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    Home » Articoli » Ad Aosta un viaggio nell’universo spirituale di Marc Chagall
    Cultura

    Ad Aosta un viaggio nell’universo spirituale di Marc Chagall

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino8 Luglio 2026
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    Bozzetto per Il Cantico dei Cantici III, 1957 - Olio su carta intelata, 48 x 59,5 cm - Nizza, Musée National; Marc Chagall, MBMC 233 (c) Chagall by Siae 2026 - RMN-Grand Palais (Musée Marc Chagall) / Gérard Blot. Dist. Photo SCALA, Firenze
    Bozzetto per Il Cantico dei Cantici III, 1957 - Olio su carta intelata, 48 x 59,5 cm - Nizza, Musée National; Marc Chagall, MBMC 233 (c) Chagall by Siae 2026 - RMN-Grand Palais (Musée Marc Chagall) / Gérard Blot. Dist. Photo SCALA, Firenze
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    Lungo un fil rouge di rapporti e scambi transfrontalieri, il Museo Archeologico Regionale di Aostaospita la mostra “Marc Chagall. Tra poesia e spiritualità”, allestita in collaborazione con il Musée National Marc Chagall di Nizza. Sino alla prossima domenica 25 ottobre, sarà difatti possibile immergersi nella spiritualità e nell’arte del pittore e scultore attraverso 120 opere realizzate nell’arco di quasi 60 anni tra il 1922 e il 1980.

    Un percorso dedicato al rapporto tra arte e sacro

    Curata da Grégory Couderc, Anne Dopffer e Alberto Fiz, la mostra di Aosta propone una lettura approfondita di una delle tematiche più significative della produzione di Chagall, ovverosia il confronto con la dimensione spirituale e con i racconti biblici. Attraverso otto sezioni, il percorso espositivo traccia l’evoluzione dell’artista, mettendo in evidenza come la Bibbia abbia rappresentato una fonte di ispirazione costante lungo tutta la sua carriera.

    Tale interesse, maturato già a decorrere dagli Anni Trenta, si consolida progressivamente sino a divenire uno degli assi portanti della sua ricerca dagli Anni Cinquanta in avanti. Di origini ebraiche chassidiche, egli non ha mai dipinto la religione in modo dogmatico bensì piuttosto come una fiaba universale che esalta la spiritualità attraverso il colore, l’amore e la memoria.

    Ad Aosta capolavori di Chagall tra pittura, grafica e ceramica

    La mostra “Marc Chagall. Tra poesia e spiritualità” riunisce al Museo Archeologico Regionale di Aosta dipinti, disegni, gouache, litografie, sculture, ceramiche e libri illustrati. Tutto quanto il materiale, in parte presentato in anteprima al pubblico italiano, proviene dalle collezioni del Musée National Marc Chagall di Nizza, istituzione di riferimento per la conservazione e lo studio dell’opera dell’artista.

    Tra i lavori più rappresentativi figurano il bozzetto per “Il Cantico dei Cantici III” datato 1957, “Il Profeta Isaia” datato 1968 e “La Torre di Davide realizzata tra il 1968 e il 1971. Accanto a tali opere trovano spazio dipinti degli Anni Trenta dedicati a episodi dell’Antico Testamento, trasformazione dei racconti biblici in immagini cariche di simboli, intrecciando spiritualità, memoria personale, amore e dimensione onirica.

    Le rare sculture e il fascino delle vetrate

    Uno degli aspetti più originali della mostra che il Museo Archeologico Regionale di Aosta incentra su Chagall concerne l’attenzione riservata a produzioni meno conosciute tra cui la scultura. Lavorando prevalentemente nel sud della Francia, egli ha realizzato opere in ceramica, legno, marmo e bassorilievi con uno stile onirico e poetico, tra le quali spiccano “Cristo in croce” e “Mosé”.

    Una discreta attenzione è peraltro riservata all’attività nel campo delle vetrate artistiche attraverso modelli preparatori e materiali di studio che permettono di avvicinarsi ai grandi cicli realizzati per edifici religiosi in Francia e nel Regno Unito. Particolare rilievo assumono i progetti concepiti per la sinagoga dell’ospedale Hadassah di Gerusalemme, dove l’artista rappresenta le dodici tribù di Israele con un linguaggio simbolico costruito con lettere ebraiche, animali e motivi floreali.

    Una mappa simbolica dell’eredità di Chagall

    A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza di visita ad Aosta subentra un grande tappeto sul quale sono indicati tutti i luoghi del mondo che conservano le vetrate realizzate dall’artista. L’opera diviene così una sorta di mappa ideale che collega continenti, culture e tradizioni differenti, restituendo la dimensione internazionale dell’eredità lasciata da Chagall.

    Nato nel 1887 a Vitebsk, nell’attuale Bielorussia, egli ha difatti valicato le principali stagioni artistiche del Novecento mantenendo sempre una voce autonoma e riconoscibile. Pur entrando in contatto con le avanguardie europee e frequentando gli ambienti dell’École de Paris, ha sviluppato un linguaggio personale fondato su immagini visionarie, richiami alla cultura ebraica e una costante ricerca poetica.

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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