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    Home » Articoli » Anche nelle Nostre Alpi è allarme siccità
    Ambiente e territorio

    Anche nelle Nostre Alpi è allarme siccità

    Giorgia GambinoGiorgia Gambino17 Luglio 2026
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    La situazione siccità nelle Nostre Alpi, La situation sècheresse dans Nos Alpes (c) CC BY-SA 4.0, Hagai Agmon-Snir حچاي اچمون-سنير חגי אגמון-שניר, Wikimedia Commons
    La situazione siccità nelle Nostre Alpi, La situation sècheresse dans Nos Alpes (c) CC BY-SA 4.0, Hagai Agmon-Snir حچاي اچمون-سنير חגי אגמון-שניר, Wikimedia Commons

    L’estate 2026 si sta rivelando una delle più difficili degli ultimi anni per l’intero arco delle Nostre Alpi, che dopo settimane di caldo record e scarsità di precipitazioni si trova ora ad affermare l’allarme siccità. Il fenomeno, che pure interessa i territori con intensità differenti, sta portando le risorse idriche a esaurirsi molto prima del normale, senza che le prospettive meteorologiche lascino intravedere piogge diffuse in grado di invertire la tendenza.

    La situazione siccità nelle Nostre Alpi

    Dopo una primavera caratterizzata da precipitazioni inferiori alla media e da un rapido esaurimento della neve in quota, le ripetute ondate di calore hanno aggravato una situazione siccità già compromessa nelle Nostre Alpi. Le temperature, spesse volte superiori di diversi gradi rispetto alle medie climatiche, hanno aumentato l’evaporazione e l’evapotraspirazione, riducendo progressivamente la disponibilità di acqua nei laghi, nei torrenti e nelle falde.

    Le previsioni meteorologiche indicano il possibile arrivo di temporali sparsi ma non di perturbazioni estese in grado di ripristinare anche soltanto in parte le riserve idriche accumulate durante l’inverno. Lungo tutto l’arco alpino il monitoraggio rimane dunque costante e molte amministrazioni non escludono un ulteriore irrigidimento delle misure di contenimento dei consumi se tale caldo dovesse perdurare.

    Il bacino del Po sempre più in sofferenza

    Il quadro più delicato concerne il bacino del Po, dove l’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po ha confermato lo stato di “severità idrica media in assenza di precipitazioni”. La disponibilità di acqua continua difatti a diminuire e le principali riserve superficiali registrano un progressivo impoverimento, confermando quanto la gestione dell’acqua rappresenti oramai una delle principali sfide per le regioni alpine.

    È pertanto stata approvata una serie di indicazioni per il territorio, che dal Piemonte comprende tutta la Pianura Padana sino all’Emilia Romagna, al fine di promuovere un uso equo della scarsa risorsa idrica disponibile a scala distrettuale. Tra queste, per esempio, limitazioni della pratica agricola che prediligano il “primo raccolto” senza preferibilmente scadere nel “secondo raccolto” e intensificazione dei controlli sui prelievi.

    Piemonte: emergenza idrica e agricoltura in difficoltà

    Tra le regioni delle Alpi più colpite dall’allarme siccità figura il Piemonte, dove i mesi primaverili hanno fatto registrare precipitazioni nettamente inferiori alla norma mentre giugno è stato tra i più caldi della serie storica regionale. Le conseguenze sono evidenti soprattutto nei corsi di acqua, le cui portate risultano fortemente ridotte, con valori che in alcuni casi si avvicinano a quelli della grande siccità datata 2022.

    La Regione ha riunito un Tavolo per l’emergenza idrica e ha avviato contatti con la Valle d’Aosta e con il Canton Ticino per incrementare i rilasci di acqua destinati all’irrigazione agricola. Nel frattempo, circa un centinaio di Comuni ha introdotto limitazioni all’utilizzo dell’acqua potabile e in diverse località montane è stato necessario ricorrere alle autobotti per garantire il servizio.

    Valle d’Aosta: criticità più contenute ma monitoraggio costante

    La situazione della Valle d’Aosta appare meno critica rispetto ad altre regioni alpine, ma anche qui la disponibilità di acqua sta progressivamente diminuendo, aumentando però come altrove il rischio di incendi boschivi. Lo scarso innevamento residuo e il rapido scioglimento della neve, difatti, hanno ridotto il contributo delle risorse nivali ai corsi idrici durante l’estate, abbattendo così le risorse destinate all’agricoltura.

    Per il momento non si registrano particolari problematiche per l’approvvigionamento idropotabile, mentre continua il monitoraggio dei sistemi irrigui e delle portate dei torrenti. Questo a fronte di precipitazioni inferiori alla media storica del ventennio 2001-2020 (circa 25% in meno) e di temperature eccezionalmente elevate soprattutto nel mese di giugno (+4 gradi circa rispetto alla media storica).

    Liguria: oliveti, allevamenti e falde sotto pressione

    In Liguria il caldo prolungato sta producendo effetti soprattutto sul comparto degli oliveti della fascia costiera, dove si osservano fenomeni di disseccamento e caduta anticipata delle olive. Dal punto di vista idrologico la situazione resta relativamente sotto controllo grazie alle riserve sotterranee accumulate negli anni precedenti, anche se alcune falde del Levante ligure mostrano già segnali di sofferenza.

