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    Home » Articoli » Agli archivi del Dipartimento dell’Alta Savoia una mostra per domandarsi “Dove vivremo domani?”
    Cultura

    Agli archivi del Dipartimento dell’Alta Savoia una mostra per domandarsi “Dove vivremo domani?”

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino1 Gennaio 2025
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    Maison Chanénac, una delle opere della mostra degli Archivi del Dipartimento dell’Alta Savoia; Maison Chanénac, une des œuvres de l’exposition des archives départementales d’Haute-Savoie (c) CC BY-SA 4.0, Jean-Louis Chanéac, Wikimedia Commons
    Maison Chanénac, una delle opere della mostra degli Archivi del Dipartimento dell’Alta Savoia; Maison Chanénac, une des œuvres de l’exposition des archives départementales d’Haute-Savoie (c) CC BY-SA 4.0, Jean-Louis Chanéac, Wikimedia Commons
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    Tra martedì 7 gennaio e lunedì 31 marzo, gli archivi del Dipartimento dell’Alta Savoia ospiteranno la mostra “Conquêtes spatiales. Où vivrons-nous demain ?” (“Conquiste spaziali. Dove vivremo domani?”). Ideata dal Conseil d’Architecture, d’Urbanisme et de l’Environnement (CAUE, Consiglio di Architettura, Urbanismo e Ambiente), essa è dedicata ai tre architetti visionari Jean-Louis Chanéac, Pascal Häusermann e Claude Costy.

    La mostra agli archivi del Dipartimento dell’Alta Savoia

    “Conquiste spaziali. Dove vivremo domani?” presenta sette progetti emblematici di Chanéac, Häusermann e Costy, confrontandoli poi con il lavoro di altri architetti contemporanei. È proprio tale analisi del rapporto tra architettura, territorio e futuro,  che i tre protagonisti propongono soluzioni architettoniche modulari e reversibili che si adattano all’ambiente e alle esigenze umane. 

    Alcuni dei progetti esposti hanno quasi un sapore futuristico, con linee morbide e colori armonizzati alla natura circostante, forme peculiari e caratteristiche dall’indole quasi fantascientifica. Questo perché l’immaginazione dei tre esperti si trova largamente influenzata da aspettative verso l’avvenire e leggende tecnologicamente basata che vedono nell’anno 2000 un riferimento simbolico.

    Il legame con il fondo archivistico di Jean-Louis Chanéac

    La mostra degli archivi del Dipartimento dell’Alta Savoia include peraltro alcuni documenti inediti provenienti dal fondo archivistico di Jean-Louis Chanéac. Acquisito nel 2012, questo documenta la carriera dell’architetto attraverso schizzi, piani, fotografie e note di lavoro ma anche progetti organizzati geograficamente per facilitarne la consultazione.

    “Conquiste spaziali. Dove vivremo domani?” ha avuto una prima tranche di apertura tra martedì 19 novembre e venerdì 20 dicembre scorsi. Ora essa è visitabile negli orari di apertura degli archivi del Dipartimento dell’Alta Savoia, dal martedì al venerdì con orario mattutino dalle 9 alle 12:30 e orario pomeridiano dalle 13:30 alle 16:30.

    Chanéac, Häusermann e Costy

    Jean-Louis Chanéac, Pascal Häusermann e Claude Costy sono state mentalità innovative, note per le loro creazioni nell’ambito dell’architettura organica e delle cosiddette “case bolla”. L’interesse maggiore del loro lavoro risiede nell’aver contribuito all’evoluzione del comparto, proponendo soluzioni abitative fatte di forme e materiali non convenzionali.

    Jean-Louis Chanéac nasce ad Avignone (Vaucluse) nel 1931, per poi trasferirsi a Chambéry nel 1948 e completare i suoi studi a Grenoble nel 1951 divenendo una figura di spicco nell’architettura prospettica. Tra le sue opere principali è possibile annoverare l’Hôtel Le Cervolan a Voglans (Savoia), il Forum di Saint-Jean-de-Maurienne e il piano di sviluppo di Chambéry-Technolac. 

    Pascal Häusermann è per contro un architetto originario di Bienne (Canton Berna), la cui prima creazione di rottura con l’architettura funzionalista tradizionale è la casa del padre sita a Grilly (Ain). Tra i suoi progetti più conosciuti vi è il Museumotel, un complesso dalla peculiare forma a conchiglia ubicato nel dipartimento de Vosges e classificato monumento storico sin dal 2014.

    Alfine Claude Costy, nata nel 1931, è una architetta franco-svizzera, una delle poche donne laureatasi all’École d’architecture et d’urbanisme di Ginevra nonché assidua collaboratrice dello stesso Häusermann. Tra le sue realizzazioni più significative vi sono la scuola materna di Douvaine e la Maison Unal nell’Ardèche, costruita tra il 1973 e il 2008 e a oggi anche essa riconosciuta come monumento storico.

    LEGGI ANCHE: L’arte transalpina delle statuine del presepe in mostra a Lione

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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