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    Home » Articoli » Dermatite nodulare contagiosa bovina, focolai in Savoia e Alta Savoia
    Ambiente e territorio

    Dermatite nodulare contagiosa bovina, focolai in Savoia e Alta Savoia

    Enrico MartialEnrico Martial14 Luglio 2025
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    (c) CC BY SA 3_0 Pra Wikimedia commons
    (c) CC BY SA 3_0 Pra Wikimedia commons
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    Dal 29 giugno, la dermatite nodulare contagiosa bovina ha avuto una relativa diffusione e un immediato intervento di contenimento da parte delle autorità sanitarie, in Savoia e Alta Savoia. Con altre verifiche in corso nella zona di protezione, vi sono sette focolai confermati a Entrelacs in Savoia e quattro in Alta Savoia.

    Dal 10 luglio è in corso una mobilitazione a sostegno di un allevatore che si oppone all’abbattimento dei suoi capi, di cui due sono stati rilevati come infetti. Il primo caso recente della malattia era stato rilevato in Sardegna, il 21 giugno.

    La situazione nei Pays de Savoie

    Il primo caso di dermatite nodulare contagiosa bovina (DNC) in Francia è stato confermato il 29 giugno 2025 in un allevamento di Entrelacs, in Savoia. Il 3 luglio la prefetta Vanina Nicoli ha attivato il Centro operativo dipartimentale per coordinare le misure d’emergenza. Da allora sono stati confermati sette focolai nella sola Savoia, concentrati sempre a Entrelacs, dove sono presenti 24 aziende bovine. Dal 1 luglio al 10 luglio sono stati abbattuti 143 bovini per contenere la diffusione del virus.

    In Alta Savoia il 13 luglio sono stati individuati due nuovi focolai confermati a Massingy e Faverges, portando a quattro il totale dei focolai nel dipartimento.

    Secondo le norme condivise a livello europeo, una zona di restrizione interessa una fascia di 50 chilometri attorno ai focolai, con una zona di protezione di 20 chilometri, che per la Savoia interessa 50 comuni mentre la zona di zona di sorveglianza si estende a 150 comuni.

    Périmètre de suivi
    Il perimetro di 50 chilometri alla data del 3 luglio. 2025, come indicato nella comunicazione ai media della Prefettura della Savoia. In ragione dell’evoluzione degli allevamenti in cui è stata rilevata l’infezione, nei giorni successivi tale perimetro ha subito modifiche.

    Una protesta e la vaccinazione preventiva in Svizzera

    Il 10 luglio, nella località di Cessens a Entrelacs, un allevatore si è opposto all’abbattimento di 123 bovini della sua mandria, di cui due erano risultati malati. Ne è nata una mobilitazione nei giorni successivi e il 14 luglio si contavano circa 200 persone presenti nei pressi dell’allegamento a suo sostegno. Secondo le autorità, i vaccini dovrebbero arrivare nei Pays de Savoie al più tardi entro la fine di luglio.

    La zona di protezione istituita in Alta Savoia, per 50 chilometri, interessa anche parte del territorio svizzero, e in particolare il cantone di Ginevra. La Confederazione ha dato notizia che non sono registrati casi della malattia sul suo territorio e che verrà avviata una campagna preventiva di vaccinazioni dei bovini.

    Per l’Italia, i focolai in Sardegna e uno estinto in Lombardia

    In Italia, il primo focolaio di dermatite nodulare contagiosa è stato individuato il 21 giugno 2025 in un bovino della provincia di Nuoro, in Sardegna. La malattia ha successivamente colpito altre aziende sarde, pur con un rallentamento della diffusione. Secondo il Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario, sono stati confermati in totale 19 focolai: a Nuoro, a Sassari ma anche uno in Lombardia, nella provincia di Mantova.

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    Un estratto dal bollettino online BENV del 14 luglio del Centro di Referenza Nazionale Analisi del Rischio Epidemiologia a Teramo, in Molise

    Il focolaio lombardo è stato dichiarato estinto il 28 giugno, in ragione delle misure di abbattimento. In Sardegna, invece, il virus è attivo: 1.403 animali coinvolti, 104 bovini malati confermati e 382 già abbattuti per contenimento. L’isola è stata sottoposta a una analoga zona di protezione e sorveglianza di 50 chilometri, come nei Pays de Savoie, che comprende oltre 900.000 capi bovini. Una missione EUVET (EU Veterinary Emergency Team) della Commissione europea si è svolta a fine giugno in Sardegna. La sorveglianza e le verifiche sono in corso, ed è stato attivato un coordinamento di sorveglianza tra le Regioni italiane e il ministero della Salute.

    Il blocco delle movimentazioni dalla Sardegna verso il continente, già stabilito a livello regionale e nazionale, è stato confermato dalla Commissione europea con la decisione 2025/1318 del 27 giugno. Non sono state però rilevate spedizioni di capi di bestiame in altri Stati membri.

    Un piano di vaccinazione obbligatoria nei comuni interessati dovrebbe partire entro la terza settimana di luglio. Entro fine mese è previsto anche un decreto di riparto del Fondo emergenze zootecniche per finanziare gli indennizzi agli allevatori in Italia.

    Cos’è la dermatite nodulare contagiosa bovina

    La dermatite nodulare contagiosa bovina (Lumpy Skin Disease, LSD) è una malattia virale trasmessa da insetti ematofagi come mosche, zanzare e zecche. Colpisce esclusivamente bovini, zebu e bufali, provocando febbre, noduli cutanei e, nei casi più gravi, la morte, soprattutto negli animali mai esposti al virus.

    Classificata come malattia di categoria A nell’Unione europea, richiede interventi immediati di eradicazione, inclusi l’abbattimento degli animali infetti e la vaccinazione preventiva. La DNC non è trasmissibile all’uomo, ma comporta danni economici significativi per gli allevatori.

    Diffusa storicamente in Africa, la malattia è arrivata in Europa sud-orientale nel 2012, toccando Grecia e Bulgaria. Con una campagna vaccinale che ha interessato 1,8 milioni di capi bovini, sostenuta dall’EFSA (l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare) e dalla Commissione europea, la circolazione virale si è arrestata nell’area balcanica. Durante la campagna, l’effetto di contenimento è stato relativamente rapido: tra il 2016 e il 2017, i capi interessati erano scesi da 7483 a 385. Secondo l’EFSA, dal 2019 non sono stati registrati nuovi casi nell’Europa sud-orientale.

    LEGGI ANCHE: “PRoSCoR”, Francia e Svizzera unite per la sostenibilità dell’allevamento

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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