Proseguono a Torino e nella pianura e collina del Piemonte le limitazioni al traffico per il peggioramento della qualità dell’aria: anche martedì 11 e mercoledì 12 novembre 2025 resta attivo il livello 1 (arancio) del semaforo di allerta.
Il provvedimento, avviato sabato 8 novembre, estende il divieto di circolazione ai veicoli diesel Euro 3, 4 e 5 per trasporto di persone e merci, compresi i veicoli dotati di dispositivo Move-In.
L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa) del Piemonte ha rilevato ancora il superamento del limite di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10. Le concentrazioni giornaliere di polveri sottili non sono quindi diminuite a sufficienza e le misure restano quindi in vigore anche per l’inizio della settimana.
Le misure applicate sono ricorrenti, e non suscitano particolari reazioni nell’opinione pubblica, a Torino e in Piemonte, che si è relativamente abituata e adattata. Per esempio, da sabato 11 a lunedì 13 ottobre 2025, Torino aveva già attivato il livello 1 (arancio) a causa del superamento del valore limite giornaliero di PM10 per tre giorni consecutivi.
Il ruolo di Arpa e l’algoritmo per la previsione
La valutazione delle misure temporanee viene effettuata da Arpa Piemonte nei giorni di controllo (lunedì, mercoledì e venerdì), con un algoritmo che elabora i dati di previsione di PM10 su base giornaliera e comunale.
Il sistema prende in esame i livelli di concentrazione media giornaliera previsti per il giorno stesso e per i due successivi, e calcolati su ciascun territorio comunale. Il livello arancio viene attivato quando si prevede il superamento del limite di 50 µg/m³ per due giorni anche non consecutivi, coinvolgendo almeno il 10% della popolazione residente nella zona interessata.
Se la previsione riguarda il 90% della popolazione, scatta invece il livello rosso. A Torino e nell’area metropolitana, tra il 9 e l’11 novembre, le previsioni hanno indicato un superamento costante del limite, giustificando la prosecuzione delle restrizioni.
I comuni interessati e l’estensione territoriale delle misure
Le misure temporanee si applicano in questi giorni a gran parte del Piemonte. Si salvano solo alcune valli di montagna, come la Val Chisone o la Valle Stura. Già di solito le restrizioni si applicano all’intero agglomerato urbano e ai comuni con più di 10.000 abitanti delle zone di pianura e collina, come previsto dal Piano regionale della qualità dell’aria.
In totale, almeno 76 i comuni partecipano alla misura restrittiva su un’ampia area del Piemonte. In alcune occasioni, come questa l’area si amplia. Anche i veicoli dotati del dispositivo della Regione Piemonte Move-In, un misuratore installato sul veicolo che in condizioni ordinarie consente un limite annuo di percorrenza ai mezzi più inquinanti, devono rispettare il fermo durante l’attivazione delle misure temporanee.

Tuttavia, esistono corridoi stradali di esenzione alle misure, che consentono per esempio di raggiungere in profondità il territorio urbano di Torino partendo dai comuni della cintura. Tale facilitazione contribuisce alle difficoltà nel far abbassare i livelli di polveri sottili.
L’insieme delle misure si inserisce nel quadro di un Accordo di Programma, in origine firmato il 9 giugno 2017 tra il Ministero dell’Ambiente e le regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna e poi più volte rivisto e aggiornato. L’accordo prevede l’attivazione coordinata di provvedimenti straordinari per il miglioramento della qualità dell’aria nel bacino padano. L’area è soggetta all’accumulo di inquinanti per la sua forma di bacino, per la circolazione dell’aria, in particolare nella stagione invernale.
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