando era parso che, differentemente rispetto alla via del lato vallesano, quella del lato valdostano potesse restare percorribile.
La nuova Capanna Carrel come strumento di gestione
È proprio in tale contesto che si inserisce la nuova Capanna Carrel, il rifugio realizzato a 3.835 metri di quota lungo la Cresta del Leone e destinato a sostituire lo storico e omonimo bivacco. La struttura è stata recentemente consegnata alla Società Guide del Cervino, mentre l’inaugurazione ufficiale è prevista nel prossimo autunno al termine degli ultimi interventi tecnici e della successiva demolizione della vecchia costruzione.
L’edificio è frutto di un investimento complessivo di circa tre milioni di euro da fondi della Regione autonoma Valle d’Aosta e del Comune di Valtournenche suo proprietario. I posti letto resteranno soltanto 25, con prenotazione obbligatoria e pernottamento al costo di 30 euro, una scelta che consente di limitare il numero di persone presenti sulla via normale italiana.
Una opera pensata per sicurezza e sostenibilità
La nuova Capanna Carrel è stata sviluppata su tre livelli e spostata di circa cinquanta metri rispetto al vecchio bivacco per ridurre l’esposizione al rischio di caduta massi. Essa è inoltre progettata per ridurre l’impatto ambientale grazie a pannelli fotovoltaici con sistema di accumulo e a servizi igienici dotati di scarico a secco e dunque senza utilizzo di acqua.
Realizzare il cantiere in un ambiente tanto estremo ha rappresentato una sfida tecnica considerevole. Gli operai hanno difatti lavorato lungo una cresta con forti pendenze e in condizioni meteorologiche spesse volte sfavorevoli, mentre per sostenere l’edificio hanno realizzato una piattaforma in acciaio ancorata alla montagna.
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