Il sistema del soccorso in montagna è tornato al centro del dibattito istituzionale in Francia, tra coloro che propongono di eliminarne la gratuità e coloro che invece continuano a difenderla come diritto dei fruitori. A fare detonare la discussione è stata la presentazione in Senato di un nuovo rapporto della Corte dei conti, che fotografa una crescita marcata dell’attività e dei costi a essa correlati.
Qualche dato
Negli ultimi dieci anni il numero degli interventi del soccorso in montagna in Francia è aumentato del +44%, mentre la spesa complessiva ha registrato un incremento stimato del +55%, ben oltre il tasso di inflazione. Nel solo 2024 sono state effettuate 9.910 operazioni per un totale di 9.835 persone assistite, delle quali purtroppo 266 vittime, con un costo medio stimato in circa 10.780 eurociascuna contro gli 8.600 euro del 2012.
Stando alla Corte dei conti, inoltre, tale incremento è legato in larga misura all’impiego dei mezzi aerei (circa l’85% delle operazioni), con una spesa di trasporto in elicottero cresciuta del +141% dal 2012 a oggi. Ogni anno sono effettuate circa 6.000 ore di volo utilizzando 27 elicotteri di gendarmeria e sicurezza civile, un parco mezzi oramai così datato e costoso che alcune basi potrebbero essere costrette a ridurre o sospendere la propria attività.
L’unificazione dei dispositivi di soccorso
Il soccorso in montagna in Francia è affidato a tre soggetti distinti, ovverosia pelotoni della gendarmeria di alta montagna, CRS montagna e gruppi specializzati dei vigili del fuoco. Nel complesso, il dispositivo coinvolge 1.093 addetti, di cui 752 soccorritori operativi e 226 piloti e tecnici per i mezzi aerei, oltre che 132 medici mobilitati in modo occasionale.
La Corte dei conti evidenzia tuttavia come tale pluralità di attori produca sovrapposizioni e inefficienze, soprattutto in alcuni territori dove le unità effettuano meno di dieci interventi l’anno. Di qui la proposta di una profonda riorganizzazione, sino all’ipotesi di una forza unica di soccorso, che consentirebbe un risparmio stimato di circa 10 milioni di euro annui, pari ad almeno il 10% della spesa complessiva.
Verso la fine della gratuità del soccorso in montagna in Francia
Il rapporto indica peraltro come obiettivo il 2028 per l’introduzione di una forma di fatturazione totale o parziale degli interventi di soccorso in montagna al di fuori dei comprensori sciistici attrezzati di tutta la Francia. Secondo la Corte dei conti, mantenere la gratuità attualmente in vigore appare sempre più difficoltoso, soprattutto considerando che ogni intervento supera mediamente i 10 mila euro di costo pubblico.
Tra le opzioni citate figurano il modello svizzero, con pagamento sistematico e assicurazione personale, e una soluzione intermedia ispirata all’esperienza italiana, in cui il soccorso è addebitato solo in determinate condizioni.
In Valle d’Aosta e Piemonte, per esempio, l’intervento resta a carico del servizio pubblico nella maggior parte dei casi, ma l’addebito dei costi subentra qualora sia accertato un comportamento imprudente o una violazione di divieti.
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