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    Home » Articoli » Risultati secondo turno delle comunali in Francia (Ciotti a Nizza, Doucet a Lione, Laffin a Chamonix …)
    Politica

    Risultati secondo turno delle comunali in Francia (Ciotti a Nizza, Doucet a Lione, Laffin a Chamonix …)

    Enrico MartialEnrico Martial22 Marzo 2026
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    L'ancien maire d'Annecy, Jean-Marc Rigaud, vote au premier tour de Municipales 2026 (C) Nos Alpes Club
    L'ancien maire d'Annecy, Jean-Marc Rigaud, vote au premier tour de Municipales 2026 (C) Nos Alpes Club
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    Alcuni dei risultati del secondo turno delle comunali 2026 in Francia, con una attenzione per il territorio di Nos Alpes.

    lunedì ore 6.00

    A Lione l’ecologista Grégory Doucet resta sindaco. Vince per poco, ma vince

    Il sindaco ecologista uscente di Lione, Grégory Doucet, è stato rieletto con quasi 3.000 voti di vantaggio su Jean-Michel Aulas, ex presidente dell’Olympique Lyonnais. I risultati sono definitivi.

    Il sindaco uscente, con una coalizione di sinistra che ha stretto un’alleanza con La France insoumise per il secondo turno, ha ottenuto 104.702 voti (50,67%) e Aulas, sostenuto dalla destra e dal centro-destra, 101.940 voti (49,33%).

    Avrà una Métropole lyonnaise praticamente tutta contro: sarà senz’altro battaglia politica, ma anche coabitazione su molti dossier, per esempio in materia di mobilità. La differenza nei risultati tra i due livelli – comunale e intercomunale – mostra anche come la tendenza al superamento del governo ecologista fosse in atto. Poi ci sono le persone: la resistenza di Doucet a Lione sembra più dovuta all’errata scelta di candidare al centro e alla destra una figura di tempi passati, rispetto a un concorrente più moderno e attuale, e con un programma che non è riuscito a convincere (come invece Cathérine Trautmann di ritorno a Strasburgo).

    domenica, ore 24 (riprendiamo domani mattina)

    A Lione, ancora non si sa, forse Doucet, ma di poco

    A Lione si sta registrando un vantaggio per Grégory Doucet, il sindaco ecologista uscente, ma non è ancora detta. Il vantaggio è ancora calcolato su delle stime, con 2,2% di distacco.

    Va osservato che anche se Doucet vincesse, questa volta alla métropole de Lyon si troverebbe una maggioranza di centro e di destra repubblicana, sia per la presidenza, passata da Bruno Bernard a Véronique Sarselli sia per la maggioranza dei territori che la compongono. Vedremo dunque.

    domenica 23.45

    Mentone, Alexandra Masson sindaca

    Alexandra Masson, del Rassemblement national, diventa sindaca di Mentone con il 49,09 per cento dei voti e avrà 29 seggi su 39, oltre a 13 seggi alla Métropole.

    Sandra Paire (erede della Mentone di cui è stato sindaco Jean-Claude Guibal dal 1989 fino alla sua morte nel 2021) la cui lista si era unita a quella di Louis Sarkozy (figlio dell’ex presidente della Repubblica), segue con il 34,69 per cento e ottiene 7 seggi. Florent Champion è al 16,22 per cento e conquista 3 seggi in consiglio comunale.

    domenica 23.30

    A Grenoble la sinistra di Florence Ruffin vince largamente contro Alain Carignon

    Verso le 23.30, con l’85 per cento delle schede scrutinate a Grenoble, Laurence Ruffin, della lista di sinistra e della maggiornaza uscente è in testa con il 55,72 per cento dei voti contro il 44,28 per cento di Alain Carignon. Il distacco di oltre dieci punti rende ormai improbabile un’inversione del risultato.

    Già quando era stato scrutinato il 70 per cento delle schede Ruffin era in vantaggio con il 55,02 per cento contro il 44,98 per cento di Carignon, anche se i candidati mantenevano ancora prudenza nell’esprimersi.

    Il risultato conferma un successo della sinistra e degli ecologisti che conservano tre grandi città su quattro, Chambéry, Lione e Grenoble. La candidatura di due figure molto note ma legate al passato, l’ex-sindaco Alain Carignon a Grenoble e Jean-Michel Aulas, ex presidente dell’Olympique lyonnais, si è rivelata quindi una scelta perdente. Lo è stata anche per il messaggio politico inviato (non abbiamo altre figure nuove) e per un programma poco forte, in particolare nel caso di Lione. Eppure, nei sondaggi iniziali, nelle due città era parso evidente un prossimo cambio di maggioranza e la fine dell’esperienza ecologista.

    domenica, ore 23

    Fine dell’epoca di Jean-Pierre Vassallo al comune di Tenda

    A Tenda, Sylvie Calvin-Moreau è stata eletta sindaca della città con il 56,73 per cento dei voti, superando il sindaco uscente Jean-Pierre Vassallo, al 43,27 per cento. Il voto segna la fine di un’era nella Valle Roja.

