Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    Nos Alpes
    • FAI UN DONO
    • PARTNERS
    • ABBONATI
    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    • Fai un dono
    • Abbonati
    • Economia e politica
      • Trasporti
      • Economia
      • Politica
    • Cultura e patrimonio
    • Ambiente e territorio
    • Turismo e sport
    • Territori
      • Alpi del nord e Rodano
      • Alpi del sud e Provenza
      • Valle d’Aosta
      • Piemonte
      • Liguria
      • Corsica e Sardegna
      • Svizzera romanda e Ticino
    • Rubriche
      • Nos Alpes alla scoperta…
      • Nos Alpes, Nos Livres
      • Nos Alpes Cuisine
      • Racconti
      • Contributi e idee
    • IT
      • FR
    • Log In
    Nos Alpes
    Home » Articoli » Il Treno Reale di Casa Savoia, dal Regno di Sardegna alla Repubblica
    Nos Alpes alla scoperta…

    Il Treno Reale di Casa Savoia, dal Regno di Sardegna alla Repubblica

    Caterina PizzatoCaterina Pizzato13 Settembre 2025
    Share Facebook Twitter LinkedIn Email WhatsApp Copy Link Telegram
    Disegno tecnico di Gabriele Capello per il treno reale, nel 1853, a Torino (c) Public domain SandiSan Wikimedia Commons
    Disegno tecnico di Gabriele Capello per il treno reale, nel 1853, a Torino (c) Public domain SandiSan Wikimedia Commons
    abbonati a nos alpes 2026

    Caterina Pizzato rievoca l’evoluzione del treno reale dei Savoia, dal Regno di Sardegna attraverso l’unità d’Italia e fino al fascismo e poi alla Repubblica. Ripercorre così le epoche guardando ai cambiamenti di stile e di importanza attribuita al treno rispetto alla monarchia, per ritrovare infine un mezzo utile per il trasporto alla Presidenza della Repubblica dopo il 1946.


    Il primo Convoglio Reale dei Savoia all’epoca del Regno di Sardegna, fu realizzato a mano nel 1853 dall’ebanista piemontese Gabriele Capello detto il Moncalvo, era composto da cinque carrozze lignee a tre assi finemente decorate: quella del Re presentava esternamente fregi di bronzo su fondo rosso con simbologie araldiche, riferimenti a Casa Savoia e le iniziali del sovrano.

    La prima apparizione ufficiale del Treno Reale avvenne in occasione dell’inaugurazione della strada ferrata Torino – Genova il 20 febbraio 1854.

    Nel 1858 venne aggiunta una carrozza-salone dotata di sala, camera da letto per una persona di servizio e toilette, mentre nel 1860 si passò a sette vetture con la presenza delle due carrozze-salone realizzate dalla carrozzeria milanese Cesare Sala. Le boccole degli assi, volute da Re Vittorio Emanuele II, erano a forma di testa leonina.

    Un nuovo treno per il Re d’Italia

    Tra il 1864 e il 1866 venne costruito il secondo Convoglio Reale dalle Officine Klett & C. di Norimberga, su commissione della Società delle Strade Ferrate Romane, composto da otto carrozze a due assi e un vagone servizi che accoglieva la caldaia a vapore per il riscaldamento. Nel 1884 la S.F.A.I. – Società delle Strade Ferrate dell’Alta Italia – presentò all’Esposizione Generale Italiana di Torino la splendida carrozza-salone a carrelli, prodotta dalle Officine di Torino Porta Nuova, destinata ai viaggi del futuro Re Vittorio Emanuele III.

    Nel 1891 sempre la Klett & C. costruì il terzo Treno Reale, su un progetto dell’ingegnere Enrico Riva, composto da nove carrozze intercomunicanti a mezzo di mantici a soffietto e due vagoni bagaglio posti alle estremità con funzione di carri-scudo in caso di incidente.

    Il nuovo convoglio – realizzato in legno pregiato e cuoio, verniciato con il tradizionale colore blu notte con filetti in oro zecchino – era fornito di cucina, sala da pranzo e sala riunioni, oltre alle vetture personali dei sovrani Umberto I e Margherita di Savoia e del Principe di Napoli .

    Salone della carrozza reale italiana, 1898 (c) public domain wikimedia commons
    Salone della carrozza reale italiana, 1898 (c) Public Domain Wikimedia Commons

    Quando i Re giungevano ad Aosta

    Quando i Re giungevano alla stazione di Aosta, le carrozze del Treno Reale venivano ricoverate nell’apposito edificio chiamato Rimessa Reale, sito in fondo allo scalo di fronte alla Torre di Bramafam. Il primo esponente di Casa Savoia ad arrivare in Valle d’Aosta in treno fu la Regina Margherita nel 1886 assieme al figlio Vittorio Emanuele.

