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    Home » Articoli » La Notte di Chalande (e di Tsalende)
    Racconti

    La Notte di Chalande (e di Tsalende)

    Redazione / RédactionRedazione / Rédaction25 Dicembre 2024
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    Chalande la nuit, dans un village dans les Alpes (c) Nos Alpes
    Chalande la nuit, dans un village dans les Alpes (c) Nos Alpes
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    Era la vigilia di Natale e un silenzio ovattato avvolgeva il piccolo villaggio alpino di Saint-Léonard, ai piedi delle montagne innevate della Svizzera romanda. I bambini, avvolti in coperte di lana, fissavano il camino acceso, ascoltando le storie che il vecchio Armand raccontava ogni anno. Tra tutte, la notte più attesa era sempre quella di Chalande, l’antico portatore di doni.

    “Chalande è un vecchio saggio” iniziò Armand, accarezzandosi la lunga barba bianca. “Cammina tra le montagne con il suo cappello a punta e la barba fatta di paglia. Non porta sacchi pieni di giocattoli, ma nocciole – le nostre anailles – e dolci fatti in casa. E sapete una cosa? Se siete fortunati, potreste ancora incontrarlo, proprio questa notte.”

    Gli occhi dei bambini si spalancarono. Louise, la più giovane, non riuscì a trattenere una domanda: “Ma nonno, come possiamo riconoscerlo?”

    “Ah, mia piccola Louise,” rispose Armand con un sorriso sornione “Lo riconoscerete dal suo odore di fuoco di legna e dal tintinnio delle sue tasche piene di anailles.”

    Quella notte, Louise non riusciva a dormire. Decise di scendere le scale di casa, avvolta nel suo mantello di lana, e si avventurò fuori. La neve scricchiolava sotto i suoi stivaletti, e l’aria era pungente. Il villaggio sembrava addormentato, ma un bagliore lontano attirò la sua attenzione.

    Louise seguì la luce

    Curiosa, Louise seguì la luce fino a un piccolo sentiero. Lì, seduto accanto a un tronco acceso, c’era un uomo anziano. Portava un cappello a punta e una barba che scintillava come fili d’oro alla luce del fuoco. Aveva in grembo un sacco di tela, da cui estraeva nocciole che lanciava nel fuoco, osservando le scintille danzare nel cielo notturno.

    “Chalande?” chiese Louise con un filo di voce.

    L’uomo si voltò, sorridendo. “Piccola Louise” disse con una voce profonda e gentile. “Come mai fuori a quest’ora?”

    Louise si avvicinò, il cuore che batteva forte. “Volevo vederti. Sei davvero Chalande?”

    L’anziano annuì e le porse una manciata di nocciole. “Le anailles non sono solo doni, bambina. Sono simboli di abbondanza e prosperità. Portale a casa tua, mettile nel fuoco e pensa a qualcosa di buono che vuoi per il prossimo anno.”

    Louise passò qualche momento con Chalande, ascoltando le sue parole sagge e condividendo in piena notte una risola che l’anziano aveva tirato fuori dal suo sacco. Poi, prima che lei potesse dire altro, Chalande si alzò. “È tempo che io vada. Ma ricorda, Louise: il Natale non è solo ricevere, ma anche condividere e proteggere ciò che abbiamo di prezioso.”

    In un battito di ciglia

    In un battito di ciglia, l’anziano svanì nella neve, lasciando solo il calore residuo del tronco e il profumo di legna bruciata.

    Quando Louise tornò a casa, raccontò tutto ai suoi genitori. Inizialmente increduli, notarono che nella tasca del suo mantello c’era davvero una manciata di nocciole, ancora calde. Le misero nel fuoco, e mentre le guardavano scoppiettare, sentirono un senso di pace e speranza per l’anno a venire.

    Quella notte, Chalande aveva visitato non solo Louise, ma l’intero villaggio, portando con sé il messaggio che Natale è fatto di gesti semplici, ma profondi. E così, ogni anno, Louise e gli abitanti di Saint-Léonard continuano a celebrare il Natale bruciando anailles nel fuoco, perpetuando la leggenda di Chalande, il vecchio protettore delle Alpi.

    Lhistoire Du Père Chalande Ballad Et Vous

    Cosa sappiamo di Chalande (e di Tsalende)

    Il testo di questo racconto è stato scritto dall’AI (con alcune correzioni), ma Chalande fa effettivamente parte delle leggendarie Alpi.

    Il nome Chalande deriva dal termine latino calendae, che nell’antica Roma indicava il primo giorno del mese. La radice etimologica riflette il passaggio dalle feste pagane al Natale cristiano, mantenendo l’usanza di donare regali ai bambini in concomitanza con la fine dell’anno. Chalande è citato nel glossario genevois di Gaudy Le Fort del 1827, dove è descritto come una personificazione del Natale tra i contadini della regione. Si ritrova anche nel dizionario savoiardo di Constantin e Desormaux (1902). In Valle d’Aosta, in patois francoprovenzale, “Tsalende” è la parola che significa Natale.

    Chalande est venu,

    Son chapeau pointu,

    Sa barbe de paille,

    Cassons les anailles,

    Mangeons du pain blanc,

    Jusqu’à Nouvel An.

    LEGGI TUTTA LA SERIE

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