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    Home » Articoli » Progressi e difficoltà tra Belgio e Germania (e Paesi Bassi) /5 Cooperazione sanitaria
    Economia e politica

    Progressi e difficoltà tra Belgio e Germania (e Paesi Bassi) /5 Cooperazione sanitaria

    Enrico MartialEnrico Martial19 Agosto 2024
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    Universitätsklinikum Aachen 2023 (CC BY Sa 4-0 Sascha Faber)
    Universitätsklinikum Aachen 2023 (CC BY Sa 4-0 Sascha Faber)
    La cooperazione sanitaria transfrontaliera in Europa /5
    L’apertura della cooperazione sanitaria e alla mobilità delle cure tra Belgio (germanofono in particolare) e Germania ha prodotto lo spostamento di pazienti nella tedesca Aquisgrana, ben strutturata con un grande ospedale.
    Si è prodotto un problema di flussi e di rimborsi di costi che ha indotto alla fine e a restringere la stessa mobilità frontaliera a pochi comuni belgi e con minori rimborsi. E’ un caso di scuola, di processi complessi che vanno valutati in fase di programmazione e che pongono anche il problema della mancanza di un sistema europeo coordinato.

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    La frontiera tra Germania e Belgio, in cui partecipano anche i Paesi Bassi, è anch’essa emblematica di un processo di cooperazione che opera tra carattere embrionale della base legislativa europea e tentativi di soluzioni locali e regionali. Con un tessuto di assistenza sanitaria meno rarefatto rispetto ad altre frontiere interne europee, minori bisogni relativi all’assistenza ai lavoratori transfrontalieri, la cooperazione ha avuto inizio dal 1997, in ragione di affinità territoriali, per esempio tra il Limburgo belga e quello neerlandese (Liegi e Maastricht) o tra la Comunità germanofona belga e il vicino territorio tedesco di Aquisgrana.

    A settembre 2000 nasceva il progetto IZOM per la mobilità dei pazienti transfrontalieri che coinvolgeva gli organismi di assicurazione-malattia nei tre Paesi: l’iniziativa riguardava principalmente la questione dei rimborsi.

    Si è generato in questo modo un contesto relativamente aperto per la fruizione delle cure, con effetti tuttavia asimmetrici, rispetto al maggiore lavoro di coordinamento a cui si è assistito sulla frontiera franco-belga. In questo modo, per parte belga si è verificato uno spostamento dei pazienti verso le cure tedesche, con l’emergere progressivo di un divario territoriale nell’offerta e qualche critica da parte degli stessi medici belgi che vedevano ridursi il loro bacino di utenza.

    I due regolamenti n.883/2004 e n. 987/2009 consentivano la fruizione dei servizi con i pagamenti gestiti tra le casse assicurative. La maggiore attrattività dell’offerta tedesca ha comportato da un lato l’aumento delle entrate ma anche un ritardo dei pagamenti tra gli organismi sui due lati della frontiera. Nel 2015, si trattava di 15 mila fascicoli, con un rimborso dal Belgio alla Germania pari a 5,2 milioni di euro.

    L’avvento della direttiva n.24/2011 ha permesso alla parte tedesca di scegliere il metodo del pagamento sul posto da parte del paziente, che avrebbe dovuto poi ottenere il rimborso presso la sua assicurazione nazionale. L’accordo IZOM è stato denunciato nel 2016, e ha cessato i suoi effetti il 30 giugno 2017.

    Un nuovo accordo, entrato in vigore il 1° luglio 2018 ha limitato a 14 il numero di Comuni belgi interessati nei cantoni germanofoni e a pochi altri nel Limburgo. I costi sono ora anticipati dal paziente, con un rimborso in Belgio pari al 75% per prestazioni fino a 200 euro, e per quelli superiori al valore fissato sul piano nazionale per quel tipo di servizio.

    Inoltre, è previsto un procedimento autorizzativo in linea con la direttiva del 2011[1]. Si è prodotta quindi una contrazione del flusso – finanziario e di prestazioni – tra le offerte sanitarie di Belgio e Germania.

    La riduzione della mobilità dei pazienti si è compiuta tuttavia in parallelo al miglioramento di altri settori della cooperazione, come quella, particolarmente avanzata, tra l’ospedale neerlandese di Maastricht e quello tedesco di Aquisgrana, che collaborano da anni, si scambiano personale medico e condividono per esempio apparecchiature di costo elevato[2].


    Note

    [1] Nouvelle réglementation pour la mobilité des patients dans les Cantons de l’Est, Kidoscope – Union Nationale des Mutualités Libres, Bruxelles,  2018

    [2] European Commission, Study on better cross-border Cooperation for high-cost Capital investments in health, 2016.   Un utile resoconto delle collaborazioni tra Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Germania è stato redatto da  Jacob Cloo e Peter Janssens, Soins de santé au-delà de la frontière. Les barrières et opportunités dans le Benelux, Bruxelles, Secrétariat Général du Benelux, 2019. Per il soccorso d’urgenza e la protezione civile, si veda Marian Ramakers, Tom Bindels e Jan Wellding, Grenzüberschreitende Hilfeleistung in der Euregio Maas-Rhein, Aachen 2007.


    Couverture du libre du CNR - Issirfa - Rome
    Couverture du libre du CNR – Issirfa – Rome

    Serie di sette articoli da un saggio di Enrico Martial nel volume “La cooperazione sanitaria transfrontaliera: sfide ed esperienze”, a cura di Raffaella Coletti e Gabriella Saputelli, Roma, Giuffré 2022, in una collana del ISSIRFA del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR)

    (segue domani)

    LEGGI LA SERIE DEI SETTE ARTICOLI : La cooperazione sanitaria transfrontaliera in Europa


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    Cooperazione sanitaria transfrontaliera (CNR) Featured
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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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