    « Le 6 août, S. M. la Reine, partie le matin de Monza, était reçue par MM, le Sous-Préfet, le Syndic, le Commandant de la garnison et les autorités judiciaires, à la gare d’Aoste. Le manifeste qui suit en avait avisé, quelques heures auparavant, la population d’Aoste:

    CONCITOYENS ! Notre Vallée va revoir, cette année aussi, les hôtes illustres et bien aimés qu’elle a été si heureuse et si fière de posséder l’année passée. S. M. la Reine, accompagnée de son Auguste fils S. A. R. le Prince de Naples, passera pour notre ville aujourd’hui, vers les 4 heures, se rendant à Courmayeur.

    CONCITOYENS ! Accourez nombreux sur leur passage; pavoisez vos habitations. Qu’ils soient les bienvenus, ces hôtes désirés! Puissent les beautés de nos montagnes et l’amour cordial de notre population les retenir longtemps et leur faire trouver trop court le séjour qu’ils auront fait dans notre pays. Vive la Reine! Vive le Prince de Naples!

    Le Syndic: BERGUET »

    Un treno staffetta per aprire la strada

    A partire dal 1885 la circolazione del Treno Reale venne normata dal Regolamento per i regimi speciali di sicurezza della S.F.M. – Società delle Strade Ferrate Meridionali. Esso era preceduto di regola da una locomotiva staffetta isolata nella quale oltre al macchinista, al fuochista, al Capo deposito e all’agente della manutenzione trovavano posto l’Ispettore di riparto e il Conduttore incaricato di segnalare eventuali anomalie al Treno Reale che viaggiava a quindici minuti di distanza.

    Entrambi venivano considerati “Treni Speciali” e i convogli susseguenti non potevano viaggiare a una distanza minore di venti minuti e superare la velocità di quello Reale, dando sempre la precedenza. Nel 1901 si elevò la composizione del Convoglio Reale a quindici elementi e nel 1906 passò di proprietà dalla Rete Adriatica gestita dalla S.F.M. alle neonate Ferrovie dello Stato, sino alle soglie degli anni Trenta.

    Nel 1925 venne indetto un concorso dal Ministero delle Comunicazioni per la realizzazione di un “treno di gran lusso” destinato ai viaggi ufficiali dei Re da allestire in occasione delle nozze del Principe ereditario Umberto di Savoia con la Principessa Maria José: le Officine del gruppo industriale Fiat di Torino ebbero la meglio su Ansaldo, Piaggio e Breda, aggiudicandosi la commessa.

    Il treno del Re in epoca fascista

    Carrozza del treno reale, nel 1929, conservato al museo di pietrarsa (c) public domain reinhard dietrich wikimedia commons
    Carrozza del treno reale, nel 1929, conservato al museo di Pietrarsa (c) Public domain Reinhard Dietrich Wikimedia Commons

    Il convoglio di Re Vittorio Emanuele III venne ultimato nel 1929 e ben descritto nel lussuoso opuscolo intitolato Treno Reale distribuito dalla Fiat per promuovere il lavoro, la tecnologia e l’arte dell’azienda. Gli interni erano in velluto rosso e blu ricamati d’oro e d’argento appositamente a Venezia e a Genova, i morbidi tappeti erano in lana pregiata di Puglia, mentre la pelle dei passaggi dei corridoi proveniva da Tolentino nelle Marche: l’intero treno era orgogliosamente di fabbricazione italiana, forte della propaganda nazionalistica dell’epoca fascista.

    L’architetto liberty Giulio Casanova, professore della Reale Accademia Albertina di Torino, decorò in modo fastoso le tre vetture, rispettivamente quella con la sala da pranzo che ospitava un tavolo da venti posti lungo sette metri, un tinello e un salotto privato per il sovrano; e quelle del Re (perduta durante Seconda Guerra Mondiale) e della Regina che comprendevano anticamera, salotto, camera da letto, bagno privato, qualche scompartimento con stanzino da bagno per gli Aiutanti di Campo e i gentiluomini d’onore e una cabina per il personale di servizio.

