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    Home » Articoli » Prato Nevoso, troppi turisti da gestire senza politiche di sviluppo
    Ambiente e territorio

    Prato Nevoso, troppi turisti da gestire senza politiche di sviluppo

    Enrico MartialEnrico Martial5 Gennaio 2026
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    Prato nevoso (c) cc by sa 4 0 mizardellorsa wikimedia commons
    Prato Nevoso (c) CC BY SA 4_0 Mizardellorsa Wikimedia Commons

    Ci sono molti turisti nella stazione di Prato Nevoso, in Provincia di Cuneo. Tuttavia, in assenza di pianificazione e visione, il comune di Frabosa Sottana – e con lui la Provincia di Cuneo e la Regione Piemonte – si trovano in difficoltà, ed è il meno che si possa dire.

    La località ha visto negli ultimi anni ha visto aumentare le presenze, fino a trentamila persone nei periodi di massima affluenza. Quest’anno poi, con le nevicate abbondanti per il periodo delle festività, era una meta ancora più attrattiva.

    Il Comune di Frabosa Sottana, che ospita la stazione invernale, non era per nulla pronto, e con lui le altre organizzazioni territoriali, Provincia e Regione. Le politiche pubbliche locali sono rimaste ancorate a una logica amministrativa calibrata sulla sola popolazione residente: poco più di 1600 residenti, di cui, secondo la società degli impianti di risalita, solo 180 sarebbero permanenti.

    La conseguenza sono state lunghe code di auto, servizi che mancano e una gestione del turismo con i meccanismi dell’emergenza, bloccando e in parte regolando gli accessi alla stazione invernale.

    Vi sono stati richiami all’overturism, ma è in realtà si è trattato di mancanza di capacità di sviluppo e di adattamento alla crescita economica. Il fenomeno infatti è noto da tempo: anche negli anni scorsi si sono dovuti limitare gli accessi per mancanza di parcheggi e per la limitatezza dei servizi.

    Assenti le politiche e la programmazione, la società degli impianti ha scritto una lettera al Comune

    Una lettera aperta del 3 gennaio 2025 del gestore degli impianti di risalita, La Prato Nevoso spa, ha mostrato con evidenza che la stazione in sé può accogliere i turisti, e che il punto di strozzatura sta nella strada, nella capacità dei servizi – dall’acqua alla gestione dei rifiuti – gestiti dalla ACEM – nella disponibilità di mezzi anche per la sicurezza.

    Vi sono due aspetti da tenere presente nella lettera.

    Il primo è che sia stato necessario ricorrere a questo mezzo per sollecitare l’attuazione di politiche pubbliche, a sottolineare un generale problema di collaborazione e di governance.

    Il secondo è l’elenco dei temi. La lettera sottolinea per esempio sui flussi di mobilità, che con “un adeguato coordinamento e la presenza strutturata di personale, le situazioni di maggiore affluenza possano essere gestite efficacemente“.

    Sui parcheggi (che in altre stazioni sono sotterranei e portano risorse), mette in evidenza che non c’è stata pianificazione: sono “oggi insufficienti, mal distribuiti e privi di una visione complessiva“. Poi continua sulla “raccolta dei rifiuti e il decoro urbano. Una località turistica non può permettersi strade sporche, cumuli di rifiuti, cassonetti inadeguati e gestione inefficiente del servizio nei periodi di massimo afflusso“. Richiama i problemi dell’acqua: “le reti idriche e i sottoservizi mostrano tutti i loro limiti proprio nei momenti di maggiore utilizzo” e evoca la questione della sicurezza, indicando la necessità di una “stazione dei Carabinieri, assistenza medica costante, presidi di emergenza e servizi adeguati“.

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    E qualche domanda sulle risorse da investire

    Sono competenze pubbliche, anzitutto del Comune, che partecipa a una serie di altre istanze, come le organizzazioni intercomunali e la stessa Provincia, e che può sollecitare a sua volta anche altri livelli, regionale o statale.

    La lettera offre anche delle indicazioni sulle risorse: cita la questione dell’IMU, l’imposta municipale propria, che malgrado il suo nome finisce in gran parte nelle casse dello Stato centrale, proponendone una negoziazione per favorire gli investimenti.

    Non evoca invece il ruolo diretto di Regione Piemonte (che ha un piano di investimenti – il Piano Neve – per le stazioni invernali approvato a novembre 2025) e la Provincia di Cuneo (che ha in carico la strada provinciale, dove si genera la strozzatura e le code).

    Rispondere alla domanda turistica con gli strumenti d’emergenza

    Nei giorni tra Natale e Capodanno 2025 Prato Nevoso ha registrato un afflusso turistico relativamente normale, con traffico intenso, ma con i parcheggi (appunto pochi e sparsi) saturi e lunghe code sia per raggiungere la stazione sciistica sia per accedere agli impianti di risalita.

    In particolare, il 27 e 28 dicembre la situazione di disagio è stata più marcata. In vista dei giorni di fine anno, martedì 30 dicembre, il Prefetto di Cuneo, i gestori delle due stazioni sciistiche di Artesina e di Prato Nevoso (che utilizzano la stessa strada provinciale), e gli enti locali – Comuni e Provincia – si sono incontrati per la gestione dell’emergenza, cioè con la regolazione del traffico, in senso limitativo.

