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    Home » Articoli » Non tagliate i Cedri di Cuneo, la sindaca Manassero e il Comune in difficoltà
    Economia e politica

    Non tagliate i Cedri di Cuneo, la sindaca Manassero e il Comune in difficoltà

    Enrico MartialEnrico Martial24 Febbraio 2026
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    Uno dei dieci cedri di Piazza europa a Cuneo, e un incontro nell'estate 2025, in loro difesa (c) fonte Comitato Tutela Piazza Europa- Cuneo
    Uno dei dieci cedri di Piazza europa a Cuneo, e un incontro nell'estate 2025, in loro difesa (c) fonte Comitato Tutela Piazza Europa- Cuneo

    E’ una bella storia, molto rappresentativa, quella dei Cedri di Cuneo. Sono degli alberi alti, molto decorativi, che riempiono una piazza e una via molto trafficati della città. Sono un elemento del paesaggio, con il loro verde e il loro lento movimento rispetto alle facciate squadrate dei palazzi recenti.

    Devono essere tagliati. Un progetto ne prevede la sostItuzione nel quadro di un intervento di riqualificazione urbana, finanziato dal piano nazionale per le periferie. C’era stata anche uan consultazione, con oltre 1100 partecipanti, e azioni di comunicazione, un sito web.

    I dieci cedri, giganteschi, saranno rimpiazzati da 48 alberi, e già si sa che non avranno la stessa grande e rassicurante presenza, lo si vede dal rendering. Da un po’ di tempo ci sono comitati di protesta, incontri, pagine e commenti sui social.

    Però, un po’ all’improvviso, la protesta si è rafforzata sabato scorso 21 febbraio, e domenica molta gente si è ritrovata nella piazza e sotto gli alberi. Si capiva che gli alberi sarebbero stati tagliati, malgrado gli appelli politici e i ricorsi amministrativi. Un presidio è diventato permanente a partire dalla sera: sono stati lì durante la notte a proteggere gli alberi.

    Lunedì 23 febbraio è stata la giornata della politica. In poche ore sono usciti diversi comunicati e prese di posizione dal Comune di Cuneo e dalla sindaca Patrizia Manassero. La sequenza ha occupato l’intera giornata, e alla fine si è deciso di aspettare un nuovo giudizio amministrativo, che avverrà il 5 marzo, prima di tagliare. Sono solo dieci giorni di attesa.

    In un solo fine settimana, e dopo tanti sforzi e procedure, questi cedri così maestosi hanno rischiato di allontanare la gente, per incomprensione reciproca, dalla guida politica del Comune di Cuneo.

    Come fare a non capirsi

    Il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte (TAR), dopo una prima sospensione, aveva dato ragione al Comune, dicendo che le contestazioni al taglio dei cedri dovevano arrivare prima, cioè sul progetto di fattibilità tecnico-economica approvato nell’agosto 2024. Era così partito un nuovo ricorso su questa decisione del TAR, al livello superiore, cioè al Consiglio di Stato.

    Però, era successo che sabato 21 febbraio il Consiglio di Stato aveva respinto la richiesta di sospensiva d’urgenza, che avrebbe imposto di non tagliare gli alberi in attesa della sua decisione, attesa per il 5 marzo 2026. Lo stesso Consiglio di Stato aveva affermato che non vi erano ragioni per anticipare la tutela degli alberi prima della trattazione del ricorso. Cosa si è capito? Che si potevano tagliare gli alberi, e che dopo si sarebbe potuto decidere che non si dovevano tagliare.

    Così, sin da sabato la gente si era radunata nella piazza, e senza particolare colore politico. Domenica vi erano state anche 200 persone, a chiedere di salvare i cedri. Si erano anche raccolte 9000 firme, in poco tempo.

    All’alba di lunedì 23 febbraio sono arrivati in piazza Europa i mezzi dell’impresa aggiudicataria dell’appalto. Nella notte una ventina di persone aveva mantenuto un presidio permanente contro l’avvio del cantiere. In mattinata decine di cittadini e consiglieri di opposizione hanno raggiunto la piazza, mentre polizia locale, polizia di Stato, guardia di finanza e carabinieri hanno iniziato a a presidiare l’area.

    Nella stessa mattina, si è capito che la gente non mollava, e che nasceva un problema di ordine pubblico, e che era inutile insistere con il taglio immediato. Così, il cantiere è stato sospeso per motivi di sicurezza e intorno a mezzogiorno i camion dell’impresa hanno lasciato la zona.

    Il peso della politica, e l’importanza degli alberi

    Tuttavia, vi è un peso anche della politica. Sempre lunedì, i gruppi consiliari di minoranza hanno chiesto alla sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, di sospendere il Consiglio comunale che era previsto per le ore 17, e di non procedere con l’abbattimento dei cedri fino alla pronuncia del Consiglio di Stato. In piazza dei cedri sono così intervenuti, tra gli altri, Giancarlo Boselli, Mavi Civallero e Luciana Toselli, parlando di decisioni forzate e di mancato confronto pubblico.

    L’associazione “Di Piazza in Piazza” ha persino inviato un appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo un intervento a tutela degli alberi. Nel frattempo attivisti hanno esposto cartelli con la scritta “Suona il clacson se vuoi salvare i cedri”, e la gente suonava il clacson passando.

    Per un po’, la sindaca ha tentato di resistere. Ha ricordato la sua responsabilità e dell’amministrazione nel procedere secondo le norme sui lavori pubblici. Ha parlato anche dell’aspetto concreto, dicendo che per riqualificare la zona il taglio era indispensabile.

    Poi, nel tardo pomeriggio, avrà pensato che dieci giorni non sono poi molti. Avrà sentito l’impresa, la maggioranza e l’opposizione. Avrà anche pensato che la partecipazione, la comunicazione, il dibattito di mesi interi non hanno funzionato.

    Alla fine ha comunicato che si sarebbe aspettato fino al 5 marzo, fino alla sentenza del Consiglio di Stato, prima di abbattere i cedri.

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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