    Il nuovo Treno Reale era costituito da dodici vetture intercomunicanti a cassa metallica e all’esterno era di colore blu, decorato sulla fiancata dallo stemma della Corona Reale. Ogni carrozza era lunga 19,70 metri con gli interni decorati da ricche dorature e stemmi sui soffitti, tappezzeria in seta broccata e pareti in mogano che celavano i cavi dell’impianto elettrico, il riscaldamento, le tubazioni dell’acqua, i fili del telefono, i ventilatori e i campanelli a prova della modernità e del prestigio dell’industria nazionale.

    Il treno del presidente della Repubblica

    Il vagone reale riconvertito nella repubblica italiana (c) public domain richard dietrich wikimedia commons
    Il vagone reale riconvertito nella Repubblica italiana (c) Public domain Reinhard Dietrich Wikimedia Commons

    Con la fine del fascismo e poi della monarchia le Officine Ferrovie dello Stato di Porta al Prato e Voghera riconsegnarono alle Ferrovie le nove vetture del Treno al quale furono apportati diversi miglioramenti e modifiche – eliminando i riferimenti a Casa Savoia e al regime fascista – trasformandolo in “Unità operativa mobile del Presidente della Repubblica”. Nacque così il nuovo Treno presidenziale italiano, firmato Fiat, consegnato nel 1948.

    Esso aveva in composizione la vettura salone SIz 1, già appartamento della Regina, al quale vennero aggiunte altre tre nuove carrozze e, in seguito, il salone SIz 10, ovvero la vettura sala da pranzo oggi esposta al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa in Campania.

    LEGGI ANCHE: Il va e vieni dei Savoia alle Terme della Valle d’Aosta

    (in parte tratto da L’apporto della Famiglia Reale allo sviluppo turistico
    della Valle d’Aosta da metà Ottocento al 1946, tesi di Laurea magistrale all’Università della Valle d’Aosta, anno 2021, per gentile concessione di Caterina Pizzato. Abbiamo aggiunto i titoli dei paragrafi, il titolo, qualche minimo aggiustamento per la lettura e con i grassetti. Le immagini sono a cura della redazione di Nos Alpes).

    Tmr aoste st ours 2026 300x250
    Foire Saint-Ours Aoste Fiera Sant'Orso 2026 Aosta banner300x250px
    Featured Savoia
    Caterina pizzato
    Caterina Pizzato

    LEGGI ANCHE / A LIRE AUSSI

    Lors de l'inauguration de l'usine à Villefranche-sur-Saône pour le retrofit des bus, le 9 février 2026 (c) Région Auvergne Rhône-Alpes
    Trasporti

    Retrofit elettrico di Bus IVECO, per la Regione Auvergne Rhône-Alpes

    10 Febbraio 2026
    Il Ghiacciaio del Khumbu, punto critico dell’ascesa all’Everest che la nuova via di Marc Batard intende semplificare, Le Glacier du Khumbu, point critique de l'ascension de l'Everest que la nouvelle voie de Marc Batard entend simplifier (c) Vyacheslav Argenberg, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons
    Turismo e sport

    Marc Batard vuole aprire una nuova e più sicura via sull’Everest

    10 Febbraio 2026
    Il Carnevale di Nizza 2026, Le Carnaval de Nice 2026 (c) CC BY-SA 4.0, Tmilaret, Wikimedia Commons
    Eventi

    Carnevale di Nizza 2026: quindici giorni tra tradizione e spettacolo

    10 Febbraio 2026
    LL'affiche de l'exposition Glacier(s) à Genève, jusqu'au 3 mars 2026
    Ambiente e territorio

    Mostra Glacier(s) : arte contemporanea e clima con la FEDRE di Claude Haegi

    9 Febbraio 2026
    Intelligenza artificiale e gestione sanitaria, Intelligence artificielle et gestion sanitaire
    Sanità

    “Gesica”: l’intelligenza artificiale per la gestione sanitaria

    9 Febbraio 2026
    Le mémorial, avant son déplacement un peu plus loin de Le_Constellation, le 8 janvier 2026 (c) CC BY SA 4_0 Dodo von den Bergen Wikimedia Commons
    Economia e politica

    Crans-Montana, alcune chiusure, ma il memoriale si incendia

    9 Febbraio 2026
    Banner wintertech 2026
    GLI ULTIMI ARTICOLI
    Lors de l'inauguration de l'usine à Villefranche-sur-Saône pour le retrofit des bus, le 9 février 2026 (c) Région Auvergne Rhône-Alpes

