Millet Tour du Rutor Extrême 2026, gara internazionale di scialpinismo e finale del circuito La Grande Course, si è concluso domenica 29 marzo tra Arvier, Valgrisenche e La Thuile, in Valle d’Aosta.
L’edizione di quest’anno si è svolta su due tappe tecniche in alta quota, caratterizzate da vento, temperature rigide e passaggi oltre i 3.400 metri sul ghiacciaio del Rutor.
Una classica dello scialpinismo alpino
Il Tour du Rutor Extrême è una competizione internazionale di scialpinismo nata nel 1995 e oggi organizzata con cadenza biennale. Prende il nome dalla Testa del Rutor, la montagna che domina l’area di gara sopra la Valgrisenche.
Il quartier generale della manifestazione è ad Arvier, dove si svolgono briefing, distribuzione dei pettorali e premiazioni. Le tappe si sviluppano invece in ambiente d’alta montagna tra Arvier, Valgrisenche e La Thuile, con tracciati che attraversano ghiacciai, creste e canali.
Il Tour du Rutor fa parte del circuito La Grande Course, che riunisce alcune delle gare di scialpinismo di lunga distanza più prestigiose dell’arco alpino e dei Pirenei e richiama ogni anno i principali specialisti della disciplina. È presieduta da Marco Camandona, guida alpina valdostana e alpinista himalayano di grande fama.
Percorsi tecnici e condizioni meteo impegnative
L’edizione 2026 ha confermato la reputazione tecnica della gara valdostana. La prima giornata ha proposto un tracciato di circa 24 chilometri con oltre 2.400 metri di dislivello positivo, con passaggio ai 3.486 metri della Testa del Rutor e attraversamento del ghiacciaio.
Il percorso si è svolto in condizioni meteorologiche tipicamente invernali, che hanno reso più complessi i passaggi tecnici e le discese.
La seconda tappa, decisiva per la classifica finale, si è disputata con partenza e arrivo nella località di Planaval, nel comune di Arvier. Il tracciato prevedeva 21 chilometri di sviluppo e 2.500 metri di dislivello positivo, con un anello attorno allo Château-Blanc e salita fino a 3.422 metri di quota, dopo il passaggio agli alpeggi di Orfeuille e Plan-Petet.
Complessivamente le due giornate hanno portato gli atleti a confrontarsi con oltre 5.000 metri di dislivello positivo in ambiente alpino.
La gara e i risultati principali
Alla partenza si sono presentate 278 coppie, che hanno affrontato il percorso a squadre di due atleti, formula tradizionale dello scialpinismo di lunga distanza.
La classifica maschile è stata decisa nella seconda giornata, quando un problema tecnico ha rallentato i leader dopo la prima tappa. La vittoria finale è andata a Davide Magnini e Anton Palzer, davanti ai francesi William Bon Mardion e Xavier Gachet e alla coppia Samuel Equy – Anselme Damevin.
Nella gara femminile successo netto per Axelle Mollaret e Alba De Silvestro, che hanno mantenuto il comando della competizione in entrambe le tappe. Sul podio anche Giulia Compagnoni – Noemi Junod e Ilaria Veronese – Corinna Ghirardi.
Il quarto posto nella classifica generale ha consentito a William Boffelli e Alex Oberbacher di conquistare la vittoria del circuito La Grande Course 2026, mentre tra le donne il titolo è andato a Sonia Brussoz e Marcela Vasinova.
La manifestazione ha ospitato anche un segmento giovani, con circa cento atleti delle categorie under 20, under 18, under 16, under 14 e under 12 impegnati su percorsi dedicati e dislivelli più contenuti (da 3000 a 300 metri) pensati per avvicinare le nuove generazioni allo scialpinismo agonistico.
Il circuito La Grande Course
Il Tour du Rutor rappresenta una delle prove più tecniche del calendario internazionale e, nel 2026, ha chiuso il circuito La Grande Course, che riunisce alcune delle principali competizioni di scialpinismo di lunga distanza.
Il circuito aveva visto anche un cambiamento nel calendario: gli organizzatori della Pierra Menta di Arêches-Beaufort nel 2025 avevano deciso di proseguire come evento indipendente, fuori dal calendario della Grande Course.
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