La visita di papa Leone XIV a Monaco il 28 marzo 2026 si è conclusa nel tardo pomeriggio con il rientro in elicottero verso il Vaticano dopo una giornata di incontri e celebrazioni pubbliche. Si tratta di un viaggio su cui molti hanno provato a riflettere, e comunque un po’ inatteso, alla vigilia delle celebrazioni pasquali e in piena Quaresima. È forse dotato di qualche significato, oppure si tratta soltanto di una risposta favorevole all’invito che gli era stato rivolto da Albert II durante l’udienza in Vaticano, il 17 gennaio scorso.
Il Papa è stato poche ore, con un viaggio in elicottero da Roma, un programma con una prima parte dedicata alla famiglia di Albert II e ai cittadini della rocca, e una seconda parte più aperta, con una messa allo stadio Louis.
Cimentarsi a capire perché
Diversi giornali e vaticanisti hanno provato a interpretare il senso della visita, tra cui Le Grand Continent e Le Monde. Intanto, hanno ricordato che non si tratta della prima (come molti media hanno riportato) ma della seconda visita di un Papa al principato. D’altra parte, si tratta di molti anni fa: nel 1538 papa Paolo III Farnese si recò a Monaco nel contesto delle guerre d’Italia, per favorire una tregua tra il re di Francia Francesco I e l’imperatore Carlo V.
Poi ci si è chiesti – con la delicatezza che è d’uso quando di parla di Vaticano e di Monaco – quale fosse la relazione e il messaggio di una visita a un micro-stato che ha comunque i suoi problemi.
Il GAFI (Gruppo di Azione Finanziaria) ha collocato il Principato nella lista grigia degli stati sul tema del riciclaggio di denaro sin dal 2024, per quanto siano in corso riforme e la volontà di uscirne al più presto. Inoltre, un’inchiesta di Le Monde, pubblicata a partire dal gennaio 2024, aveva riassunto le complicazioni e le difficoltà di gestione finanziaria del Principato e della famiglia Ranieri, mentre correvano inchieste e processi.
Gli ultimi anni sono stati segnati da accuse, fermi giudiziari e riprese di funzioni tra l’altro di amministratori comunali (il sindaco di Monaco Georges Marsan) e della giustizia (l’ex-presidente del tribunale supremo di Monaco, Didier Linotte).
Ma la visita è andata bene
Il discorso del Papa ha in effetti affrontato il tema, anche su un piano generale. Nel discorso alla Cattedrale dell’Immacolata Concezione e in altri interventi, ha anche messo in evidenza un ruolo per il Principato.
Non conta essere piccoli, anzi può essere un vantaggio per portare un voce diversa e utile in un contesto di guerre e conflitti come quello attuale. Ed effettivamente, intanto sull’ambiente, Monaco (e sulle acque) svolge un ruolo internazionale, pur essendo un micro-stato. “È la prospettiva dell’ecologia integrale, che so starvi molto a cuore“, ha sottolineato il Papa.
Infine, ha invitato a valorizzare le risorse economiche di cui si dispone, non ad accantonarle per sé, a seppellirle. Intanto ha richiamato l’importanza della redistribuzione “Ogni talento, ogni opportunità, ogni bene posto nelle nostre mani ha una destinazione universale, un’intrinseca esigenza di essere non trattenuto, ma ridistribuito, perché la vita di tutti sia migliore“.
Si tratta di risorse che devono favorire la ricchezza di tutti “Come Gesù lascia intendere nella parabola dei talenti, quanto ci è stato affidato non va sepolto sottoterra, ma messo in circolo e moltiplicato nell’orizzonte del Regno di Dio.”
Lo spazio del benessere deve essere rivolto a tutti, anche in una società a molti livelli come quella di Monaco (tra cittadini d’origine, residenti, personale di servizio e turisti) contro gli “abissi tra poveri e ricchi, fra privilegiati e scartati, fra amici e nemici“.
Infine, vien da pensare che invitando Monaco a lavorare per tutti, riconoscendo forza e capacità di seminare anche da parte dei micro-stati, il Papa abbia anche indirettamente indicato il ruolo del Vaticano, in questi periodi di gravi turbolenze, guerre. Una voce che si è poco sentita di recente, o che è poco ascoltata.
Una giornata tra Palazzo, Cattedrale e Stadio
Per quanto riguarda la visita, Papa Leone XIV è arrivato a Monaco alle 9 all’eliporto del Principato, dove ha ricevuto l’accoglienza del principe Alberto II e della principessa Charlène. Dopo la cerimonia di benvenuto nel Palazzo dei Principi, il Pontefice ha avuto un incontro privato con il sovrano e si è affacciato al balcone del Palazzo.
La mattinata è proseguita con la preghiera della liturgia delle ore nella cattedrale di Monaco. Successivamente il papa ha attraversato il Rocher in papamobile fino a place Sainte-Dévote, dove ha incontrato giovani e catecumeni e ha pronunciato un discorso davanti a circa cinquemila persone.
Nel pomeriggio la visita ha assunto un carattere più aperto. Alle 15:30 papa Leone XIV ha celebrato la messa del sabato della quinta settimana di Quaresima allo stadio Louis II davanti a diverse migliaia di fedeli.
La celebrazione ha rappresentato il momento centrale della giornata. Al termine della visita il pontefice ha lasciato Monaco alle 17:35 dall’eliporto della Principauté, rientrando in Vaticano.
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