La letteratura francoprovenzale e il bicentenario di Jean-Baptiste Cerlogne saranno al centro della Conferenza annuale 2026 del Centro di studi francoprovenzali René Willien.
Organizzato il 6 e 7 marzo 2026 a Saint-Nicolas, in Valle d’Aosta, l’incontro proporrà un punto della situazione sulla ricerca, letture contemporanee e una celebrazione del poeta valdostano in occasione del bicentenario della sua nascita .
Una letteratura da riscoprire
Nel 2014, il Centro di studi franco-provenzali René Willien (Cefp) ha annunciato la sua volontà di aprire nuovi orizzonti negli studi dedicati alla letteratura francoprovenzale, al fine di garantirne una più ampia diffusione. La mostra «Attraverso i secoli e le regioni: la letteratura francoprovenzale» invitava già a far uscire questi testi dagli archivi per inserirli nell’immaginario contemporaneo.
Si tratta di una letteratura che va da Marguerite d’Oingt, mistica del XIII secolo, ai versi del valdostano Marco Gal, ai dialoghi comici di Blanc la Goutte a Grenoble. Tra le altre cose, le Farces de Vevey, scritte intorno al 1520 e conservate in forma frammentaria, mettono in scena personaggi popolari che dialogano in francoprovenzale, mentre a Grenoble Laurent de Briançon, avvocato e console di origine savoiarda, sceglie questa lingua per comporre le sue poesie in alessandrini dallo stile esuberante.
Queste opere e questa produzione attraversano le Alpi, Lione, la Bresse, Ginevra o la Valle d’Aosta, ed esplorano sia i conflitti militari che la vita quotidiana, le catastrofi naturali o le esperienze intime, in versi lirici come nelle farse popolari.
Un patrimonio di lingua e bellezza
A lungo studiata soprattutto dal punto di vista linguistico e filologico, la letteratura francoprovenzale rimane poco conosciuta dal grande pubblico. Il Centro studi intende incoraggiare un approccio più ampio, attento alla portata estetica delle opere, alle loro qualità stilistiche e al loro immaginario.
In un contesto caratterizzato dall’egemonia delle grandi lingue di comunicazione, il francoprovenzale si è mantenuto come lingua scritta ai margini delle logiche dominanti. Se il suo uso orale è in declino, anche tra i suoi parlanti, la scrittura testimonia una vitalità e una flessibilità che interessano ricercatori, insegnanti, scrittori e lettori. La conferenza annuale intende quindi alimentare una riflessione sulla lingua e sulle comunità che la praticano.
Il programma dell’incontro del 6 e 7 marzo 2026
Per quanto riguarda il programma, la prima giornata della Conferenza, venerdì 6 marzo, si aprirà alle ore 15 con l’introduzione di Christiane Dunoyer, direttrice scientifica del centro. Gli interventi verteranno in particolare sulla traduzione letteraria e sul ruolo dei classici nelle lingue minoritarie, con comunicazioni di Loris Ducly, Marie Vigy, Teresa Geninatti e Kamilla Kurbanova-Ilyutko.
Nel tardo pomeriggio, una sezione sarà dedicata al bicentenario di Jean-Baptiste Cerlogne, alla presenza di Marlène Domaine, sindaca del Comune di Saint-Nicolas, Bruno Zanivan, presidente del Cefp, e Erik Lavevaz, assessore regionale all’istruzione, alla cultura e alle politiche identitarie.
Henri Armand evocherà la figura di Cerlogne, prima della presentazione di un nuovo corpus online dei suoi manoscritti. La serata si concluderà con una rappresentazione teatrale in francoprovenzale della compagnia di Saint-Nicolas «Le Redzeton de l’Abé».
Marguerite d’Oingt, Amélie Gex, Jean-Alfred Mogenet, Marco Gal
Sabato 7 marzo, le sessioni affronteranno l’opera di Marguerite d’Oingt. Proveniente da una famiglia nobile, è considerata la prima scrittrice lionese, con due opere in francoprovenzale, Speculum e La vita seiti biatrix virgina de Ornaciu, dedicate alle sue visioni e alla vita spirituale di un’altra religiosa.
La conferenza tratterà anche delle favole in francoprovenzale e in occitano nell’Auvergne-Rhône-Alpes, delle riscritture di Amélie Gex (1835-1883), nonché della poesia contemporanea, dall’alto savoiardo Jean-Alfred Mogenet detto Jam (1862-1939) a Marco Gal (1940-2015). I lavori si concluderanno con una discussione finale e la chiusura nel tardo pomeriggio.
Il bicentenario della nascita dell’abate Jean-Baptiste Cerlogne (1826) sarà celebrato anche con una messa domenica 8 marzo alle ore 11. La celebrazione sarà presieduta da Mons. Franco Lovignana, vescovo di Aosta, e animata dal coro di Saint-Nicolas.
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