Il ghiacciaio sospeso del Weisshorn potrebbe crollare e minacciare parte del villaggio di Randa, situato a 6 chilometri da Zermatt.
Il comune, che ha in tutto 475 residenti, ha per intanto vietato l’accesso ad una zona classificata a rischio e alzato il livello d’allerta da due a tre su una scala di quattro.
Il villaggio di Randa potenzialmente minacciato

I media svizzeri spiegano che il livello 3 decretato dal Comune prevede la sorveglianza precoce e l’allerta, mentre il livello 4 finale corrisponde a una sorveglianza permanente e a un sistema di allarme.
Il Comune di Randa ha scelto di delimitare una “zona rossa”, da non valicare, e segnalato una zona gialla d’attenzione, per la quale non esisterebbe al momento pericolo e in cui non vi sono misure specifiche.
Il sindaco di Randa è stato rassicurante, dichiarando alla televisione pubblica svizzera SRF che ci sono sempre stati movimenti del ghiacciaio e che è monitorato da vari anni. Ha inoltre affermato che la zona abitata non è a rischio.
Esperti e funzionari minimizzano la situazione
Invervistato da SwissInfo, il glaciologo Martin Funk ha dichiarato che la situazione è tipica dei “ghiacciai sospesi“, che possono nel tempo staccarsi in parte o nell’insieme dalla loro posizione.
Il glaciologo ha rassicurato quanto all’uso degli strumenti di monitoraggio, che prevederebbero la chiusura automatica della ferrovia o della strada in caso di disastro maggiore. La tratta ferroviaria Briga-Visp-Zermatt al momento non è sospesa, sebbene parte di essa si trovi per un breve tratto nel perimetro vietato d’accesso.
Il capo del servizio dei disastri naturali del Valais, Guillaume Favre-Bulle, ha indicato il 25 agosto alla radio RTS che il cantone considera il caso del ghiacciaio del Weisshorn non paragonabile alla situazione che si era verificata per il comune di Blatten.
Il ghiacciaio Birch investì Blatten il 28 maggio 2025, una settimana dopo l’evacuazione dei residenti, seppellendo il 90% del paese e causando come sola vittima un pastore che si trovava appena al di fuori della zona evacuata. I 20 milioni di metri cubi raggiunsero fino a 200 metri di altitudine sul lato opposto della valle, con danni economici stimati a 320 milioni di franchi svizzeri.
In alternativa al crollo del ghiacciaio, per Favre-Bulle la situazione potrebbe risolversi con lo scioglimento graduale del ghiacciaio. Ha altresì escluso paragoni con la tripla frana del 1991 che investì Randa, per via di un altopiano che il ghiacciaio dovrebbe prima superare.
Randa, tra avversità e resilienza
Tra aprile e maggio 1991, tre frane di 48 milioni di metri cubi complessivi seppellirono la ferrovia e la strada di Randa, provocando la scomparsa della frazione di Lerch e la distruzione di 33 edifici.
Una deviazione della ferrovia fu allora realizzata in dieci settimane con il sostegno delle forze armate svizzere, e la strada fu sostituita da una circonvallazione.
È da tempo che Randa è alle prese con i disastri naturali. Le valanghe del 1636, 1720 e 1737 causarono in tutto 49 morti e la distruzione di più di 140 edifici. Inoltre, nel 1819 una valanga di 13 milioni di metri cubi stimati causata dal ghiaccio distrusse gran parte del villaggio.
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