Michel Moriceau ci porta in giro per il Sud della Francia attraverso un libro di interviste a Fabrice Lardreau.
Fabrice Lardreau è la guida ideale per i suoi amici, che accompagna a turno nella scalata dei loro pendii intimi. Quest’anno, insieme al romanziere provenzale René Frégni, conduce il percorso da Marsiglia al paese blu di Giono, dove il ragazzo di un quartiere del nord ha finalmente assaporato “la rotondità dei giorni” dopo una grande fuga…
Bambino complessato e ribelle, soldato provocatore e disertore avventuroso, René Frégni ha scritto la sua leggenda sotto il segno dell’amore di una madre protettiva e della rivolta contro l’ingiustizia. Soffocò sotto il sole cocente della città e deperì nelle prigioni militari. Sognava di andare altrove per sfuggire alla miseria e abbracciare il mondo.
Dalla scuola per marinare la scuola all’Università dei Sentieri Neri, conosce le strade e le vie, si rifugia in Corsica e respira i profumi della macchia. È fuggito e ha attraversato l’Europa, sopportando le stagioni, il freddo e la neve, sfuggendo al peggio e contando solo sui suoi muscoli e sulla sua fiducia in se stesso. Viaggiatore senza bagagli, disertore instancabile e solitario, era pieno di immagini e sensazioni. Dopo la prigionia, il camminare è stata l’altra esperienza che ha alimentato i suoi romanzi, pieni di sensibilità esacerbata: fa trasparire da ogni parola le emozioni che hanno trasformato gli sconvolgimenti della sua vita in un’opera dedicata alla libertà. Conosce il prezzo della libertà, ed è ancora più consapevole del prezzo della “vera ricchezza”. Le passeggiate, la lettura e lo sforzo stimolano i suoi pensieri. A contatto con la natura, ha preso coscienza di ciò che è possibile fare per se stessi, seguendo Jean Genet nella sua scelta di non essere nulla per essere tutto. Essere ciò che si è, dare agli altri, capirli, accettarli, aiutarli, come René ha fatto come ausiliario in psichiatria e come animatore di laboratori di scrittura nelle carceri. La generosità prima di tutto.
Nonostante gli anni di ribellione, isolamento e relegazione, la carriera di René Frégni è stata segnata da punti di riferimento confortanti: l’amore incondizionato della madre e la scoperta, grazie al padre, dell’Alta Provenza, questa regione felice, dolce e profumata, con i suoi colori che modulano la loro luce a seconda del giorno e della stagione. Niente neve, ma colline eterne che invitano a leggere, scrivere e passare oltre.
A Manosque, nell’amicizia di un paesaggio riposante, nella familiarità dei grandi testi, Frégni si è allontanato da un mondo di violenza e di sangue senza dimenticare le sue origini, senza abbandonare i suoi fratelli in penitenza. Riscopre gli autori del suo itinerario letterario: McCullers raccolto su un treno, Harrisson in una camera da letto, Camus sul ciglio di una strada. Le letture di René Frégni gli toccano il cuore. L’Etranger au parler brutal suscita i suoi ricordi della città e del mare. Gli eroi fuorilegge di Dumas e Dostoevskij gli impongono un dovere di lealtà. Si affeziona alle vite semplici di McCullers, si commuove per il lirismo di Giono e per la sua arte narrativa “che lo riporta ai suoi giorni più giovani”.
Déserter, le interviste di René Frégni a Fabrice Lardreau, ci invita a leggere o rileggere, attraverso i suoi romanzi, le tappe di una vita intensa e ammaccata sublimate da uno stile preciso e colorato, con piccoli tocchi impressionisti che rafforzano la sincerità della testimonianza e l’umanità dei sentimenti.
DESERTER- RENE FREGNI- Interviste con Fabrice Lardreau -Collezione Versant Intime- EDIZIONI ARTHAUD – 2024
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