Viaggio in Italia è il nome della mostra pittorica dell’artista francese Marie-Claire Mitout in corso, fino al 27 aprile, al Museo Ettore Fico (MEF) a Torino in Via Francesco Cigna 114.
Le opere esposte a Torino nascono a seguito di un soggiorno in Piemonte di circa un mese che ha permesso alla Mitout di scoprire e rappresentare, tramite la sua arte, i paesaggi e alcuni dei luoghi simbolo della regione.
Marie-Claire Mitout: la filosofia e la natura nell’arte contemporanea
Marie-Claire Mitout è un’artista francese contemporanea, nata a Vienne, vicino a Lione, dopo lavora nel quartiere della Demi-lune.
Conosciuta dentro e fuori Europa in particolare per Les Plus belles heures, una serie di 1100 immagini realizzate soffermandosi e raffigurando il “miglior momento del giorno”.
Caratteristica delle sue opere è il lasciar penetrare l’impermanenza delle cose, della natura sulla carta. Un’idea di arte che si inserisce in un mondo contemporaneo costretto a riadattarsi per far fronte ai cambiamenti che si susseguono a un ritmo disarmante.
Dalla visione del mondo di Marie-Claire Mitout emerge una natura filosofica dell’arte che deve trovare il suo modo di vivere, di pensare e, soprattutto, di ripensare la propria esistenza. Tutto ciò si concretizza in opere dai contorni netti, ma non marcati, caratteristici della sua produzione da cui traspare una reinterpretazione, svolta con un occhio interiore estremamente personale, ma anche privato e romantico.

Il Viaggio piemontese di Marie-Claire Mitout
La Sacra di San Michele, il Duomo di Asti, il Museo Egizio, le colline del Monferrato e molti altri luoghi suggestivi del Piemonte sono stati raffigurati attraverso una personale visione del mondo e dell’arte.
Sui muri del Museo Ettore Fico sono appese, in modo ordinato, opere realizzate da Marie-Claire Mitout con una grandezza fissa (21×29,7 cm) che ne evidenza la natura seriale richiamando l’idea di reiterazione cara agli scrittori minimalisti.
Il curatore della mostra, Andrea Busto, si sofferma sull’importanza nascosta dietro l’idea della dimensione e del formato delle opere.
La regolarità può far pensare a un libro o a un diario, ne dà una visione più interiore e personale. Ne fa anche notare l’atemporalità: le raffigurazioni non seguono un ordine cronologico e che nessuna prevale sulle altre.
I paesaggi e i luoghi piemontesi acquisiscono una profondità e dei colori nuovi grazie alle tempere della Mitout che mette su carta le sensazioni generate dal suo Viaggio in Italia.

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