Alpi del sud e Provenza

Seconda protesta in Valle Roja per le migliaia di contravvenzioni sul versante francese

Panorama_Trucco Valle Roja

Il tema delle multe in Valle Roja minaccia di introdurre altre difficoltà nelle relazioni italo-francesi di frontiera

Sabato 23 dicembre, antivigilia di Natale, una sessantina di persone si sono ritrovate alla stazione ferroviaria di Breil per protestare contro la serie di multe che stanno progressivamente arrivando per violazione di velocità nel tratto italiano della valle Roja. Intorno alle 16, una ventina di auto hanno intrapreso lo stesso percorso, in una “operazione lumaca” a conferma della protesta in corso. È il secondo sabato di protesta. Un gruppo Facebook, con oltre 1700 iscritti, Les usagers de la route Tende-Vintimille, sur-verbalisés et en sursis, racconta cosa succede e raccoglie le informazioni sulle multe ricevute.

17 MILA VERBALI PER GLI AUTOVELOX: MOLTI AGLI AUTOMOBILISTI FRANCESI DELLA VALLE ROJA

Tra l’estate e settembre, gli autovelox attivi su tratto della strada statale italiana della Valle Roja avevano prodotto più di 17 mila verbali, come raccontava Il Secolo XIX. L’autovelox installato in località Trucco, i cui si sono contati a 171 mila passaggi, ha prodotto da solo 13 mila contravvenzioni, con una incidenza del 14,7%.

Gli automobilisti francesi hanno ricevuto le multe con un ritardo di anche sei mesi, provocando l’accumulo delle sanzioni. Per esempio, soltanto tra il 7 e l’8 dicembre, riportava Nice Matin, 700 verbali di infrazioni di luglio e agosto sono stati recapitati a Breil-sur-Roya e 500 altri a Tenda. Le sanzioni vanno da 77 a diverse centinaia di euro, come si legge nelle copie dei verbali postati sui social. Secondo France 3, alcune imprese che lavorano nell’edilizia e nella ricostruzione dopo la tempesta Alex hanno raggiunto i 10mila euro di contravvenzioni.

Il 6 dicembre, il sindaco di  Breil-sur-Roya, Sébastien Olharan, ha scritto una lettera al sindaco di Ventimiglia Flavio di Muro (Lega), chiedendo di rimuovere l’autovelox di Trucco e quelli di Porra (630 verbali a settembre) considerate le zone all’esterno di un centro abitato. Pochi giorni dopo, il sindaco di Muro ha risposto che gli autovelox sono di competenza ANAS, trattandosi di una strada statale, anche se le multe vengono emesse dal Comune, e che lui stesso ha chiesto di elevare il limite di velocità a 70 kmh. Alcuni ricorsi sono stati avviati con il supporto di un avvocato italiano, considerata la ripetizione dell’infrazione rispetto al ritardo di recapito del verbale all’automobilista e al diritto di ricorso.

COSA SIGNIFICA PER LA COOPERAZIONE ITALO-FRANCESE E PER IL TRATTATO DEL QUIRINALE

Sullo sfondo di questa vicenda di contravvenzione, rimangono le positive ambizioni del Trattato del Quirinale, che ha visto la prima riunione del Comitato frontaliero il 31 ottobre a Torino, alla presenza dei due ministri degli Affari esteri, Catherine Colonna e Antonio Tajani.

L’applicazione del Trattato sulle zone di prossimità italo-francesi si confronta con vari ritardi, incomprensioni e difficoltà: in questo caso tra una parte della popolazione della Valle Roja e  le autorità locali e centrali italiane.

Nel caso del tunnel di Tenda per i tempi di costruzione e riapertura, nel caso del Fréjus per la data – indicata a fine 2024 da parte francese – per la riapertura della ferrovia a seguito della frana del 27 agosto 2023 nella Maurienne, che ha interrotto il trasporto italo-francese di merci su rotaia su quell’asse.

In Valle Roja poi, le incomprensioni si ripetono, come si leggeva in un rapporto del 2020 dell’Università di Nizza sui permessi ai tempi della pandemia e per la durata dei semafori in occasioni di lavori sulla strada statale 20.

Anche i progetti locali ambiscono a risolvere i problemi ma partono quindi da situazioni di reale difficoltà: lo stesso progetto sullo scambio dei dati comunali finanziato da Interreg non dovrebbe per il momento riguardare il tema del traffico stradale. La cooperazione stabile intercomunale promossa dai sindaci francesi e italiani nella forma di un GECT ha appena iniziato a definire i propri contenuti. Si comprende ancora di più l’utilità del “senso di appartenenza transfrontaliera” che si prevede di promuovere con differenti iniziative.

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