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    Home » Articoli » Lo Storico Carnevale di Ivrea è una festa di libertà e di ribelli. Parla Simona Marra
    Cultura

    Lo Storico Carnevale di Ivrea è una festa di libertà e di ribelli. Parla Simona Marra

    Enrico MartialEnrico Martial13 Febbraio 2024
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    Dall’inizio della telefonata, Simona Marra è un fiume di parole. L’ho chiamata per Ivrea e Adriano Olivetti, uno dei siti Unesco nello spazio di Nos Alpes che vogliamo raccontare. Inevitabilmente il discorso finisce sullo Storico Carnevale di Ivrea. Di Carnevali nelle nostre Alpi ce ne sono parecchi e importanti, da Nizza ad Annecy, ma oggi si parla di Ivrea.

    Ivrea e gli eporediesi hanno un senso di libertà che scorre nelle vene. Chi conosce sommariamente il nostro Carnevale ha in mente la battaglia in piazza, pensa che l’evento si riduca a gente che tira arance.

    In realtà, ogni gesto ha un significato. L’arancia rappresenta la testa del tiranno, il cappello è quello della Rivoluzione francese, la canzone è un inno alla libertà. C’è rispetto anche per gli animali e per i cavalli che non vengono colpiti neanche per sbaglio, con senso di responsabilità e rispetto per le persone e per gli animali.

    Lo storico Carnevale di Ivrea

    Sono stato una settimana fa per un incontro, e la città era già animata. Mentre parcheggiavo ho anche visto due persone che scendevano da un’auto in costume napoleonico, e non era Carnevale.

    Ivrea aspetta e prepara il Carnevale dal 6 gennaio di ogni anno. Si muove un mondo intero: le squadre dei cavallanti, degli artisti, dei carri dipinti. Ci sono i protagonisti che preparano i costumi, praticamente tutta la città. Ci sono gli artigiani che realizzano le maschere utilizzate sui carri. Tra l’altro sono competenze importanti: sono gli stessi che preparano i finimenti delle carrozze reali in tutto il mondo.

    LEGGI ANCHE : Nos Alpes alla scoperta… dello storico Carnevale di Ivrea

    La città era già tappezzata di bandiere, manifesti e simboli

    Non è una festa di folclore, ma un evento di comunità, di popolo. Gli abitanti di Ivrea hanno la consapevolezza di essere dei ribelli e di avere un forte senso di comunità, che si esprime nel Carnevale e che è stata sublimata nella fabbrica di Adriano Olivetti. Esiste un fondamento storico: Ivrea nasce sul punto di controllo delle acque, nel punto più stretto, già nel conflitto tra celti, tra la morena di Ivrea e del biellese e l’area di Vercelli, con il coinvolgimento successivo di Roma. In epoca medievale avvengono tra i castellani e il popolo, rappresentato dalla Mugnaia, oppure tra il re Arduino e i vescovi.

    Anche la scheda madre opensource Arduino nasce a Ivrea, dunque non a caso

    È sempre un prodotto di comunità e di libertà, di amici che hanno sviluppato un progetto e lo hanno distribuito. Sono argomenti che ritornano, e che la Mugnaia simboleggia. Ivrea si stringe intorno alla Mugnaia in alcuni momenti del Carnevale che sono proprio da vedere, che non ci capiscono se non si partecipa.

    Per esempio, con i fuochi rituali

    Dovreste venire a vedere, il martedì sera, il silenzio e la forza della comunità cittadina quando si ritrova per gli abbruciamenti degli scarli (palo rivestito di erica secca con un tricolore in cima). Dopo essere passato in diversi rioni, il corteo, con gli abitanti in costumi tradizionali, passa allo scarlo del Castellazzo. Si trova vicino al ponte, al controllo storico delle acque, dov’era il castello. Mentre lo scarlo brucia, il generale, in costume napoleonico, deve tenere il cavallo fermo e la mugnaia che lo cavalca tiene la spada alzata fino a quando lo scarlo non ha finito di bruciare.

    È un momento molto sentito, la gente alla fine applaude alla mugnaia rappresenta la comunità che si ribella al tiranno. E poi bisogna anche ascoltare i momenti di silenzio e raccoglimento, ascoltare i canti, i pifferi, seguire il “funerale” e la corsa da piazza Ottinetti a Palazzo municipale. Chi non viene può solo intuire.

    La Mugnaia è una donna, ed è la protagonista

    È colei che ha tagliato la testa al tiranno, la canzone dice che il castello non c’è più, e che con il tiranno se n’è andata anche l’oppressione. La Mugnaia Violetta rappresenta la ribellione popolana e la comunità, ed è una persona forte. Tutto l’anno entra nelle scuole a portare lo stesso messaggio sul ruolo femminile. Esiste infatti l’associazione Violetta – la forza delle donne, che opera anche sul rispetto di genere.

    E lei cosa fa al Carnevale?

    Di mestiere racconto il Canavese e il sito UNESCO di Adriano Olivetti, ma sono anche presente al Museo dello Storico Carnevale di Ivrea, che bisogna visitare. Sono una delle persone che vivono il Carnevale e si divertono, che si sentono a casa.

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    Direttore di Nos Alpes, giornalista. Ha collaborato in tempi diversi con varie riviste e giornali, da Il Mulino a Limes, da Formiche a Start Magazine.

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