Il 4 febbraio 2026 alle ore 20, nella sala consigliare del municipio di Saint-Nicolas, in Valle d’Aosta, si terrà una conferenza sul comportamento linguistico, con particolare riferimento al francoprovenzale, degli abitanti della località, i Sen-Nicolaèn.
Anja Mitschke, ricercatrice e docente universitaria in linguistica, presenterà i risultati ottenuti da un sondaggio linguistico svolto nell’ottobre 2023. I risultati documentano le scelte linguistiche degli intervistati in diversi contesti che variano innanzitutto fra l’italiano e il francoprovenzale, ma includono inoltre altre lingue come per esempio l’arabo, il moldavo e il sardo.
Il contesto della raccolta dei dati nell’ottobre 2023
Nell’ambito di un seminario universitario rivolto in particolare a studenti in fase conclusiva della laurea triennale in lingue romanze, una buona decina di partecipanti è venuta soprattutto dalla Germania, ma anche dalla Svizzera, dalla Francia, dall’Italia e dalla Bielorussia per approfondire la situazione linguistica valdostana.
La ricerca sul campo è stata ideata e organizzata da Anja Mitschke dell’Istituto delle lingue romanze della Humboldt-Universität zu Berlin, che ha sostenuto parte dei costi del progetto, come l’alloggiamento degli studenti a Saint-Nicolas. Il coinvolgimento dei Sen-Nicolaèn al sondaggio è stato appoggiato dal Centre d’études francoprovencales René Willien.
Anja Mitschke, nata a Berlino e che tra l’altro si esprime in francoprovenzale, ha già svolto diverse ricerche e studi sul campo, anche in riferimento a contesti di plurilinguismo.

Un campione con il 40% dei Sen-Nicolaèn
130 dei 327 residenti registrati al 1° gennaio 2023 hanno compilato il questionario online o si sono sottoposti a un’intervista: si tratta di una partecipazione importante in termini assoluti. Il campione rispecchia una gamma larga della popolazione di Saint-Nicolas. Uomini e donne nonché ragazzi e bambini nati fra il 1923 e il 2020 hanno risposto alle numerose domande che sono state selezionate in modo tale da poter anche fare confronti con studi precedenti.
La maggioranza netta del campione ha valutato le sue competenze in francoprovenzale come “bene” o “abbastanza bene”.
Il patois continua ad essere un mezzo di comunicazione significativo
In contesto familiare, il francoprovenzale viene parlato attraverso tutte le generazioni anche se c’è la tendenza che sia adoperato di più con le persone della generazione precedente che con quelle della generazione successiva. Le scelte linguistiche adottate dalle madri risultano soprattutto decisive per lo sviluppo della la situazione linguistica in famiglia.
Nella comunicazione tra abitanti di Saint-Nicolas, la situazione si presenta complessivamente tripartita tra il patois, l’italiano e l’uso di entrambe le lingue. Al di fuori del contesto comunale, l’italiano aumenta di frequenza, fra l’altro perché i patoisants rinunciano alla loro lingua nei confronti di chi forse non la parla perché vogliono mettere gli interlocutori al loro agio.
L’interesse internazionale per il francoprovenzale
Oltre alle relazioni e “tesine” scritte in seguito al seminario, la ricerca ha suscitato interesse nel mondo scientifico visto che si tratta di un’attualizzazione dei dati linguistici disponibili relativi alla Valle d’Aosta, anche se solo con riferimento a un Comune.
Da ciò sono già scaturite tre relazioni in occasione di convegni linguistici oltreché due pubblicazioni scientifiche. Nel proseguimento delle ricerche si prevede di correlare in modo più ampio i dati fra di loro allo scopo di individuare in modo più dettagliato i diversi tipi di parlanti plurilingui.
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