    Vassallo era sindaco dal 2001 e per 25 anni è stato una figura di riferimento della Valle, attraverso i mille problemi per il trasporto ferroviario e stradale, per lo sviluppo economico e poi per la Tempesta Alex e per la ricostruzione. Il dibattito c’è stato e la popolazione è stata molto coinvolta, in un’elezione caratterizzata da una forte partecipazione, pari al 76,78 per cento.

    Personalità molto nota anche nella regione di Cuneo e in Liguria, Vassallo ha spesso preso posizione sui ritardi nella costruzione del tunnel stradale di Tenda ed è stato un vero e proprio testimone dei problemi degli ultimi anni.

    È un po’ quello che è successo a Modane, dove Jean-Claude Raffin non è stato rieletto. Sono cambiati anche altri sindaci in prima linea nella cooperazione transfrontaliera: i sindaci uscenti di Chamonix Eric Fournier e di Montgenèvre Guy Hermitte non si sono ricandidati.

    Calvin-Moreau ottiene 15 seggi, mentre l’opposizione guidata da Vassallo ne avrà quattro.

    domenica, ore 22.30

    Ed ecco i forse: Masson (RN) afferma di aver vinto a Mentone, Doucet verso la riconferma a Lione contro Aulas, a Grenoble la sinistra tiene

    Se è questo lo scenario, gli ecologisti e la sinistra avrebbero perso solo Annecy (passata al centro con Armand) perché terrebbero Lione, Grenoble, e Chambéry. Gli scarti però sono ancora limitati e tutti sono prudenti, parlano di “dinamiche di spoglio”.

    A Lione sembra che Grégory Doucet abbia un margine significativo, mentre a Grenoble ancora non si sa. Qualche vantaggio nello spoglio sembra favorire Laurence Ruffin, erede della maggioranza uscente di sinistra e di vari problemi rimasti. Compete con Alain Carignon, vecchio sindaco della città tornato sulle scene dopo traversie giudiziarie.

    In compenso, Bruno Bernard, presidente ecologista uscente della Metropoli di Lione, ha perso l’elezione a favore di Véronique Sarselli, economista e insegnante a Lyon 3 (management school)

    A Mentone Alexandra Masson, deputata del Rassemblement national e candidata sindaco, ha fatto una dichiarazione di vittoria sull’alleanza che si era creata tra Sandra Paire e Louis Sarkozy, della destra repubblicana. Se anche Mentone passa all’estrema destra, farebbe coppia con la maggioranza di Eric Ciotti, che ha già vinto a Nizza.

    Per memoria, a Marsiglia Benoît Payan, sindaco uscente di sinistra, viene facilmente rieletto con il 54,7 per cento dei voti, mentre Franck Allisio del Rassemblement national è indietro al 40,1 per cento. La presenza in triangolare di Martine Vassal, nella destra tradizionale ma con punte populiste non ha avuto un grande impatto, e non ha particolarmente sfavorito né Payan né Allisio, con il 5,2 per cento dei consensi.

    Domenica 22 marzo, ore 22.00

    A Chambéry la sinistra ecologista tiene con Repentin, ad Annecy vince il centro Antoine Armand

    A Chambéry il sindaco uscente Thierry Repentin, a sinistra, vince il secondo turno con il 45,22 per cento dei voti mentre Vincent Patey della destra repubblicana, raggiunge il 43,83 per cento, quindi non lontano. In ogni caso è una riconferma importante, che testimonia come a Chambéry e a Lione l’area di sinistra ed ecologista abbia sostanzialmente tenuto. Il candidato del Rassemblement national Brice Bernard ottiene il 10,95 per cento.

    Ad Annecy Antoine Armand, centrista, arriva in testa al secondo turno con il 49,36 per cento dei voti, secondo i dati diffusi dal comune stesso. Alexandre Mulatier-Gachet, candidato dell’Union de la gauche e della maggioranza uscente ottiene il 35,12 per cento, ed è una sconfitta. Guillaume Roit-Levêque, candidato del Rassemblement national, raggiunge il 15,52 per cento.

    Il nuovo sindaco di Annecy è un personaggio di livello nazionale. Nato a Parigi il 10 settembre 1991, Antoine Armand è deputato della seconda circoscrizione dell’Alta Savoia dal 2022 ed è anche stato ministro dell’Economia nel breve governo di Michel Barnier, a settembre 2024. La sua affermazione ad Annecy rappresenta un risultato importante per l’area centrista di Gabriel Attal e dello spazio politico di Emmanuel Macron.