    La regolamentazione si è applicata poi anche nel fine settimana di sabato 3 e domenica 4 gennaio. Il meccanismo è fondato su un principio di saturazione. Si sono fatte passare le auto in transito in salita solo in corrispondenza di analoga quantità di auto in discesa. Una navetta della MOEVES, una ditta di mobilità di Varese, in Lombardia, ha poi offerto qualche limitato sollievo per gli accessi.

    In ogni caso, siamo ben lontani dalle politiche su tutte le Alpi di spostamento della mobilità turistica verso le stazioni sul trasporto pubblico o sulla mobilità condivisa (car pooling, autostop organizzato, ascensori di valle). Qui siamo ancora al problema dell’accesso.

    Anche negli anni scorsi, non è un problema nuovo

    D’altra parte, il fenomeno delle code delle auto non è nuovo: l’anno scorso, per esempio, sabato 27 dicembre 2024, su decisione della Provincia di Cuneo e del Comune di Frabosa Sottana, la stessa strada provinciale era stata chiusa per eccesso di traffico verso Prato Nevoso e Artesina. Poi, si ammetteva la possibilità di salire soltanto in corrispondenza di analogo flusso di veicoli in discesa.

    Per la festa di San Silvestro e Capodanno, nel 2023 e nel 2024, la strada di accesso alla località era stata chiusa per la stessa ragione di saturazione dalle ore 14 del 31 dicembre, con riapertura stimata alle prime ore del 1° gennaio.

    Vi sono poi le questioni dei servizi. Sui social diversi messaggi lamentavano problemi per l’acqua. Inoltre, alcuni giornali locali riportavano immagini di accumuli di rifiuti non gestiti, proprio durante le festività, come per esempio l’Unione Monregalese, che citiamo volentieri.

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    Quali risorse, nelle competenze tecniche e in denaro

    Sullo sfondo, vi sono poi gli annunci sugli investimenti regionali sulle stazioni sciistiche, e il ruolo della Provincia di Cuneo, oltre che quello dei centri studi, degli organismi di programmazione, delle organizzazioni economiche e tecniche.

    Nell’importante (ma appunto “lunare”) studio del Politecnico di Torino, Mezzaluna Alpina. Dinamiche e prospettive dei territori metromontani della Provincia di Cuneo, (di cui ha scritto anche Nos Alpes) non c’è traccia né delle stazioni invernali né delle loro criticità, neanche nei capitoli sul turismo, né sul trasporto pubblico e sull’accessibilità. Meno ancora si parla di Prato Nevoso, sebbene il comune di Frabosa Sottana figuri nell’inquadramento statistico.

    mezzaluna alpina cuneo

    Infine, anche nel dibattito pubblico e politico – come in quello tecnico-universitario – di queste situazioni critiche, non vi è traccia significativa.

    Quali soldi ci sono in ballo per rimediare all’emergenza?

    La Regione Piemonte ha assegnato, il 17 novembre scorso, su un bando Piano Neve di cinque anni (2025-2030) 47 milioni di euro al sistema piemontese del turismo invernale dello sci, e finanzia Frabosa Sottana – Prato Nevoso un progetto di 13,4 milioni di euro, di cui però non vi è dettaglio.

    La società Prato Nevoso spa ha un fatturato nel 2024 di 5,3 milioni : per paragone, Montgenèvre, nelle Hautes Alpes, ha un fatturato di 20 milioni, Sainte-Foy-Tarentaise, in Savoia, di 4,5 milioni: ci sono dunque termini di paragone.

    Ebbene, la Prato Nevoso spa ha annunciato un investimento di 60 milioni di euro nel biennio tra il 2026 e il 2028 (oltre 10 volte il suo fatturato, oltre 5 volte all’anno) con il rifacimento di una seggiovia, lo sviluppo del turismo estivo – con una serie di spazi e strutture per le famiglie e le attività dei bambini – e con una pista di bob estivo. Non vi è notizia di investimenti per parcheggi a pagamento: il tema è delegato al Comune.

    Inoltre, alcuni investimenti sugli impianti sono già in corso: il 19 dicembre è stata inaugurata una nuova seggiovia a sei posti della Turr.

    Investimenti sulle strade e sui parcheggi?

    Per quanto riguarda gli investimenti sulle strade, non vi è traccia evidente di una programmazione sugli accessi, né sui parcheggi, e la lettera aperta lo conferma.

    A maggio era stata annunciato un taglio dei fondi statali per le strade alle Province, e la Provincia di Cuneo sarebbe passata da una dotazione di 10 milioni di euro all’anno a 3 milioni.

    Poi, il viceministro dei trasporti Edoardo Rixi ha annunciato il 9 dicembre scorso 125 milioni una tantum per le strade, da distribuire tra Province (un centinaio) e i comuni italiani.

    La Regione Piemonte, sempre a dicembre, ha annunciato 5,5 milioni di euro per le strade di Comuni e Province, e nella Provincia di Cuneo si tratterebbe di 15 interventi per 1,4 milioni di euro. Sono importi quindi piccoli, anche a fronte dei tagli: e comunque non si sa se riguardino anche Prato Nevoso e Frabosa Sottana.

    Al Consiglio comunale del 30 dicembre, di questi fondi, per parcheggi e strade, almeno a leggere i resoconti, non se ne è proprio parlato.

    Si è capito invece che ci sono problemi di comprensione con la società per la raccolta e gestione dei rifiuti, la Acem (Azienda Consortile Ecologica Monregalese), come peraltro era già emerso a ottobre 2025.

    LEGGI ANCHE: Arenaways, skipass e treno fino a Limone Piemonte, il 14 dicembre

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    Enrico martial
    Enrico Martial
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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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