La nuova BiblioRaga di Pinerolo, biblioteca dedicata ai bambini e ai ragazzi fino a 14 anni, apre venerdì 5 giugno 2026 alle 16:30 nel Parco di Villa Prever, in viale della Rimembranza 61.
La struttura, ricavata da un edificio preesistente all’interno del parco, sarà intitolata a Giustina Baroni, fisica sperimentale con origini pinerolesi, della frazione di Baudenasca.
Un nuovo spazio per bambini e famiglie
La BiblioRaga esiste da più di quarant’anni come spazio dedicato ai bambini e ai giovani fino a 14 anni, con libri, eventi e progetti per la lettura e l’apprendimento. Il trasferimento nella nuova sede, all’interno del Parco di Villa Prever, segna un ampliamento del progetto. La biblioteca è concepita come centro di apprendimento, di aggregazione e di promozione della lettura, con una particolare attenzione al multiculturalismo e alla varietà linguistica delle famiglie e dei caregiver. Il prestito librario sarà attivo a partire da lunedì 8 giugno.
La cerimonia si apre con i saluti istituzionali, seguiti dall’intervento di Marina Sani, che racconterà la figura di Giustina Baroni. L’artista Coco Cano sarà presente per decorare la facciata dell’edificio. Nel pomeriggio, gli spazi saranno animati da racconti, disegni e giochi a cura di Monica Della Smirra, Gabriele Scarafia e del Centro Giochi Educativi.
Giustina Baroni, fisica dei raggi cosmici
Nata a Roma il 6 settembre 1923 e morta il 24 marzo 2002, Giustina Baroni era laureata in fisica e in chimica. Dal 1950 fu assistente straordinaria presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Roma, dove divenne professore ordinario di fisica generale nel 1976, carica che tenne fino al 1995.
Il suo campo di ricerca principale fu lo studio dei raggi cosmici e delle particelle elementari mediante emulsioni nucleari. Negli anni sessanta divenne leader del Gruppo Emulsioni di Roma, aprendo la via all’utilizzo delle emulsioni in esperimenti cosiddetti ibridi, con camere a bolle e rivelatori elettronici, per lo studio di particelle quark.
Fu coautrice, insieme a Edoardo Amaldi, Castagnoli, Franzinetti e Augusta Manfredini, di un articolo pubblicato su Il Nuovo Cimento nel 1956 sull’osservazione di un evento prodotto dall’annichilazione di un antiprotone in emulsioni esposte al Bevatrone di Berkeley.
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