Liguria

Sanremo elezioni: secondo turno di un comune particolare

Sanremo nel 2023, il porto (cc By Sa Wiki)

Le battaglie politiche più recenti in Liguria si sono spesso svolte sulle cose da fare e sono emerse figure che – nei partiti oppure fuori dai partiti – si sono poste sulla linea della ripresa delle attività e degli investimenti.

Sanremo andrà al ballottaggio, al primo turno nessuno dei candidati sindaco ha ottenuto la maggioranza assoluta alle elezioni comunali dell’8 e 9 giugno.

Il candidato sindaco di destra, Gianni Rolando, ha ottenuto il risultato migliore, con il 42,06%, seguito da Alessandro Mager, candidato di un raggruppamento di liste civiche, con il 32,48%. Si confronteranno al secondo turno, il 23 giugno prossimo. Il candidato della sinistra, appoggiato dal Partito democratico, Fulvio Fellegara, ha ottenuto il 19,1%, che gli consente di entrare in consiglio comunale.

Destra, sinistra e i civici

In Italia e in Francia, e in Liguria in particolare, le battaglie elettorali comunali hanno spesso una storia speciale, che attraversa le persone e le forze politiche. Il contesto della Liguria di ponente subisce lo scenario nazionale tra la disgregazione tra destra e sinistra e l’affermarsi di linee nazionali populiste e con lo spostamento verso l’estrema destra. A questo aspetto si aggiunge il clima pessimo tra il 2010 e il 2015, in cui si sono susseguite azioni di contrasto alla malavita organizzata della ‘ndrangeta e svolti i relativi processi, con lo scioglimento per mafia di diversi comuni, tra cui Bordighera e Ventimiglia.

Più in generale per tutta la Liguria, e in modo più marcato per la Liguria di ponente, si è posto un problema di sviluppo economico e di gestione della cosa pubblica. Le città e il patrimonio naturale eculturale sono infatti rimasti per molti anni fermi o in declino, nel decoro, negli investimenti pubblici e privati, nella modernizzazione delle infrastrutture e nella qualità della vita.

Politiche di rilancio

In questo modo, le battaglie politiche più recenti si sono spesso svolte sulle cose da fare. Sono emerse figure che – nei partiti oppure fuori dai partiti, appunto nelle liste civiche – si sono poste sulla linea della ripresa delle attività e degli investimenti. Lo stesso presidente della Liguria Giovanni Toti aveva scelto questa immagine di sé, dinamismo contro immobilismo.

A Sanremo, il duello tra la destra e la sinistra – tra le molte complicazioni di persone e vicende – si è risolta anni fa con l’elezione a sindaco di Alberto Biancheri, che ha governato la città per dieci anni. Il 5 giugno, al termine dei due mandati, ha fatto il suo saluto, mettendo in fila appunto le “cose fatte”, con 200 milioni di investimenti. ha citato tra l’altro il risanamento dei conti, 30 milioni di rifacimenti degli edifici scolastici, il palazzetto dello sport, le pedonalizzazioni, i nuovi alberi, il controllo con le telecamere, il contrasto al degrado, i progetti in corso. E’ un approccio che ha fatto anche il successo politico dei sindaci sulla Costa azzurra.

La nuova campagna e il ballottaggio

Non a caso, e fuori dai partiti, Alberto Biancheri aveva trovato alleanze e avvicinamenti, per esempio con Claudio Scajola, sindaco di Imperia e presidente della Provincia. In vista delle nuove elezioni comunali, per il limite di due mandati, ha scelto di appoggiare un candidato in continuità con la sua amministrazione e con le liste civiche, Alessandro Mager, e di non sostenere né il candidato di destra né quello di sinistra.

La campagna elettorale, oltre alle polemiche puntuali, si è in ogni caso tenuta sempre sul tema del rinnovamento urbano. Il candidato di destra, Gianni Rolando, si è presentato anche lui come candidato del “Fare”. Ha molto insistito sul degrado e sui cantieri non finiti, per esempio per alcune vie cittadine, per la salvaguardia del patrimonio minore (fino ad una panchina rimossa) o per gli alberi ancora da piantare. Ha vantato le sue dirette relazioni con il governo centrale, per esempio per l’Aurelia bis o le infrastrutture per i rifiuti urbani.

Alessandro Mager, il candidato civico che è erede delle politiche del fare (e dei 200 milioni di rinnovamento urbano) già messe in pratica da Alberto Biancheri, che lo appoggia esplicitamente, ha fatto una campagna costruita sui toni rassicuranti e sulle politiche del “fare”. Al secondo turno del 23 giugno potrebbe forse recuperare i dieci punti di distacco del primo turno, che sono comunque parecchi. Bisognerà ascoltare e vedere cosa succederà in queste due settimane, per esempio a sinistra ma anche nella stessa area di centro e di destra.

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