    Domenica 22 marzo, ore 21.30

    Murgia riconfermato a Briançon, mentre a Sisteron e a Gap si cambia e si continua, ma a Digne vince la sinistra

    Nel secondo turno delle elezioni municipali nelle Alpi del sud della Francia, tra Alpes de Hautes Provence e hautes Alpes, la destra repubblicana, spesso con liste civiche di riunione, mantiene diverse città importanti mentre la sinistra conquista Digne-les-Bains. Sono interessanti i cambi di orientamento e di guida, pur all’interno della stessa area politica, a Sisteron.

    A Briançon il sindaco uscente Arnaud Murgia (Divers droite) viene rieletto con il 48,4 per cento dei voti, nettamente davanti al suo ex vicesindaco Richard Nussbaum (Divers), fermo al 13,6 per cento, mentre il candidato della sinistra Luc Marchello (Union de la gauche) è stimato al 38,1 per cento.

    A Sisteron vince Jean-Pierre Templier (Divers droite) con il 45,9 per cento dei voti, ed è un cambiamento di squadra. Bernard Codoul (Divers droite), riceveva il sostegno dell’ex sindaco Daniel Spagnou, ma ha raggiunto il 39,2 per cento, sei punti in meno. La candidata della sinistra Zoé Lerouge (Divers gauche) arriva al 14,9 per cento.

    A Gap invece si resta nella continuità, con il sindaco uscente Roger Didier (Divers droite) verso la riconferma davanti Elie Cordier, sinistra, che ha riconosciuto la sconfitta, e al candidato del Rassemblement national Raphaël Leroux.

    La sinistra ottiene invece una netta vittoria a Digne-les-Bains, dove il candidato divers gauche Julien Di Benedetto è eletto con il 61,94 per cento dei voti contro il 38,06 per cento di Gilles Chalvet (Divers centre).

    Domenica 22 marzo, ore 21.00

    François-Xavier Laffin, sindaco di Chamonix

    François-Xavier Laffin vince il secondo turno delle elezioni comunali a Chamonix con il 53,94% dei voti (97% delle schede scrutinate) e ottiene 23 seggi.

    Jonas Devouassoux ottiene il 36,73% dei voti, pari a 5 seggi, mentre Sophie Persyn, della sinistra, raccoglie il 9,33% dei voti e disporrà di un seggio. L’affluenza complessiva ha superato il 61%. Fin dal primo turno, Laffin era in testa con il 41,40% dei voti, davanti a Devouassoux con il 28,32%. Il deputato Xavier Roseren, ex sindaco di Les Houches, aveva ottenuto il 19,41% dei voti e si era ritirato per il secondo turno. Sophie Persyn aveva superato il 10%, il che le aveva permesso di partecipare al secondo turno.

    François-Xavier Laffin rappresenta un cambio di rotta a Chamonix. Con il suo gruppo si è opposto al sindaco uscente, Éric Fournier, che non si è ricandidato. L’eredità politica di Fournier si è divisa in due: da un lato Roseren, che ha riunito una parte della squadra di Fournier, e dall’altro Devouassoux, che ne ha mantenuta un’altra parte e ha ricevuto anche il sostegno di ex sindaci, come Michel Charlet.

    Per quanto riguarda il tunnel del Monte Bianco, vedremo se ci saranno cambiamenti: all’epoca, il consiglio comunale, sia la maggioranza che l’opposizione, aveva votato compatto contro la seconda canna.

    Domenica 22 marzo, ore 20.30

    Ciotti vince a Nizza, Estrosi indietro di cinque punti

    Le municipali in Francia a Nizza vedono la vittoria di Éric Ciotti, secondo le stime Ifop con il 45 per cento dei voti. Il deputato della UDR, alleato con il Rassemblement national di Marine Le Pen, supera il sindaco uscente Christian Estrosi che è valutato intorno al 39,5 per cento, mentre Juliette Chesnel-Le Roux, per la sinistra sarebbe al 15,4 per cento.

    Lo stesso Ciotti ha rivendicato la vittoria su X, e i media danno il risultato definitivo, in ragione del vantaggio di cinque punti stimato.

    Al primo turno, Éric Ciotti aveva ottenuto il 43,43 per cento dei suffragi, Christian Estrosi il 30,92 per cento e Juliette Chesnel-Le Roux, candidata della sinistra, l’11,93 per cento.

    La scelta di quest’ultima di partecipare al secondo turno ha senz’altro influito sull’esito del voto, ma le tensioni accumulate nei mesi e negli anni hanno reso difficile un accordo con Estrosi. Inoltre, nelle Alpi marittime e nella stessa Nizza, il tema del cosiddetto “sbarramento” contro l’estrema destra valeva poco rispetto a un candidato, Eric Ciotti, eletto deputato e già presente, con alleati e politiche, in numerosi comuni dell’interno e della costa, nonché nel Dipartimento delle Alpi marittime che lui stesso ha in passato presieduto già in conflitto aperto con Estrosi.

    LEGGI ANCHE: Domenica 22 marzo, secondo turno delle comunali in Francia

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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