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    Home » Articoli » Sentier des Pointières a Queige: nella storia alpina del Beaufortain, in Savoia
    Nos Alpes alla scoperta…

    Sentier des Pointières a Queige: nella storia alpina del Beaufortain, in Savoia

    Enrico MartialEnrico Martial18 Aprile 2026
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    Un paysage vu du sentier des Pointières, près d'Albertville (c) Explore Savoie C. Tatin
    Un paysage vu du sentier des Pointières, près d'Albertville (c) Explore Savoie C. Tatin

    Il sentier des Pointières a Queige, nel massiccio del Beaufortain sopra Albertville, permette di scoprire la storia del villaggio delle Pointières e della vita contadina di montagna fino alla metà del Novecento. Ve lo proponiamo come un luogo insolito da scoprire, ma che rende l’idea dell’unione tra natura, cultura e patrimonio alpino.

    Attraversa prati, boschi e vecchie costruzioni, raccontando come si viveva qui quando il villaggio era abitato da diverse famigle, in una dimensione agricola della montagna come componente fondamentale della vita quotidiana.

    Un villaggio tradizionale

    Le Pointières si trovano sopra la valle di Albertville, in una posizione aperta e panoramica. Il luogo è tranquillo, immerso nel verde, ma fino a circa il 1950 era un villaggio ben abitato, con famiglie che vivevano tutto l’anno, una scuola, un mulino e un forno comunitario per il pane.

    La vita era legata al lavoro nei campi e all’allevamento. I prati venivano falciati per il fieno, e come altrove gli orti e i campi contribuivano alle risorse alimentari. Si praticavano anche le cosiddette “remues”, cioè lo spostamento stagionale con il bestiame verso pascoli più alti durante l’estate, altrove dette inarpa e desarpa o désalpe.

    Era una vita ben organizzata, con lavoro condiviso, un stagionalità che si ripeteva, tradizioni che univano nella gestione delle risorse e delle difficoltà. Il forno per il pane, per esempio, era uno dei luoghi dove la comunità si ritrovava, come in tutto l’arco alpino. Oggi si ricorda questa dimensione tradizionale con la Festa transfrontaliera del Pan ner, che si tiene ogni autunno e molte località alpine.

    Con il secondo dopoguerra arrivò però il grande cambiamento, che ha toccato profondamente le Alpi, per quanto con effetti diversi a seconda delle zone. Molti abitanti lasciarono la montagna per trasferirsi nelle città o nei fondovalle. L’esodo svuotò progressivamente il villaggio, e le Pointières rimasero prive di abitanti.

    Image
    Le point du départ du sentier de Pointières (c) Explore Savoie V. Cervellin

    L’idea di raccontare questa storia camminando

    Si trattava di una ferita, anche nei ricordi delle famiglie. Alcuni abitanti di Queige, il comune a cui appartiene Pontières, hanno deciso di non lasciare che questa storia si perdesse. Tra loro Henri Molliex, che ha immaginato il recupero del patrimonio attraverso al realizzazione di un percorso escursionistico, per far conoscere il passato del villaggio e per fa cogliere le bellezze dei luoghi e del paesaggio.

    Molliex ha trasformato anzitutto il piccolo locale delle pompe antincendio, accanto alla cappella delle Pointières, in un museo, strutturato con i mezzi a disposizione ma raccogliendo gli elementi patrimoniali che rischiavano di perdersi. Vi sono conservati fotografie e documenti che mostrano la vita del villaggio quando era ancora abitato.

    Poi, insieme ad altri volontari, ha tracciato il sentiero tematico di coperta dei luoghi di Pointières. Lungo circa sei chilometri, con un dislivello di circa 250 metri, presenta pannelli informativi lungo il cammino, su tavole di larice, che spiegano la storia dei luoghi e delle famiglie.

    Dal forno alla Grange di Pauline, al museo del Roselais

    Uno dei primi punti di interesse è il forno a pane dei Cruets, dal nome di una famiglia che abitava a Pontières tutto l’anno. Poco più avanti si passa nella prateria dei Barnards, in passato coltivata per il fieno, e in cui oggi si trovano gli abeti rossi hanno colonizzato i campi.

    Il sentiero conduce poi alla grange à la Pauline, un personaggio che ancora si ricorda, e che segna anche una delel vicende personali, anche nell’attaccamento alle identità e ai propri luoghi di origine. Dopo anni a Parigi Pauline tornò a comprare questa proprietà con i suoi risparmi.

    Un’altra tappa è il giardino delle Veuillettes, in cui cinque famiglie vivevano per parte dell’anno lavorando circa venti ettari di terreno tra campi e prati.

    Il percorso passa anche dal chaume à la Baëque, una grange che spiega la tecnica tradizionale dei tetti in paglia, e dal museo del Roselais, un antico chalet utilizzato durante le remues quando le famiglie si spostavano con il bestiame verso i pascoli più alti.

    In alcune grange restaurate lungo il sentiero sono esposti oggetti e attrezzi utilizzati nella vita quotidiana. Ci sono strumenti per lavorare il legno, come l’herminette, il passe-partout, una grande sega a due manici, e il vilebrequin, un trapano manuale. Si trovano anche diverse pialle con lame speciali utilizzate per modellare il legno.

    Tra gli oggetti esposti c’è anche l’incudine del calzolaio, sulla quale venivano fissate le suole in legno delle galoches.

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    i dettagli del percorso si trovano in Explore Savoie

    Una passeggiata con vista sulla valle

    Il sentier des Pointières è anche una bella passeggiata. Il tracciato segue il fianco della montagna come un sentiero a balcone e offre diversi punti panoramici sulla valle di Albertville.

    Si vedono molte montagne del massiccio dei Bauges, tra cui il Mont-Charvin e la Tournette, ma anche i rilievi della Chartreuse e alcune cime del Beaufortain fino alla zona del Mont-Bisanne.

    È una camminata tranquilla, di circa 5 chilometri ad anello, tra circa 940 e 1.190 metri di altitudine. Si può percorrere dalla primavera all’autunno, quando il terreno è libero dalla neve.

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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