    Retrofit elettrico di Bus IVECO, per la Regione Auvergne Rhône-Alpes

    10 Febbraio 2026
    Il Ghiacciaio del Khumbu, punto critico dell’ascesa all’Everest che la nuova via di Marc Batard intende semplificare, Le Glacier du Khumbu, point critique de l'ascension de l'Everest que la nouvelle voie de Marc Batard entend simplifier (c) Vyacheslav Argenberg, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

    Marc Batard vuole aprire una nuova e più sicura via sull’Everest

    10 Febbraio 2026
    Il Carnevale di Nizza 2026, Le Carnaval de Nice 2026 (c) CC BY-SA 4.0, Tmilaret, Wikimedia Commons

    Carnevale di Nizza 2026: quindici giorni tra tradizione e spettacolo

    10 Febbraio 2026
    LL'affiche de l'exposition Glacier(s) à Genève, jusqu'au 3 mars 2026

    Mostra Glacier(s) : arte contemporanea e clima con la FEDRE di Claude Haegi

    9 Febbraio 2026
    DA NON PERDERE
    I Friciò di Carnevale, Les « Friciò » du Carnaval

    I Friciò piemontesi, il dolce di Carnevale dalla storia contadina

    By Giorgia Gambino8 Febbraio 2026

    Si tratta di soffici frittelle arricchite con uvetta e scorza di limone simbolo dell’inverno nelle vallate biellesi e cuneesi.

    La Favò

    La Favò di Ozein, la zuppa valdostana nata dal lavoro nei campi

    25 Gennaio 2026
    La fiaccola olimpica a Sestriere, 11 gennaio 2026 (c) Regione Piemonte

    La Fiamma Olimpica ad Aosta e poi sui 4000 del Monte Rosa

    12 Gennaio 2026
    L'artigianato tradizionale alla Foire de Saint-Ours, la Fiera di Sant'Orso (c) Regione autonoma Valle d'Aosta

    Aosta, 30-31 gennaio 2026: ritorna la Foire de Saint-Ours, festa millenaria della Valle d’Aosta

    13 Gennaio 2026
    Iscriviti alla nostra Newsletter (versione gratuita semplice)

    Newsletter

    Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

    Seguici su
    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • YouTube
    • LinkedIn

    Una pubblicazione di
    Agence de coopération et développement sas Aosta (I) P.IVA IT01050350071

    Testata registrata al Tribunale di Aosta n.1 - 4/10/2023

    Registro degli operatori della comunicazione (ROC) n. 39954 - 28/11/2023

    Nos Alpes è iscritta ANSO - Associazione Nazionale Stampa Online

    Direttore responsabile:Enrico Martial

    Privacy policy

    Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
    I più letti
    Il Colle del Piccolo San Bernardo, uno dei dei colli sulle Alpi prossimo all’apertura; Le Col du Petit-Saint-Bernard, l’un des cols des Alpes qui s’apprête à la réouverture (c) CC BY-SA 3.0, Tenam2, Wikimedia Commons

    Le date di apertura dei colli sulle Alpi

    9 Aprile 2025
    I Macchiaioli tra Italia e Francia, Macchiaioli entre Italie et France

    I Macchiaioli: un ponte tra Italia e Francia

    24 Febbraio 2024
    Tignes et le lac, ainsi que ses immeubles - Tignes e il lago, con gli immobili e gli alloggi (c) CC BY SA 4_0 Tiia Monto Wikimedia Commons

    Alloggi per lavoratori stagionali nelle Alpi, la residenza Seyjoun a Tignes

    30 Agosto 2025
    Genova, vista del fronte del porto con la sopraelevata (c) CC BY SA 4_0 Elisabetta Castellano Wikimedia Commons

    Elezioni comunali a Genova 2025

    24 Maggio 2025
    Post popolari
    William Turner, “The Bay of Baiae with Apollo and the Sibyl”, olio su tela, 1823 (La Venaria reale)

    L’omaggio della Reggia di Venaria al Romanticismo pittorico in “Turner. Paesaggi della Mitologia”

    6 Gennaio 2023
    Nice Climat Summit

    Nizza ospita il primo “Nice climate summit” dedicato a clima e biodiversità

    24 Settembre 2023
    Tunnel del Lötschberg (Adrian Michel, CC BY-SA 3.0)

    La ristrutturazione del Tunnel del Lötschberg costerà ancora di più

    28 Settembre 2023
    Moutier (Florian Pépellin, CC-BY-SA 3.0)

    Moutier si avvicina sempre più al Cantone Giura

    30 Settembre 2023
    © 2026 Nos Alpes.
    • Chi siamo
    • Abbonati
    • Fai un dono
    • FR
    • Log In

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.