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Home » Articoli » La seconda canna del traforo del Fréjus aprirà prima di giugno 2024
Alpi del nord e Rodano

La seconda canna del traforo del Fréjus aprirà prima di giugno 2024

Enrico MartialEnrico Martial5 Gennaio 2024
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Traforo del Fréjus, il 5 dicembre 2023 - Enrico Martial / Nos Alpes
Traforo del Fréjus, il 5 dicembre 2023 - Enrico Martial / Nos Alpes

La seconda canna del traforo stradale del Fréjus aprirà entro giugno 2024: l’ha confermato la società francese concessionaria SFTRF il 3 gennaio 2024. Alla data del 4 gennaio, tuttavia, non vi è stata ancora conferma nella comunicazione sul versante italiano.

Cosa si farà per aprire entro giugno 2024

La società SFTRF informa inoltre che il traforo sarà chiuso alla circolazione per 56 ore, dalle 22 di venerdì 26 gennaio alle 6 di lunedì 29 gennaio 2024. Saranno realizzati test di funzionamento sugli impianti e sui sistemi di gestione dell’insieme delle due canne del traforo, che avranno quindi una gestione unica. La società italiana SITAF, il 29 dicembre aveva per il momento comunicato per quei giorni la sola chiusura alternata al traffico nelle ore notturne.

I testi di fine gennaio consentiranno di individuare gli aggiustamenti e le modifiche necessarie agli impianti. Una nuova chiusura completa al traffico è già prevista per migrare i controlli dell’attuale canna in servizio al nuovo sistema di gestione per l’insieme delle due canne. Seguirà ancora un mese e mezzo di funzionamento in rodaggio per la seconda canna.

Niente aumento di traffico, un senso di marcia per ognuno

Le due canne saranno utilizzate ognuna per un senso di marcia. La società francese del tunnel conferma che le capacità di traffico non aumenteranno, appunto perché non cambierà la densità dei veicoli in ognuna delle canne, mentre si rafforzerà la sicurezza, in particolare in caso di incendio.  

La società francese SFTRF conferma decisioni già note dall’autunno. Anche il ministro italiano degli Affari esteri, Antonio Tajani, aveva informato il 6 settembre scorso che non vi sarà aumento di traffico e che la seconda canna al Fréjus sarà pienamente operativa nel primo semestre 2024. Tajani interveniva alla Camera dei deputati per una interrogazione a risposta immediata, nel periodo compreso tra la frana di Saint-André in Maurienne del 27 agosto e la imminente chiusura del Monte Bianco per lavori e per varie settimane.

Parecchi anni di lavori al traforo del Fréjus

L’apertura della seconda canna era stata annunciata per il 2021, ma è stata rinviata alla fine del 2022 e poi al primo trimestre del 2023, complici la pandemia e poi l’aumento dei costi derivanti dalla guerra e dalla ripresa delle attività. L’inizio dello scavo è avvenuto oltre 13 anni fa sul versante francese, nel luglio del 2011, mentre il progetto risale al 2009 e la caduta del diaframma al 17 novembre 2014. Il costo dovrebbe essere inferiore ai 700 milioni di euro, relativi alla galleria di sicurezza originariamente progettata. Infatti, anche nell’uso ordinario attuale, conserverà un diametro di otto metri, più ridotto della canna attualmente in esercizio.

Chi gestisce il traforo del Fréjus

La società francese SFTRF è controllata al 99,9% dallo Stato, sotto forma di una struttura amministrativa, la FDPITMA (Fonds pour le Développement d’une Politique Intermodale des Transports dans le Massif Alpin), che controlla anche ATMB (Autoroutes et Tunnel du Mont Blanc s.a.), la società di gestione del versante francese.

Sul versante italiano del traforo del Fréjus, il controllo della società di gestione SITAF è passato a fine luglio 2020 alla ASTM del gruppo Gavio, che ha aveva acquisito le quote di poco inferiori al 20% della città di Torino e della Città metropolitana, poste in vendita dall’amministrazione di Chiara Appendino, del Movimento 5 Stelle.

La società, quotata a Milano e presente in diversi Paesi, svolge un ruolo decisivo nell’ambito della mobilità italo-francese. Infatti, gestisce altre tratte che assicurano l’accesso ai collegamenti transfrontalieri, tra cui la Torino-Bardonecchia, l’autostrada dei Fiori (Torino-Savona-Ventimiglia), la Torino-Aosta compresa la bretella di Santhià, con la SAV e la ATIVA. ASTM possiede anche una partecipazione di minoranza nel traforo del Gran San Bernardo.

A differenza del tunnel ferroviario di base Torino-Lione, la realizzazione della seconda canna del traforo stradale del Fréjus non ha generato proteste di particolare intensità, limitata qualche caso sporadico, per esempio nel 2012 e nel 2013, con una sostanziale assenza di dibattito al riguardo.

Sullo sfondo, la mobilità tra Italia e Francia

Va inoltre ricordato che anche al traforo stradale del Monte Bianco si discute di una seconda canna, senza tuttavia che si registrino progressi tra le posizioni italiana e francese, a loro volta articolate con diversi argomenti e soggetti in sostegno e in opposizione.

Sullo sfondo si legge la questione generale della mobilità transfrontaliera di merci e di persone ferroviaria e stradale tra Italia e Francia, con diversi capitoli aperti, dai lavori per il tunnel di Tenda alla strada binazionale in Valle Roja, dalla ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, all’interruzione del traffico ferroviario nella Maurienne per la frana del 27 agosto 2023, alle chiusure stagionali e pluriennali per lavori previste per il traforo del Monte Bianco.

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Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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