    Anche gli allevamenti stanno affrontando crescenti difficoltà: nei pascoli l’erba fatica a ricrescere riducendo la disponibilità di foraggio, mentre nei bovini il caldo ha determinato un calo della produzione di latte. Le aziende stanno aumentando l’uso dell’irrigazione, dei sistemi di raffrescamento delle stalle e di prodotti per proteggere le colture, con un conseguente ma inevitabile incremento dei costi di produzione.

    Ticino e Vallese: gli alpeggi rischiano di svuotarsi in anticipo

    Il bollettino federale sulla siccità descrive una situazione oramai estesa a larga parte della Confederazione, dove negli ultimi mesi molte aree hanno ricevuto solo una parte delle precipitazioni normalmente attese.

    Nel Canton Ticino, la principale preoccupazione concerne il comparto zootecnico e la produzione di fieno, risultata così inferiore alle attese da spingere molti allevatori a segnalare una disponibilità di foraggio insufficiente per affrontare l’inverno. Negli alpeggi iniziano inoltre a manifestarsi difficoltà di approvvigionamento idrico e, in mancanza di precipitazioni, alcune aziende potrebbero essere costrette a riportare il bestiame a valle con largo anticipo rispetto al calendario tradizionale. 

    Nel Canton Vallese il deficit di precipitazioni, già accumulato nei mesi primaverili, continua ad aggravarsi, con livelli molto bassi nei corsi di acqua e nelle falde sotterranee nonché fusione a ritmi sostenuti dei ghiacciai. Le condizioni, soggette a monitoraggio costante da parte delle autorità cantonali, interessano in particolare le aree agricole della Valle del Rodano, dove l’irrigazione è divenuta indispensabile per numerose colture.

    Provenza: allerte e restrizioni in molti Comuni

    Nelle Alpes-Maritimes la degradazione della risorsa idrica ha portato la prefettura ad attivare le prime misure restrittive per 30 Comuni ora interessati da limitazioni ai consumi in termini di irrigazioni, piscine private e lavaggio auto. Il Dipartimento raggiunge tale fase drastica dopo mesi caratterizzati da precipitazioni inferiori alla media, temperature eccezionalmente elevate e falde che risultano per larga parte dei casi sotto i livelli stagionali.

    Nelle Alpes-de-Haute-Provence la situazione più delicata interessa il bacino del Colostre, dove è stato dichiarato lo stato di allerta siccità e dove nove Comuni sono sottoposti a restrizioni similari. Nel resto del dipartimento permane invece lo stato di vigilanza, accompagnato dall’invito a ridurre volontariamente i consumi per evitare un ulteriore deterioramento della situazione durante la seconda parte dell’estate.

    Hautes-Alpes e Isère: bacini idrici sotto controllo

    Le Hautes-Alpes beneficiano ancora del contributo delle risorse idriche di alta quota, ma anche qui, come d’altronde nel resto delle Alpi, la situazione siccità è osservata con crescente attenzione. I bacini del Drac-Gapençais, del Buëch, della Haute-Durance e della Méouge sono in vigilanza poiché l’apporto della neve residua sta progressivamente diminuendo e, in assenza di precipitazioni consistenti, il peggioramento potrebbe essere vicino.

    Anche il dipartimento dell’Isère, dati il perdurare delle elevate temperature e all’assenza di precipitazioni, è entrato in stato di vigilanza siccità, primo livello della scala di allerta prevista dalle autorità francesi. Cittadini, imprese e amministrazioni sono invitati ad adottare comportamenti improntati al risparmio idrico, mentre restano in vigore misure specifiche per le attività agricole e per gli impianti industriali.

    I Pays de Savoie: una situazione vicina ai livelli del 2022

    La Savoia è uno dei dipartimenti alpini francesi che destano maggiore preoccupazione, con la neve residua oramai quasi assente al di sotto dei 3 mila metri di quota. In alcuni torrenti montani la temperatura dell’acqua supera i valori compatibili con specie particolarmente sensibili come la trota e, secondo la prefettura, il quadro attuale è ormai paragonabile alla grave siccità registrata nel 2022.

    In Alta Savoia diversi bacini idrografici tra cui l’area sud-occidentale del Lago di Ginevra sono stati collocati ai livelli più elevati di allerta, mentre altri settori, come quelli dell’Arve e del Fier, restano sotto stretta sorveglianza. Le misure prevedono limitazioni all’irrigazione e ad altri utilizzi non essenziali dell’acqua, così come anche alle amministrazioni locali e alle attività economiche viene richiesto un significativo contenimento dei prelievi.

    LEGGI ANCHE: A giugno temperature nel Mediterraneo sino a 6 gradi oltre la norma

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    Giorgia gambino
    Giorgia Gambino
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    Classe 1997, ho due lauree in lingue e letterature moderne, un master di primo livello in giornalismo 3.0 e una incrollabile testardaggine, tutti quanti ottenuti con il massimo dei voti. Appassionata di scrittura dall’età di 7 anni e giornalista pubblicista dal 2021, ho contribuito a costruire “Nos Alpes” dalle basi, crescendo giorno dopo giorno e imparando a essere migliore assieme a lui. Nel tempo libero che mi sforzo di ritagliare coltivo alcune delle mie frivole passioni, tra cui il rosa e i dolci, lo shopping e il make up, ma soprattutto i miei racconti.

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